Intervista ad
Antonio Desiderio
 

8 novembre 2008
Intervista di Irene Romano


Nel mondo dello spettacolo ci sono ruoli importanti e basilari che è giusto conoscere. Tra questi c'è l'Agente Artistico, colui che si occupa degli ingaggi e di essere l'intermediario tra artista e spettacolo.
Abbiamo incontrato ANTONIO DESIDERIO che ci ha spiegato l'importanza di questa professione.


ANTONIO DESIDERIO è un Agente Internazionale Danza.
Ha studiato pianoforte specializzandosi in accompagnamento della danza. Successivamente si laurea in giurisprudenza con tesi sperimentale sui profili pubblicistici di riforma degli enti lirici, conseguendo in seguito il master in management-artistico con il massimo dei voti. Ha lavorato come organizzatore di gala di danza e masterclass di canto in Italia e all'estero. Dal 2007 è critico per il magazine italiano "Musical" e membro del World Dance Alliance Europe UNESCO.
Attualmente svolge la professione di agente artistico rappresentando il mondo della danza e della lirica nei principali teatri internazionali.


Antonio, con chi lavori principalmente?

Lavoro da tre anni con cantanti d’opera, direttori d’orchestra e con danzatori di tutto il mondo a livello internazionale.
La mia professione è ancora poco conosciuta in Italia per quanto riguarda i danzatori: essere manager vuol dire seguire e costruire la carriera di artisti promettenti presentandoli e dandogli una visibilità internazionale di cui un ballerino talentuoso deve godere.

Lavori di più in Italia o all'estero?
Lavoro in tutto il mondo: Europa, Asia, America. Il vantaggio dell’estero rispetto ai teatri italiani è quello di avere programmazioni future già molto avanti (alcuni teatri stanno già cominciando la programmazione del 2013!!!). In Italia lavoro bene considerando però quelli che a volte sono i limiti burocratici. Per questo motivo mi capita di essere più all’estero, 9 mesi su 12.

Puoi farci il nome di alcuni artisti con cui hai lavorato?
Ho avuto la possibilità di lavorare con grandi nomi della danza come manager o per eventi da me organizzati.
Per citarne alcuni, Lisa Maree Cullum e Alen Bottaini del Balletto di Monaco di Baviera, Itziar Mendizabal e Jean Sebastien Colau del Balletto di Lipsia, Jose Perez, che tutti conosciamo dalla trasmissione “Amici”, Vladimir Shishov e Olga Esina del Balletto di Stato di Vienna.
Con alcuni ho avviato un rapporto professionale che dura da tempo; con altri oltre al lavoro ho splendidi rapporti amichevoli come Vincenzo Capezzuto, grande amico e danzatore di talento dell’Aterballetto.

Quanto è importante il tuo ruolo per un artista professionista?
Forse più che importante oserei dire fondamentale. Il danzatore è per natura concentrato sulla sua arte, sulla sua danza e non può occuparsi del resto che ruota intorno a lui: la contrattualistica, la presenza nei mass media, il giusto percorso di carriera devono essere affidati ad una mente capace e soprattutto preparata in questo.

Perchè è importante avere un agente?
Perché l’artista non può essere “venditore” di se stesso.
Questo credo faccia perdere di livello. Tutti i grandi artisti lo hanno avuto o per lo meno hanno avuto una figura che li seguisse in questa loro incredibile avventura.
Inoltre l’agente ha una funzione-filtro di tutti quelli che sono i passaggi intermedi che poi terminano nello spettacolo.
E’ ovvio che il bello viene creando con l’artista ed avendo un rapporto molto stretto: dai progetti da scegliere, alle presenze in Tv, alla capacità talvolta di sapere dire “No” se un progetto non sia meritevole di essere preso in considerazione.
L’artista deve apparire solo in scena per ciò che è nato: ballare.
Per tutto il resto ci deve essere il proprio agente.

Sei anche un Talent-Scout.
Quali sono le doti che cerchi in un talento emergente?

Si mi piace molto cercare nuovi talenti.
Per questo compatibilmente con i miei innumerevoli spostamenti, partecipo sempre volentieri come giuria nelle concorsi internazionali oppure talvolta come semplice spettatore per i grandi concorsi come Varna o New York. Ci sono grandi talenti che possono scoprirsi.
Quest’estate ho visto il nuovo talento italiano, Davide Dato al Concorso del Premio Roma. Ora sono il suo manager e lo presenterò al pubblico italiano nel Gran Gala di Danza di Verona.
Davide ha tutte le credenziali per essere una star internazionale.

Che consigli puoi dare
ad un giovane artista che vuole intraprendere questa carriera?

Sebbene la prima cosa che salgono alla mente sono solida formazione tecnica e grande determinazione, non riesco a metter qualcos’altro in primis a questa lista e cioè l’usare bene il cervello.
Ci sono grandi danzatori ma che usano poco il cervello e che purtroppo si fermano nella loro carriera per le ragioni più disparate.
La figura manageriale che accompagna l’artista è per questo importantissima perché può rafforzarla o distruggerla. Io spero sempre di dare il massimo in questo e di creare sempre qualcosa di meravigliosamente costruttivo per loro.

Attualmente a quali progetti sei legato?
Beh sono diversi: sto seguendo il Gala di Danza di Verona dove Davide sarà ospite, sto organizzando due date di un gala in Germania con orchestra dal vivo e l’uscita di un dvd commerciale di danza di cui faccio ancora mistero…..

Progetti per il futuro?
Ovviamente viaggi per seguire tutti gli artisti sia di canto che di danza a Valencia, Sofia, Madrid, Zurigo e diverse presenze in concorsi internazionali e chissà che non trovi qualche altra bella sorpresa. Sto lavorando poi a un progetto di Masterclass di canto e danza che spero potrà dare buone possibilità anche lavorative a chi lo frequenterà.

Come vedi il mondo della Danza attuale?
Un mondo che va supportato necessariamente dalle istituzioni e riformulato nella sua forma ormai troppo obsoleta. Abbiamo bisogno di ventate nuove ma senza dimenticare il fascino di quest’arte che da anni esiste.


Ulteriori informazioni su
http://antoniodesiderio.com

Danza e Balletto