Vivere l'HIP HOP a New York
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Settembre 2005

Ciao, mi chiamo Davide, ma oramai tutti mi chiamano Sdak. Ho 21 anni e vivo in provincia di Milano.

Circa 8 anni fa, iniziai ad interessarmi alla cultura hiphop, prima con il canto, poi con il writing, ed infine in questi ultimi 3 anni mi sono concentrato nell'organizzazione di eventi, e soprattutto a ballare e vivere il breaking!
In questo momento sono dentro a 2 crew:
1 di writing (c3k) e l'altra di breaking (nds).

> Perchè hai deciso di partire e perchè New York?
La decisione di partire è stata l'evoluzione di una serie di eventi. Nel 2004 per il ballo incominciai a girare l'Italia: 2 volte a Roma, Pesaro, Torino, Napoli, e tanti altri paesi. Alcune volte questi viaggi mi portavano a fare degli spettacoli/contest altri a vederne, così pian piano incominciai a scoprire tutta la gente forte che ballava in Italia, e quindi anche a capire maggiormente il breaking.

Siccome per me il ballo è come una droga, incominciai subito a girare anche all'estero, così tra fine 2004 e inizio 2005 andai in Germania al Battle Of The Year e successivamente a Parigi a vedere il Juste Debout, 2 importanti eventi internazionali.

Tutte queste esperienze, mi hanno portato nella mentalità di fare questo grande viaggio.
Ma la vera scintilla che mi ha fatto scegliere New York City come città è stato un mio amico che dopo esserci stato per 3 mesi, me l'ha descritta come una vera e propria città dei sogni (ovviamente esagerando).
Dopo circa un mese pensando all'importanza storica della città (per l'hiphop), al fascino che mi trasmetteva, e soprattutto perchè lì è il breaking, senza più nessun dubbio, mi sono convinto... dovevo partire!

> Dove vivevi a New York?
La prima settimana sono stato in un albergo a Manhattan vicino a Central Park, più o meno in mezzo ai grattacieli (troppo Bello!!!). Nelle settimane successive, sono stato in un ostello nel profondo Queens, una sorta di gigantesca China-Town a 40 minuti di metro da Manhattan.

> Chi hai conosciuto a New York?
Diciamo che su questo punto di vista sono stato molto fortunato!!! Sono riuscito a parlare insieme a personaggi storici ed attuali del breaking; Mr Wiggles, Ken Swift (della leggendaria ROCK STADY CREW).

Inoltre sono riuscito a vedere bboy Ivan, Crazy Legs, Sugar pop... Ma le persone che ho conosciuto veramente sono alcuni bboy che ballavano in un quartiere di Brooklin.
Lì sono riuscito a fare amicizia con diversi americani, japponesi, koreani, tedeschi e bulgari.
Ebbene si, non ci sono solo gli americani, per il breaking NYC è come una mecca!

> Chi ti ha seguito nel ballo?
Nel ballo sono 2 le persone che mi hanno particolarmente seguito: uno è il mio compagno di viaggio, PhilGood
(che ringrazio molto!) e l'altro è un americano di nome Break-easy. Quest'ultimo è un bboy che vive a Brooklin e che ha vissuto il bboying (sinonimo di breaking) nei primi anni 80, conoscendo così le origini di questo ballo.
Lui oramai è vecchiotto per ballare e ciò nonostante ogni giorno prende il suo ghettoblasta (lo stereo portatile), il suo enolium (non so come si scrive, cmq è il tappetino su cui balli), e si dirige in un posto che ha prima vista potrebbe apparire un campo da basket ma poi ti accorgi ... che i canestri non ci sono!!!
In questo posto si allenano in media una cinquantina di breaker, ma Break-easy si distingue subito, perché passa il 90% del suo tempo ad insegnare gratuitamente tutto ciò che può a gente perfettamente sconosciuta (vedi me).

Break-easy mi ha rispiegato molte basi, che in Italia non ero stato in grado di conoscere correttamente e successivamente mi ha spiegato la storia del breakin, la vera storia, non quella che si può leggere in Italia.

Tutto questo mi ha portato a riflettere su cosa è veramente l’hiphop, facendomi pensare alla realtà italiana di cui io per primo facevo parte.
Una realtà di chi sa poco e male, e si fa pagare per insegnare!!! Con questo principio non mi stupisco più se l'Italia è, e sarà sempre indietro rispetto agli U.S.A, sia per
il breaking che per il ballo "hiphop".

> Dal tuo punto di vista, come sono i ballerini americani?
Quando dicono che in America, c'è libertà di pensiero.
Questa frase sembra banale ma è tutt'altro!
Lì non esiste la cosa strana, ed è veramente difficile essere originali, perché tutti lo sono!!!
Questo perché vi è una mentalità comune fondata sulla libertà di espressione, da noi ciò non esiste, il nostro è un paese basato sulla storia e sulla tradizione, dove ogni tanto intervengono le "mode", che riescono a coinvolgere le masse. Il loro paese invece nasce storicamente dall'accettazione della diversità delle persone, li ci sono tantissime razze, tantissime religioni, e tantissime forme di pensiero.
Tutto questo preludio mi sembrava necessario per descrivere il loro modo di ballare:
Libero da regole (pur conoscendole), legato al passato con uno sguardo al futuro, dove l'originalità, il senso del ballo, la voglia di divertirsi e di stare assieme prevalgono sul resto! E come mi ha detto Ken Swift: "Nel '75 i bboy ballavano per 2 ragioni: per "personality" e per il feeling che avevano con la musica" (ken swift ballava in quegli anni).

> Cosa ti ha lasciato questa esperienza?
Tornando in Italia, mi sono reso conto di quanto questa esperienza mi abbia cambiato, sotto molteplici punti di vista. Per quanto riguarda il ballo ho deciso che quest'anno pur potendo, non insegnerò più in corsi di break (tra l'altro ben retribuiti).
Questo per 2 ragioni: la prima è l'umiltà che prima mi mancava, per poter capire quando si può insegnare e quando si deve imparare, anche se poi ho sempre cercato di trasmettere quello che c'è dietro, e non solo la tecnica;
la seconda ragione è che voglio diventare più forte, e sentirmi forse più vicino a quello che dovrebbe essere un breaker americano.

Per cercare di combinare tutti questi pensieri in qualcosa di concreto, ho deciso di organizzare dei laboratori di break (gratuiti), in cui ognuno, me compreso, potrà contribuire ed aiutare chiunque e nel frattempo allenarsi (come avviene per strada a Brooklin o nella più vicina fermata metropolitana di Milano Porta Venezia).

Chiunque sia interessato, o semplicemente curioso e vuole farmi qualche domanda/insulto/lettera d'amore può scrivermi a sdak1@libero.it

Ti risponderò molto volentieri!

SDAK!