Mariafrancesca Garritano

Non si è arresa e ora ce l'ha fatta davvero:
il licenziamento del Teatro alla Scala è illegittimo!


Mariafrancesca Garritano Mary Garret
24 maggio 2016 - Teatro alla Scala, Milano
Un "selfie" di Mary che dà così ufficialmente la bella notizia
del ritorno in sala prove con il Corpo di Ballo del teatro.


Milano, 16 aprile 2016
"Aspetto una chiamata dalla Scala. Sono pronta per tornare a ballare".
Garritano era stata licenziata in tronco nel febbraio del 2012 perchè aveva deciso di parlare apertamente dei problemi di anoressia esistenti nel mondo della Danza.
Altri al suo posto si sarebbero demotivati e poi arresi. Lei non lo ha mai fatto, nonostante la mancanza del sostegno morale di molti suoi ex colleghi danzatori scaligeri e nonostante si stesse scontrando con un colosso potente e rinomato.
Mary non si è mai arresa e finalmente è arrivata per lei la tanto attesa vittoria definitiva.

Il suo licenziamento da ballerina del Teatro alla Scala è illegittimo e ad affermarlo è ora la sezione Lavoro della Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso presentato dal teatro milanese contro la decisione della corte d’appello di Milano che già nel 2014, si era pronunciata in egual maniera: il licenziamento non aveva legittimità.
La Suprema Corte ha accolto le tesi difensive, con una sentenza che pone fine a questa dura lotta, che aveva tolto il ruolo di danzatrice alla Garritano e poi ingiustamente allontanata per più di quattro anni dal Corpo di ballo.

Ora, il Teatro alla Scala dovrà dare immediata esecuzione alla sentenza e dovrà subito reintegrare Mary nel Corpo di ballo.
Da quando aveva vinto l’appello (più di 1 anno fa), la Garritano aveva ricevuto regolarmente lo stipendio dal teatro milanese, ma senza di fatto mai risalire sul palco né partecipare alle produzioni.

Il sostegno fortunatamente non le è mancato.
Mary: «L’opinione pubblica mi ha tanto aiutato, le associazioni che si occupano di disturbi dei comportamenti alimentari o dei diritti delle donne. E anche esponenti politici, con interrogazioni in Parlamento europeo e in Senato».
Un sostegno molto presente tra i suoi tanti fans ma assente tra colleghi danzatori ed addetti ai lavori legati alla Scala.

Michele Villanova: «Questa è la giusta conclusione per un'Artista coraggiosa. Tutto il mio sdegno per i responsabili che hanno infangato il nome del mio teatro».

Nel frattempo ...
il libro di Mary che ha alzato il polverone è ormai fuori produzione.
Al momento è introvabile anche online o in formato ebook.
Mariafrancesca Garritano Mary Garret










Mariafrancesca Garritano Mary Garret
Foto: Daniela Rende

La ballerina Mariafrancesca Garritano
(licenziata dalla Scala)
ha vinto la sua battaglia morale


18 giugno 2014 - Milano
Il Teatro alla Scala aveva licenziato la ballerina nel 2012 per le sue affermazioni in cui denunciava i disturbi del comportamento alimentare nel mondo della danza; dopo due anni, la Scala finanzia (finalmente) una ricerca scientifica sulla scia di quella già promossa e divulgata da Mariafrancesca Garritano (Mary Garret) nell'ambito del "progetto GAC" della scuola Area Dance di Milano.

Il Teatro alla Scala l’aveva licenziata all’inizio del 2012 a causa del danno che avrebbe arrecato all’immagine del teatro con la sua denuncia dei disturbi del comportamento alimentare nel mondo della danza.

Mariafrancesca Garritano non si è, però, data per vinta e, oltre ad impugnare il suo licenziamento dinanzi al giudice del lavoro, ha continuato la sua battaglia collaborando al primo studio scientifico sulla nutrizione dei danzatori classici.
Studio voluto e sostenuto dal Maestro Michele Villanova, già primo ballerino del Teatro alla Scala (ora direttore artistico del GAC) e dal Prof. Pietro Marco Boselli, docente di Biologia Modellistica della Nutrizione dell’Università degli Studi di Milano.

Mariafrancesca Garritano ha ottenuto una prima vittoria quando i risultati di tale importante studio (resi noti a settembre 2013 e ripresi da Adnkronos Salute e diverse riviste di settore) hanno confermato la rilevanza del problema della nutrizione nel mondo della danza.

Oggi Mary Garret ottiene una piena vittoria morale perché anche il Teatro alla Scala, due anni dopo il triste episodio con lei, ha deciso di promuovere un progetto di ricerca scientifica per gli anni 2014/15 dedicato all'alimentazione degli allievi ballerini dell'Accademia.
Era ora !!!
Progetto in collaborazione con la Fondazione Bracco e la Fondazione Giuseppina MAI di Confindustria.
Qualcosa sta forse finalmente cambiando?

Mariafrancesca Garritano, Michele Villanova e Pietro Marco Boselli:
“Siamo felici che anche l’Accademia del Teatro alla Scala abbia riconosciuto la rilevanza dei risultati della ricerca scientifica che abbiamo condotto sulla nutrizione dei danzatori classici (ricerca giunta già al secondo anno). Sapevamo di essere sulla strada giusta e questa iniziativa dell’Accademia in collaborazione con la Fondazione Bracco conferma ed avvalora ciò che noi tutti andiamo dicendo e testimoniando professionalmente da molti anni”.






Il "caso Garritano" ha fatto tremare non poco il mondo della danza italiana.
Tutto è nato nel 2010 con un'intervista inglese.
Ed ora? Siamo nel 2014 e si è giunti ad una fine. Una fine NON a favore di Mary.


10 febbraio 2014 - Milano
Dichiarazione ufficiale di Mariafrancesca Garritano:
" I miei avvocati mi hanno comunicato la notizia che la sentenza di Primo Grado relativa al mio licenziamento è stata emessa a favore del Teatro alla Scala.
Durante tutto il procedimento legale sono accadute cose che mi hanno lasciata non poco perplessa:
i testimoni ad esempio non sono stati ascoltati e il file dell’intervista rilasciata a “The Observer” non è mai pervenuto.

Ti insegnano sin da piccolo a credere nella giustizia e negli ideali; ti
insegnano a dire la verità e a non aver paura di lottare per quello in cui credi. Ho parlato di importanti verità, ho creduto in una battaglia sensata per migliorare le cose ed ho avuto speranza: oggi, però, ho serie difficoltà a credere in quella giustizia che avrebbe dovuto tutelarmi. La carriera di una ballerina è stata ingiustamente arrestata, ma non la sua capacità di analisi.

Da un attento ragionamento, che presto avrete occasione di conoscere nel dettaglio, ho la certezza che il mio caso sia stato condotto all'insegna dell'ostracismo al fine “di impartire una lezione”:
colpirne uno per educarne cento, salvando la forma a discapito della
sostanza. Ci sono riusciti, tra il disinteresse delle principali sigle sindacali e delle istituzioni preposte.
E' finito il tempo dell'attesa, è tempo di verità ed intendo andare fino in fondo perché ho perso il mio lavoro, non la mia dignità. "
Mariafrancesca Garritano Mary Garret



Irene Romano di DanzaDance.com ci tiene a precisare una sua riflessione personale:
" Ho seguito la vicenda fin dall'inizio e sono sempre stata dell'opinione che ciò che ha dichiarato Mary è semplicemnte un problema già esistente. Lei ha solo detto "IL RE E' NUDO" (citazione).
Le probabilità che lei riuscisse ad avere l'annullamento del suo licenziamento erano davvero molto poche. Inoltre, personalmente, ho chiesto un'opinione su questa vicenda a molti addetti ai lavori e la maggior parte (praticamente tutti) erano dell'opinione che la Scala abbia agito nel modo giusto e che Mary "si era andata a cercare i guai".
Mia cara Mary, anche se tu avessi vinto la causa, avresti davvero voluto tornare alla Scala sapendo di non avere mai avuto il sostegno dei tuoi colleghi? In bocca al lupo per il tuo futuro ... comunque danzando! "



Mariafrancesca Garritano Mary Garret

Libro: "La verità, vi prego, sulla danza!"


Libro autobiografico scritto dalla ballerina Mariafrancesca Garritano - Mary Garret
Danzatrice del Teatro alla Scala di Milano.
La nuova edizione 2012 AGGIORNATA con postfazione di Michele Villanova
Gruppo Editoriale Viator.
Un libro sulla danza diverso da ciò che ci si aspetta.
È un'esperienza narrata attraverso il punto di vista dell'autrice e i suoi ricordi.
L'associazione di immagini (le fotografie di Daniela Rende) e parole ha creato un racconto che si snoda sulle emozioni, riflessioni e intimo sentire, di quello straordinario mondo rappresentato dall'arte della danza.
Puoi acquistarlo direttamente on line



La ballerina Mariafrancesca Garritano annuncia
che il primo studio sulla Nutrizione dei Danzatori Classici in Italia appartiene al G.A.C. Milano, con il quale lei collabora
.


E' della Dottoressa Simona Canali il primo studio sulle abitudini alimentari dei danzatori classici.
Il G.A.C. è il primo progetto in Italia che apre concretamente le porte agli Specialisti che intendono fare statistica nel mondo del balletto classico. Tutto è partito a seguito della vicenda che ha visto coinvolta Mariafrancesca Garritano (Mary Garret) già solista del Teatro alla Scala, licenziata dall'Ente Milanese dopo le sue dichiarazioni sulla pericolosità dei disturbi alimentari nel mondo della danza.

Durante lo scorso anno gli allievi del progetto Giovani Al Centro di Milano (Direzione Artistica Michele Villanova) sono stati seguiti costantemente dall'allora tirocinante Simona Canali con il supporto del Prof. Pietro Marco Boselli dell'Università degli Studi di Milano.
L'obiettivo dello studio è stato quello di verificare, attraverso misure dirette di parametri biometrici e mediante l'approccio modellistico BFMNU, la conformità tra le abitudini nutrizionali e le esigenze di consumo di un gruppo di danzatori classici.

La dottoressa si è occupata di calcolare su ogni ragazzo il dispendio energetico totale e le sue componenti acquosa, proteica, lipidica e glucidica, durante lo svolgimento delle lezioni di danza classica, fondamentale per stimare l'impegno a cui il corpo si è sottoposto per sostenere l'attività fisica.

Nello studio sono state valutate le abitudini alimentari, la composizione corporea e, di conseguenza, il metabolismo individuale di ciascuno.
I dato ottenuti sono stati analizzati con l'obiettivo di valutare se le abitudini alimentari di ciascun partecipante allo studio fossero adeguate per supportare l'attività fisica svolta, e sono stati utilizzati per svolgere una analisi statistica di gruppo.
Dallo studio è emerso che soltanto il 17% dei soggetti ha un consumo di tutte le singole componenti (acqua, lipidi, glucidi, massa ed energia) che si colloca all'interno del consumo medio del campione. Inoltre, pur svolgendo sempre la stessa tipologia di lezione, è risultato che ogni soggetto utilizza le proprie risorse in modo diverso, non solo rispetto ai compagni, anche rispetto a se stesso, a seconda della forma fisica, dello stato nutrizionale e del metabolismo.

Il consumo di massa è risultato per il 75% dei soggetti principalmente a carico dei glucidi e, per i restanti, a carico dei lipidi, mentre la fornitura energetica per il 75% a carico dei lipidi e, per i restanti, a carico dei glucidi. Inoltre, analizzando la richiesta energetica complessiva dell'attività fisica, si è potuto scoprire che, per il campione considerato. Il valore MET corrisponderebbe a 9,5.
Infine, dalle analisi delle abitudini alimentari, è emerso che nella maggior parte dei casi il regime alimentare seguito non è conforme con il dispendio giornaliero.

Una delle principali conclusioni dello studio è che non è possibile stabilire un consumo medio del danzatore che sia significativo del gruppo in tutte le sue componenti, e quindi è necessario analizzare ogni caso singolarmente. Per questo si è pensato di continuare il progetto proponendo al gruppo di ragazzi la dieta ottimale secondo le specifiche esigenze fisio-metaboliche di ciascuno al fine di valutarne gli effetti sullo stato di salute e sul rendimento dell'attività svolta.

Mary Garret e lo staff del G.A.C. sono felici di dare questo importante contributo ai numerosi studi statistici che fino ad oggi non hanno avuto facilmente accesso agli ambienti della danza classica italiana.
Mariafrancesca Garritano Mary Garret





29 aprile 2012 - Intervista speciale a Mariafrancesca Garritano, Ospite a RHO DANZA 2012




Il libro "La verità, vi prego, sulla danza!" (uscito nel 2010) continua a creare polemiche nel mondo della Danza.
Soprattutto dopo l'improvviso licenziamento di Mariafrancesca Garritano da parte del Teatro Alla Scala (febbraio 2011). La motivazione della Scala è quella di essere legata ad una lesione dell'immagine istituzionale per le dichiarazioni della Garritano.

Ecco il comunicato di licenziamento:
“Il Teatro alla Scala si è visto costretto a risolvere il rapporto di lavoro con la signorina Maria Francesca Garritano in seguito alle interviste e dichiarazioni pubbliche da lei rilasciate ripetutamente in un ampio arco di tempo; dichiarazioni nelle quali si è concretizzata una lesione dell’immagine del Teatro e della sua Scuola di Ballo, nonché la violazione dei doveri fondamentali che legano un dipendente al suo datore di lavoro, facendo venir meno il necessario rapporto fiduciario che è alla base di tale legame”.
Inoltre il teatro sostiene che l’anoressia è un problema sociale che la scuola e il teatro seguono con attenzione e certamente non trascurano, e che il tema dell’alimentazione corretta è ben presente nella scuola.

L'esplosione inevitabile è successa dopo il servizio TV mandato in onda dal noto programma LE IENE nella puntata del 9 febbraio 2012
( vedi www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/283042/calabresi-ballerine-e-anoressia.html )
e successivamente nella puntata del 1 marzo 2012 (vedi www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/287720/calabresi-danza-e-anoressia.html )


Qual è la tua opinione a riguardo?
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Mariafrancesca Garritano Mary Garret






Danza e Anoressia

Danza e Anoressia. Problema da non sottovalutare

Approfondimento di Irene Romano

Il Balletto Nazionale Inglese ha ordinato ai suoi danzatori di mettere su peso per le lamentele del pubblico: le stelle sono troppo magre.
La questione "Danza/anoressia" in Italia è emersa ultimamente per il caso Garritano ma in realtà questa è una questione sempre più evidente anche all'estero.
I "canoni di bellezza" nella danza sono molto cambiati nell'ultimi 50 anni: da Margot Fonteyn a Svetlana Zakharova. Fisici totalmente differenti. Quello che più mi spaventa è pensare a quanti adolescenti rischiano di rovinare la propria salute inseguendo qualcosa d'impossibile per loro.
NON SOTTOVALUTIAMO IL PROBLEMA.   Leggi l'articolo completo




21 ottobre, 2010
Articolo di Chiara Ribichini per SKY TG24

L'intervista a Mariafrancesca Garritano,
ballerina della Scala,
autrice di un libro in cui svela tutte le insidie che si nascondono dentro le scarpette da punta.


“Due fette biscottate a colazione, uno yogurt a pranzo e una mela a cena. Oggi sono riuscita a mangiare solo questo. Sono fiera di me”. Sono discorsi da ballerine. Parole che spesso risuonano con tutta la loro durezza e follia dietro le quinte e nei camerini. Perché i disturbi alimentari, che secondo i dati appena pubblicati dall'Aba, colpiscono oggi oltre tre milioni di persone in Italia e che negli ultimi anni si stanno diffondendo sempre di più tra gli adulti, entrano anche nelle sale di danza.
Una realtà che si tende a nascondere per non rompere quell’incantesimo, quell’atmosfera fatata che accompagna da sempre un balletto.

Coroncine che brillano tra i capelli, paillettes, corpi che volano leggeri ed eterei insieme con il tulle dei tutù. Ma “non è tutto oro quello che luccica”, come svela nel libro “La verità, vi prego, sulla danza!” (pubblicato da Edizioni Italia Press) di Mariafrancesca Garritano, danzatrice del Teatro alla Scala di Milano.
Un testo-riflessione che accende per la prima volta i riflettori non sul palcoscenico, ma su ciò che accade dietro le quinte.

“Quando si vedono le ballerine in scena, perfettamente pettinate e ben vestite, eteree nei loro tutù, nessuno immagina che dietro possano esserci storie di corruzione, di minacce e di compromessi per mantenere il proprio posto sul palco”.

Incontriamo Mariafrancesca, in arte Marygarrett, nella Casa Armena di Milano, dove è stato presentato il suo primo libro. In fondo alla sala, insieme con le foto di Daniela Rende che ripercorrono la carriera e la vita della danzatrice del Teatro alla Scala, sono appese tante scarpette da punta distrutte dal lavoro, da cui spuntano chiodi, catene, ma anche peperoncini e salami. Una provocazione?
“Assolutamente sì. Non è un caso che nel buffet che abbiamo offerto in occasione della conferenza stampa ci fossero da un lato l’acqua e le gallette light, dall’altro il vino e tutti i prodotti tipici e supercalorici della mia terra: la Calabria”.

Il rapporto di un danzatore con il cibo è infatti estremamente complicato. “Ci sono momenti della vita di un danzatore in cui si entra in competizione sul quantitativo di cibo che si mangia. E vince chi mangia meno. E’ incredibile e assurdo, ma è così. Si confonde il concetto di magrezza con la bravura”.

Mariafrancesca non usa mai il termine anoressia, ma parla di rinuncia del cibo, di “un disagio” che si insinua nei piccoli danzatori e che, anche da adulti, “resta come un’ombra da cui è impossibile dividersi”.

Tutto parte dalla ricerca di un corpo magro e perfetto.
“Lo specchio spesso ti mostra un’immagine che non rispecchia il tuo ideale, soprattutto in fase di crescita. E’ una cosa che fa parte della vita di tutti gli adolescenti, non solo dei ballerini. Certo chi, come noi o come le modelle, lavora con il proprio corpo è inevitabilmente più esposto ai disturbi alimentari”. E a volte accade che quando si diventa delle donne non si accetta il proprio seno.

“Le ballerine sono delle eterne bambine”. Ma, assicura Marygarrett, “non c’è nessuno che ci toglie il piatto da davanti o che ci dice di non mangiare”. Sono gli aggettivi o le metafore che si usano nelle sale di danza che non aiutano:
“Sei gonfio come un raviolo, sei pesante, sei molle come una mozzarella”. E i genitori, a volte, fanno il resto.
“Ho avuto compagni che la domenica avevano il terrore di tornare a casa perché la mamma li rimproverava se mangiavano troppo. E ho visto colleghi costretti a lasciare nel momento in cui la malattia aveva preso il sopravvento”.

Mariafrancesca ha imparato a convivere con quel disagio e a mangiare il giusto per ottenere il miglior rendimento possibile dal suo fisico. Ma ha imparato anche a convivere con tutte le rinunce che la danza ti chiede. Alle punte e ai tutù ha dedicato la vita.
“Quando avevo 11 anni è morta mia madre e mi sono ritrovata a vivere con papà. E con la sua nuova famiglia. Quando ho capito che per lui ero di troppo ho deciso di inseguire il mio sogno e a 16 anni sono partita per Milano dove sono entrata subito nella scuola del Teatro alla Scala e poi nel corpo di ballo”.
Una fuga? “Sì, assolutamente sì”.

La carriera di Marygarrett è fatta di tanti successi. Di prestigiosi premi internazionali ricevuti e di tanti ruoli da protagonista interpretati nel corso degli anni alla Scala e all'estero. Ma anche di una nomina mai arrivata. “Sono in causa con il Teatro” confessa.
“Nel resto del mondo dopo due o tre ruoli importanti in automatico sei nella categoria superiore. Qui invece, in Italia, siamo in tanti ad aspettare da anni promozioni che non arrivano”.
Ma sottolinea: “La mancanza di meritocrazia, che fa parte di molti ambienti lavorativi, è anche colpa di chi sottostà al sistema per paura di perdere il posto di lavoro o, nel caso della danza, il ruolo. Una ballerina, infatti, vive sulla scena. Si nutre di visibilità”.

Paura di ritorsioni per quanto denunciato nel libro?
“No, ma può darsi che ci siano. Anche se io non parlo del mio teatro ma del mondo della danza. E scrivo la verità, dimenticando per una volta, la finzione”.

Quando parla, Mariafrancesca non nasconde la sua fragilità e sensibilità. E, a volte, arrossisce. Eppure è un animale da palcoscenico.
Sulla scena è capace di controllare l’ansia, l’emozione, ogni tremolio delle gambe. “Investiamo tutte le nostre energie nel far crescere l’artista che è in noi, trascurando l’essere umano. Siamo come belve cresciute in cattività che, lasciate libere nella foresta, si perdono perché non hanno più punti di riferimento”.

Mariafrancesca Garritano Mary Garret

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mariafrancesca Garritano Mary Garret