Don Chisciotte
In scena al Teatro dell'Opera di Roma
Spettacolo in scena dal 22 Aprile al 05 Maggio 2010
al Teatro dell'Opera di Roma

Coreografia Timur Fayziev
con la collaborazione di Ludmilla Ryzhova
ORCHESTRA E CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA
Con la partecipazione degli Allievi
della Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera
diretta da Paola Jorio


Meritocrazia all’Opera di Roma
(nonostante i movimenti sindacali)

- Recensione di Davide Vespier -

Alessandra Amato e Vito Mazzeo restano i danzatori più preparati del Teatro dell’Opera di Roma e, se pur giovani, hanno le potenzialità su cui investire perché si giunga presto ad avere (anche da noi in Italia) delle Etoiles degne di questo titolo.
Sì, perché certo al confronto con il resto del mondo, il balletto dell’Opera rimane ancora una cenerentola (sebbene in continua ascesa rispetto alle imbarazzanti condizioni di una decina di anni fa).

Quello che ancora appariva strano era che si offrissero le migliori opportunità di crescita (si migliora tecnicamente e stilisticamente solo cimentandosi nei ruoli più impegnativi) a danzatori privi di talento rispetto ai suddetti. Questo fino ad oggi.

Constatiamo che simili considerazioni sono state fatte anche in teatro; si sono quindi decisi, finalmente, ad affidare i ruoli migliori ai danzatori migliori.
Su di essi si potrà puntare in alto perché la compagnia possa liberarsi finalmente dalla necessità di dover ricorre sempre a stelle ospiti, molte delle quali non risolutive quanto ad inadeguatezze.

Amato e Mazzeo eccoli insieme in due recite del Don Chisciotte
(2 e 4 Maggio) che hanno visto in scena tanti interpreti diversi tra loro (nelle altre serate); hanno retto il confronto con dignità i difficili compiti tecnici dando prova di talento e superando, per così dire, l’esame. Perché il tirocinio porti profitto sarebbe il caso che di questi banchi di prova si affrontassero assiduamente in modo da sbocciare al più presto; se in teatro si devono centellinare le risorse, la regola di buon senso è di dare le offerte migliori ai talenti migliori.
Ciò detto, si sarà anche colto tra le righe che non si è comunque trattato di una esecuzione impeccabile.

Dotati di una tecnica completa e linee lunghe a e armoniose, gli interpreti si sono stagliati entrambi sulla stessa linea mediana non riuscendo a conseguire il massimo per diffuse incertezze.
Le competenze richieste da una coreografia che furoreggia di virtuosismi non mancavano, ma il loro approssimativo dominio formale non concedeva di apparire sicuri e disinvolti.

Pure la vis drammatica c’era, ma li portava verso un recitativo affettato e teso, tutt’altro che naturale e soprattutto “indifferente dello spettatore” come dovrebbe essere ogni trasposizione di sentimenti e stati d’animo dalla scena al pubblico.
Per scendere in particolari tecnici, la Kitri del sogno di don Chisciotte e del passo a due dell’ultimo atto avrebbe dovuto avere più solidi equilibri e Basilio più forza e sicurezza nelle prese, una delle quali, sempre nell’ultimo atto, clamorosamente sbagliata.

Si sono rifatti negli assoli, del resto i più applauditi, in cui la Amato ha sciolto finalmente i suoi aplombes e Mazzeo ha sfoderato tutta la sua agilità ed eleganza.
Certo non deve averli aiutati una direzione d’orchestra, affidata al Maestro Marzio Conti, in palese disaccordo con i danzatori, così come tutti gli orchestrali apparivano stranamente scomposti e sbracati.

Il tutto lascia pensare che i disordini sindacali degli ultimi giorni, mossi dai recenti tagli ai teatri italiani, fossero ancora nell’aria e che i musicisti si trovassero lì quasi controvoglia.
Di sicuro ballerini e orchestra avranno provato insieme ben poco.

Per concludere, segnaliamo una maestrale resa scenografica di Francesco Zito e Antonella Conte, che ambientava la favola spagnola in un paesaggio marino mediterraneo, eppure esotico e arabesco, di gran gusto, e i costumi di Francesco Zito che sdoganavano finalmente il fatidico ultimo atto dalla solita pacchianeria spagnoleggiante, in glacé adamantini e tinte ocra.

Alessandra Amato
Alessandra Amato




 



Gaia Straccamore e Vito Mazzeo

 

 

 


Ekaterina Borchenko e Tamas Nagy