Spettacolo AMARCORD

Recensione di Michele Olivieri

18 Luglio 2014
Il festival "Vignale Danza 2014" ha presentato, nel suo ricco cartellone festivaliero, il celebre balletto “AMARCORD” nella versione teatrale di Luciano Cannito.

Reduce da uno strepitoso successo di critica e di pubblico in tutti i teatri italiani si è confermato un affresco, divertente e malinconico, narrando le gesta della provincia italiana a cavallo tra le due guerre.

Una delle opere più famose di Federico Fellini, la quale ha inciso il ricordo dell’infanzia del regista, trasfigurato dal tempo, così come recita il titolo stesso “a m’arcord”, ossia “io mi ricordo” in dialetto romagnolo.
Il tutto si svolge nel 1933 a Rimini. Il balletto mette in scena i personaggi che popolavano la cittadina, le abitudini, i loro vizi, il fascismo e l’antifascismo.

Luciano Cannito, con grande maestrìa, regala una coreografia nella migliore chiave per interpretarla e la risposta del pubblico è immediata, perché i quadri che si susseguono entrano nel sentire comune della gente travalicando gli steccati culturali che dividono i popoli diventando universali.

Il linguaggio con cui Cannito narra la storia è quello onirico e popolare, un linguaggio appunto universale e quindi condiviso.
L’atmosfera del balletto è da sogno, irreale, rarefatta, visionaria e trasmette allo spettatore ricordi ancestrali, le immagini di un’Italia di altri tempi alla quale non si può non guardare con un po’ di nostalgia.

Tutto in Amarcord è evanescente, accennato e trasmette l’idea del fluire del tempo, della vita che scorre e cambia, le feste paesane, le adunate del “sabato fascista”, la scuola, i signori di città, i negozianti, la donna procace ma un po’ attempata alla ricerca di un marito, il prete, il venditore ambulante, il matto, l’avvocato, quella che va con tutti, la tabaccaia dalle forme giunoniche, i professori di liceo, i fascisti, gli antifascisti, ma soprattutto i giovani del paese, adolescenti presi dalle prime pulsioni erotiche.
In mezzo a tutti questi personaggi spunta l’affascinante ritratto della vamp di provincia “Gradisca” (interpretata da un’accattivante e sinuosa Rossella Brescia con qualità espressionistica di alto stile).

Spettacolo AMARCORD con Rossella Brescia

Tutto il mondo colorato e fumettistico felliniano rivive in una serie di movimenti di forte impatto visivo.
Lo spettacolo è divertente e commovente allo stesso tempo. Tra questi è messo in particolare risalto il personaggio di Titta Biondi (interpretato ottimamente dal talentuoso Nicolò Noto) e tutta la sua famiglia grazie anche alla registrazione audio tratta dal film originale di Fellini con le mitiche voci degli attori che presero parte alla pellicola vincitrice del premio Oscar: il padre, la madre, il fratello, il nonno e gli zii.
Attraverso le vicende della sua adolescenza, il giovane Titta inizierà un percorso che lo porterà, piano piano, alla maturità.

Cannito, grazie anche ad un notevole corpo di ballo, con grazia, delicatezza e sensibilità ha disegnato una coreografia raffinata, colorata e flessibile mentre affonda le proprie radici nella forma intangibile delle emozioni, in una simbiosi di suoni e linguaggi.

Le musiche suggestive del balletto sono di Nino Rota di cui fanno parte alcune canzonette degli anni Trenta unitamente a musiche di Marco Schiavoni, Glenn Miller e Alfred Schnittke.

I ricchi costumi sono di Roberta Guidi di Bagno.
Le scenografie di Carlo Centolavigna.
Le luci di Alessandro Caso.

Alla fine dopo i tanti e meritati applausi, in un clima di festa, è avvenuta la consegna del Premio Vignale Danza a una commossa Rossella Brescia per l’insieme della sua fortunata carriera iniziata attraverso il diploma con il massimo punteggio all’Accademia Nazionale di Danza Classica di Roma.
Nell’insieme una serata che ha distillato generosamente emozioni e sensazioni mediante l’immortalità della danza.
Spettacolo AMARCORD con Rossella Brescia

Spettacolo AMARCORD con Rossella Brescia

Spettacolo AMARCORD con Rossella Brescia

Spettacolo AMARCORD con Rossella Brescia