Appello di Carla Fracci al Presidente Napolitano: ''Salvi il balletto italiano'' Articolo del 13 aprile 2012 (Adnkronos)
"E' un disastro, un disastro. Stanno uccidendo la danza. Non resta che appellarsi al Capo dello Stato: Presidente Napolitano, la prego, salvi il balletto italiano".
Ad appellarsi così al Presidente della Repubblica è Carla Fracci che, all'Adnkronos, lamenta il "sistematico smantellamento" dei corpi di ballo in Italia e il dilagare del ricorso a compagnie estere, ingaggiate per singoli allestimenti, come nel caso del Teatro Massimo di Palermo che porterà in scena il 'Don Chisciotte' non con il proprio corpo di ballo ma con il Balletto dell'Opera di Kiev.
Stella di levatura internazionale della danza italiana, con alle spalle la direzione dei corpi di ballo del Teatro San Carlo di Napoli, dell'Arena di Verona e del Teatro dell'Opera di Roma, Carla Fracci non nasconde la sua amarezza: "Hanno smatellato importanti corpi di ballo, ormai Teatri e Fondazioni cercano di cancellare la danza, sembrano avvertirla come un peso, sembrano avere un preciso disegno di annientamento. Sempre di più ricorrono a compagnie estere che accettano di venire con contratti accessibili e, naturalmente, non pongono tutti i problemi che comporta avere un proprio corpo di ballo. Ma neanche offrono tutte le opportunita' che derivano dall'avere un proprio corpo di ballo".
"Opportunità come quella di far crescere ottimi ballerini e anche delle Etoile, con tutto il ritorno che se ne può avere in termini di prestigio, finanziamenti privati, affezione del pubblico, tournée - spiega Fracci - Per carità, vengano gli stranieri ma per confrontarsi con i nostri ballerini, come i nostri devono cogliere ogni occasione per andare a fare esperienza all'estero. Se però si cancella la tradizione italiana della danza e si ricorre sistematicamente ad artisti esteri, alla fine rimarrà solo il corpo di ballo della Scala, che alle spalle ha una fondazione con maggiori mezzi, sponsor importanti".
"Mi appello al Presidente Napolitano perché favorisca una generale ripresa della danza in Italia, mi rendo conto - sottolinea Carla Fracci - che il nostro Paese sta affrontando problemi terribili che riguardano il nostro futuro, ma anche questo è un problema che tocca il nostro futuro, a partire da quello dei giovani che stanno iniziando adesso il loro percorso nel mondo della danza: a breve saranno costretti a emigrare, anzi a fuggire all'estero se vogliono lavorare, come già fanno tanti laureati, tanti ricercatori, disperdendo così un patrimonio di capacita', di cultura che può essere utile all'Italia". "La danza italiana è al capolinea, ci sono troppi intrighi, troppa gente incompetente, nessuna volontà di risolvere i problemi.
Sono anni - prosegue la Fracci- che mi batto perché si dia vita ad una Compagnia Nazionale, ma nessuno sembra voler ascoltare. Si fanno convegni, incontri, tante chiacchere ma non si muove una virgola ed io, che mi impegno, sembro sempre di più una madonna pellegrina". Anche i suoi colleghi, ammonisce però Fracci, devono battersi per il loro futuro: "La categoria dovrebbe essere più combattiva, i settori che puntano i piedi riescono a difendersi. I ballerini, invece, si disperano e chiedono aiuto ma sembra non riescano a a organizzarsi".
Carla Fracci, infine nega decisamente l'opportunità di ricorrere a contratti più brevi, uno, due anni, per i ballerini per mantenere alto il livello dei corpi di ballo: "Formare una compagnia, un corpo di ballo, vuol dire puntare sulla crescita di chi li compone, portare avanti chi vale. Se si firma per uno, due anni, nessuna delle due parti investe".
Carla
Fracci è più leggera dellaria, più
lieve di un sospiro
E' una delle tante definizioni che la critica ha speso per
definire una delle più grandi ballerine di questo secolo.
Acclamata per le sue interpretazioni di Giselle
e La Syiphide,
è tuttora, a più di sessantanni in piena
attività.
È attualmente la direttrice del corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma.
Nel giugno 2009 è stata nominata assessore alla Cultura della Provincia di Firenze.
Carla Fracci nasce a Milano il 20 agosto
1936.
Il padre fa il tranviere e ha la passione per
il tango. La porta perciò spesso nelle
balere a guardare ballare. Entra alla Scala
per un caso fortuito: un amico di famiglia,
professore d'orchestra del teatro milanese, suggerisce ai genitori
di iscriverla alla scuola di ballo. Quando, piccolina e fragile,
si presenta agli esami di ammissione, i commissari non la prendono
molto in considerazione, ma il suo visino dolce suscita tenerezza
in una maestra presente all'audizione e Carla viene ammessa.
Si diploma alla Scala nel 1954 ed entra a far parte del Corpo
di Ballo nel 1955.
Dopo
il
"passo d'addio" al termine della scuola, avviene
il classico colpo di fortuna. Alla Scala si rappresenta "Cenerentola"
e Violette Verdy, prima ballerina dell'Opéra di
Parigi, rinuncia ad alcune recite. Carla viene chiamata
in palcoscenico per provare la parte e viene scelta come
sostituta. Il debutto trionfale avviene il 31 dicembre
1955. Da quel momento inizia la sua luminosa carriera.
Nel 1958
diviene prima ballerina della Scala e nello stesso anno
avviene il grande incontro con il coreografo John Cranko
che la vuole come Giulietta nella sua nuova versione di "Romeo
e Giulietta"
per la Fenice di Venezia. Successivamente, nel 1959, interpreta
al Royal Festival Hall di Londra per la prima volta Giselle:
personaggio con il quale la ballerina milanese si afferma
in tutto il mondo. Segue un lungo elenco di eroine del balletto:
Aurora, Gelsomina, Odile/Odette, Swanilda, magistralmente
da lei interpretate e che, grazie alla sua straordinaria
sensibilità, la consacrano come la ballerina-interprete
per eccellenza.
Carla prosegue la sua formazione artistica partecipando a
stage avanzati a Londra, Parigi e New York. Danza in Italia
e all'estero con partner d'eccezione: Rudolph Nureyev, Milhorad
Miskovich, Vladimir Vassiliev, e tanti tanti altri.
Carla
si sposa nel 1962 con il regista Beppe Menegatti e, nel
1968, mette al mondo Francesco.
Nel 1974 comincia a danzare con l'American Ballet Theatre.
Diventa direttrice del Corpo di Ballo del San Carlo di Napoli
nel 1988 e successivamente dell'Arena di Verona e del Teatro
alla Scala.
Dal 1995 al 1997 dirige il corpo di ballo dell'Arena di Verona.
Dal 1994 è membro dell'Accademia di Belle Arti di
Brera. Dal 1995 è anche presidente di Altritalia Ambiente,
associazione ambientalista.
2002: Una vera e propria sfida quella di Carla Fracci,
che ha vestito in quella stagione i panni maschili di Amleto
sul palcoscenico del Teatro dell'Opera a Roma, in un balletto
ispirato all'omonimo dramma shakespeariano. Carla interpreta
un ruolo maschile, unica donna attorniata da una compagnia
di uomini.
Oggi è la direttrice del Corpo di Ballo dell'Opera
di Roma.
Riceve, nel corso della sua carriera, numerosi premi internazionali
e viene insignita del titolo di Cavaliere, Commendatore
e Grand'Ufficiale della Repubblica Italiana.
Carla
Fracci, la piccolina che non sarebbe mai potuta diventare
una ballerina, con il suo spiccato spirito di sacrificio,
è diventata un "mito" della danza: un esempio
per tutti i giovani allievi.
-
Scrisse di lei il grande poeta Eugenio Montale:
" Carla Fracci è Giulietta Carla, eterna
fanciulla danzante ".
-
Una riflessione di Carla Fracci sulla sua vita di ballerina:
" Nel nostro lavoro bisogna essere sempre "nuovi"
e pronti a rimettersi in discussione: io ho danzato centinaia
di spettacoli, ho consumato migliaia di scarpine da ballo,
ho percorso chilometri e chilometri sul legno del palcoscenico,
ho viaggiato moltissimo, ma ogni volta, per me, è quasi
"un debutto". Anche nel mondo del balletto ci
sono momenti di crisi; c'è chi litiga, chi è geloso,
chi fa i capricci: ma questa forma d'arte è così
esigente che sul palcoscenico si dimentica tutto.
Una ballerina deve pensare a se stessa, a quello che deve
fare, a non sbagliare mai; deve seguire la musica, ricordare,
esprimere.
Ho danzato con i più grandi ballerini ed è superfluo
dire che avere un buon partner ti aiuta moltissimo. Dà
sicurezza. E moltiplica le possibilità di realizzare
uno spettacolo di qualità.
So di essere diventata un simbolo per tanta gente, occupo
nel cuore di molti un posto che non avrei mai pensato di
occupare e la popolarità mi ha dato tanti vantaggi.
Le sale dei teatri agli spettacoli di balletto sono ancora
zeppe di gente. Si dice - e io lo credo - che io e altri
come me abbiamo aperto la strada a quelli che avanzano
insieme a noi. "
RICONOSCIMENTI
ARTISTICI
1985:
Gargano
1985: Paul Harris, dal Rotary International
1988: Exploit
1989: Nijinsky
1989: Montecatini Terme
1991: Premio dalla Fondazione Strawinsky-Diaghilev
di New York
1991: Premio Cultura dalla Presidenza del Consiglio
dei Ministri
1992: Grosso per la danza, Lodi
1992: Donna Dieci e lode, Milano
1993: Premio dalla Fondazione Strawinsky-Diaghilev
di New York
1995: Carlo Alberto Cappelli international prize
1995: Premio per la donna dell'anno
1996: Maschera d'oro
1997: Giuseppina Stepponi
2003: Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana
Carla Fracci è stata talora oggetto anche di critiche aspre.
Di recente, Roberto Bolle in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera ha parlato di "egoismo" della Fracci, vista come una delle responsabili del mancato rinnovamento della danza in Italia. ( articolo Corriere della Sera )