Recensione di Ilaria Stella
Film-documentario dedicato a quello che avrebbe dovuto essere l'ultimo tour di Michael Jackson con immagini girate pochi giorni prima dell'improvvista morte del re del Pop.
Il film è uscito nelle sale il 28 ottobre 2009.
This is it, un titolo che è un presagio; un affermazione che riporta alla semplicità del genio che contraddistingueva l'unico e il solo Re del Pop. Sicuramente, per chi ha iniziato a ballare come me cercando di imitare l'inimitabile MoonWalker, questo film rappresenta l'ennesima conferma di quanto la passione e l'anima siano un elemento fondamentale per imparare a danzare.
Il film è un Rock-documentary (forse sarebbe meglio definirlo Pop-documentary) e ripercorre tutti i momenti piu' belli dell'evento che sarebbe stato il concerto d'addio "this is it": dai provini fino agli ultimi giorni di prove.
Partendo dalle parole genuine dei ballerini, accorsi da ogni parte del mondo solo per partecipare al provino, il regista e co-autore del progetto This is it, ci traghetta con maestria all'interno del processo creativo della mente di Michael che curava ogni minimo dettaglio della sua opera: dal suono che di una semplice chitarra, ai momenti di silenzio che enfatizzano il suo essere; tutto quello che è stato provato o solo sognato, viene mostrato al pubblico con un crescendo di emozioni e a volte anche di rimpianti.
I rimpianti sono sopratutto quelli dei fan ... io per vedere uno spettacolo cosi' avrei dato qualsiasi cifra!
Nel film non mancano i più grandi successi della carriera di Michael, che per l'occasione vengono riproposti al pubblico in una veste nuova ma senza stravolgere per questo il ricordo appassionato dei milioni di fan.
Quello che più colpisce è il profondo rispetto di questo artista verso le persone che lo circondavano: ballerini, scenografi, musicisti e semplici tecnici che vengono trattati con rispetto e grandissima dignità; per ognuno di loro c'era sempre un consiglio una stretta di mano e un immancabile "God bless you".
Purtroppo si puo' vedere anche la forma fisica di Michael, assolutamente provato dalla malattia, ma non per questo meno reattivo o presente.
Durante tutta la durata del film non ho fatto altro che domandarmi "Ma come faceva a non smettere di ballare un secondo?"
Comunque sia
questo film è il tributo non solo al più grande artista Pop mai venuto al mondo ma anche il più grande ringraziamento che poteva fare ai suoi fan.
Alla fine del film io e il mio migliore amico ci siamo guardati e ci siamo detti: "Torniamo a vederlo?"
Risposta: "Si, ovvio, ma allo spettacolo pomeridiano ... cosi' possiamo ballare!" |
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