Intervista doppia a
Amaya Ugarteche e Antonio Russo
 

Rubrica "Le Stelle di ANTONIO DESIDERIO"
Marzo 2009
Da uno dei più celebri teatri del mondo, l'Arena di Verona, l'intervista a due Primi Ballerini di questo teatro:
AMAYA UGARTECHE E ANTONIO RUSSO.
Lei spagnola, lui italiano, ocppia sul palcoscenico (e nella vita). Scopriamo il loro percorso che li ha portati fin qui.


Intervista ad Amaya

•  Cara Amaya tu sei un esempio di ballerina straniera in una compagnia italiana; sei infatti spagnola. Come sei arrivata all’Arena di Verona?

Lavoravo già in Italia da qualche anno, insieme a mio marito Antonio Russo, avevamo deciso di restare in Italia e facendo varie audizioni, siamo arrivati a Verona sotto la direzione di Maria Grazia Garofoli, ci siamo trovati benissimo, e quindi siamo rimasti.

•  Perché non in una compagnia del tuo paese?
Allora il mio sogno era ballare il grande repertorio, ma purtroppo in Spagna non c'era molta scelta, (contemporaneo o danza spagnola) infatti tanti ballerini spagnoli della mia generazione lavorano in diverse compagnie straniere.

•  La tua origine spagnola emerge anche nella tua danza.
In quali ruoli la senti maggiormente?

Sicuramente sì, nei ruoli che s'inspirano a la Spagna, come Paquita , Kitri, Carmen, ecc. mi diverto molto ad interpretarli, pur sentendomi una ballerina molto lirica e romantica.

•  Quale è il tuo repertorio preferito?.
Il repertorio classico.

•  Che sensazione hai avuto la prima volta che hai visto l’immensa folla sugli spalti dell’Arena di Verona?
Ricordo che ero molto eccitata, entrando in scena era come se il tempo si fosse fermato per un attimo. Ho visto tutte quelle persone, era impressionante, non lo dimenticherò mai.

•  Quali partner hanno lasciato un segno artistico in te?
Ognuno ti lascia qualcosa, ma quello che mi ha segnato di più è sicuramente Denis Ganio. Ho ballato con lui che ero molto giovane, scegliendomi come sua partner nella bellissima tournée al Teatro Bolshoi di Mosca.

• Tante presenze anche nelle opere durante le diverse estati areniane?
Si, è vero, anche se in un opera un ballerino non è il protagonista, in Arena, ci si sente coinvolti in una macchina enorme, piena di persone, truccatrici, parrucchiere, sarte, macchinisti, comparse, ecc. che ognuna di loro a un piccolo compito ma importantissimo, e ti senti una parte indispensabile.

•  Sei partner di vita, oltre che professionale di Antonio Russo. Questo incide molto quando ballate assieme?
Certo, abbiamo molta fiducia l'uno dell'altro, e quando balliamo insieme, si crea una sintonia unica capace di chiedere a noi stessi il massimo impegno.

•  Cos’è la danza per te?
È la mia passione, che per fortuna è diventata il mio lavoro.

•  Quale grande personaggio della storia della danza avresti voluto incontrare e perché?
Avrei voluto incontrare sicuramente Margot Fonteyn, è sempre stata il mio idolo, perché la sua interpretazione prendeva il sopravvento sul fattore tecnico.

Amaya Ugarteche e Antonio Russo

Intervista ad Antonio
Marzo 2009

•  Come ti sei avvicinato al mondo della danza?

Il mio incontro con la danza fu molto casuale ebbe inizio grazie ad una vicina di casa che mi portò a vedere il saggio di fine anno di sua figlia.

•  Come sono stati i tuoi inizi nel mondo della danza?
Duri e difficili dal punto di vista fisico ma anche momenti simpatici , come quando ricordo benissimo, alla mia prima lezione di danza eravamo presenti quattro ragazzi e che il giorno dopo ero già rimasto solo in mezzo a tantissime ragazze.

•  Chi ti ha spinto verso la danza? Tua vocazione?
A dire il vero non è stata una mia vocazione ma con il passare del tempo la danza è entrata prepotentemente nella mia vita.

•  Sei Primo Ballerino di uno dei Teatri più famosi al mondo? Raccontaci il tuo percorso artistico.
Essere primo ballerino in uno dei teatri più famosi al mondo mi gratifica molto perché credo che tutto il percorso fatto fino adesso dai miei inizi fino ad oggi sono frutto di tanto lavoro e sacrifici che giorno per giorno mi ripagano della scelta fatta di intraprendere questa bellissima avventura.

•  Sei un ballerino molto forte e coreograficamente riesci ad affrontare di tutto. E’ secondo te fondamentale per un ballerino?
Credo di essere un ballerino forte e molto duttile e questo mi ha aiutato ad affrontare coreograficamente diversi ruoli . Ma per fortuna non siamo tutti uguali e ognuno intelligentemente deve essere capace di sfruttare al meglio le proprie doti.

•  Quale stile è a te più vicino?
Il classico e il neoclassico.

•  La tua prima volta sul palcoscenico dell’Arena. Quale ricordo?
Un emozione non descrivibile a parole per l'impressionante maestosità di questo palcoscenico. Incredibilmente fantastica.

•  Molte le partner avute. Quali ricordi maggiormente e perché?
Le ricordo indistintamente tutte con tanto affetto perché con ognuna ho condiviso la gioia e il piacere della scena.

•  Che idea hai del mondo della danza italiano e all’estero?
In questo momento ho solo una domanda: in un paese come il nostro (culla dell'arte) la danza, in Italia più che all'estero, avrà un futuro?

•  Cosa rappresenta la danza nella tua vita?
Forse sarò banale ma ... è la mia vita.


Amaya Ugarteche e Antonio Russo




Amaya Ugarteche e Antonio Russo

 

 

 

 

 

 

 

Amaya Ugarteche e Antonio Russo

 

 

 

 

 

 

 

Amaya Ugarteche e Antonio Russo

 

 

 

 

 

 

 

Amaya Ugarteche e Antonio Russo

 

 

 

 

 

 

 

Amaya Ugarteche e Antonio Russo