Lezioni di danza Classica:
gli errori più comuni dell’allievo
(e, a volte, dell’insegnante)
Articolo di Alessandra Bedin

Nel corso degli anni, sia nei miei corsi di danza che esaminando allieve di altre scuole, ho potuto riscontrare alcuni errori abbastanza comuni che, presi per tempo, possono eliminare una grande quantità di noie. Credo che nell’incontrare questi aspetti con apposite prevenzioni e soluzioni, si riaccendano entusiasmo e passione sia negli allievi che nell’insegnante.

Li elenco qui di seguito:
1) Appoggio del mignolo
2) Poco controllo dei fianchi
3) Aggiustare le posizioni continuamente
4) Uso dei quadricipiti quando non necessario
5) Non abbinare la respirazione al movimento
6) Rotazione dai piedi e non dalle anche
7) Non abituare l’orecchio alla musica
8) Mancanza di lavoro nella coordinazione
9) Mancanza di sostegno nelle braccia e in generale
10) Movimenti disarticolati
11) Poca coscienza del corpo e degli spostamenti del peso

Naturalmente, anche l’insegnante spesso tiene in poca considerazione alcuni fattori indispensabili, anche qui mi permetto di sollevare una piccola lista degli aspetti più trascurati ma, a mio avviso, ugualmente importanti:

• Poco studio della teoria e del vocabolario
• Poco studio della storia della danza
• Poco studio della musica
• Poco studio del repertorio (tramite visione di video)
• Mancanza di approfondimenti e ricerche personali su autori, interpreti, coreografi ecc.

Vediamo ora gli errori brevemente uno per uno:

1) Appoggio del mignolo 
Questo fattore è fondamentale sia a livello posturale che ‘meccanico’, in quanto i mignoli alzati oltre a impedire il necessario contatto col pavimento, favoriscono – ahimè – l’uso scorretto dei quadricipiti, aumentandone il tono. Non sono da escludere possibili problematiche legate ai piedi, le quali si potrebbero correggere già soltanto allineando bene la caviglia rispetto al pavimento.

2) Poco controllo dei fianchi 
Questo è un aspetto cruciale per un danzatore. Se non controlla che i fianchi siano fermi e uguali, vanifica ogni istante di lavoro e perde il rinforzo per affrontare al centro movimenti in cui sono richiesti maggiore controllo e flessibilità. Senza aggiungere che esteticamente, poca tenuta dei fianchi è inguardabile.

3) Aggiustare le posizioni continuamente 
Questo fa parte della determinazione e della pulizia dei movimenti. Nella teoria (ma anche nella pratica), le posizioni assunte non andrebbero mai ‘aggiustate’. Ogniqualvolta ci si ‘sistema’, si perde il lavoro di rinforzo e tenuta dell’esercizio che si sta eseguendo. E ne risente anche il risultato estetico, ovviamente.

4) Uso dei quadricipiti quando non necessario 
Spesso non ci fanno caso, ma sono di più le occasioni in cui potrebbero lasciare i quadricipiti rilassarsi (e così si dovrebbe fare) piuttosto che sollecitarli di continuo. Ancora una volta, si penalizza il rinforzo ‘vero’ e profondo e ne risente il risultato estetico finale.

5) Non abbinare la respirazione al movimento 
Sono molto pochi gli insegnanti che guidano ad abbinare una corretta respirazione ai movimenti da eseguire. Eppure è cruciale, sia per l’ossigenazione e la resistenza, sia per favorire l’allungamento muscolare. Si tende a sottovalutare questo aspetto, e a far prevalere solo la parte tecnico-esecutiva, senza preoccuparsi anche del come un allievo dovrebbe respirare. Un allievo, chiaramente, non sa come farlo in automatico.

6) Rotazione dai piedi e non dalle anche 
Dannosissimo per le ginocchia, se non ben spiegato fin dall’inizio può portare a seri problemi in futuro. In ogni caso una rotazione perfetta non è mai l’obiettivo principale fin da subito (a meno che non si insegni all’Accademia Vaganova con allievi già selezionati e fisicamente perfetti). Inoltre, non viene compresa la ‘reale’ rotazione, che è un processo prima di tutto posturale  (per saperne di più visita www.webdanceacademy.com)

7) Non abituare l’orecchio alla musica 
Posto che gli insegnanti di danza non siano musicisti, è raro trovare chi davvero abbia una raffinata sensibilità musicale da trasmettere all’allievo di danza. Bene, anche se non si insegna in chissà quale grande scuola, uno dei fattori più noiosi e insopportabili che riscontro negli allievi medi è la mancanza di orecchio musicale. Il loro orecchio andrebbe esercitato all’ascolto, al conteggio e all’accento, e deve comprendere come fondere il movimento in maniera espressiva sulla musica. Un danzatore che danzi fuori tempo, o in maniera ‘casuale’ da questo punto di vista, non è ammissibile.

8) Mancanza di lavoro nella coordinazione 
Una delle cose che amo di più nel Vaganova è che, pur introducendo movimenti semplicissimi e molto lenti, abbini fin da subito l’uso della testa a quello delle braccia e delle gambe. Posto che la coordinazione sia un dono, credo che un allievo debba confrontarsi prima che può con questo scalino. Certo, l’ordine è sempre prima le gambe, poi le braccia e il busto, poi eventualmente la testa. Tuttavia, prima riesce a comprendere e a sintetizzare in semplici sequenze eseguite lentamente, tutti questi elementi, e più facilità avrà in seguito ad aggiungere materiale e ad accelerare l’esecuzione in modo automatico.

9) Mancanza di sostegno nelle braccia e in generale 
Qualcosa di davvero brutto da vedere sono delle braccia non sostenute, che fanno inevitabilmente cedere anche la schiena, svilendo tutto il lavoro. Sarà anche faticoso, non lo nego, ma le braccia lavorate e sostenute sono non soltanto un fattore estetico, ma funzionale al sostegno dell’intero corpo. Le pose dovrebbero essere vigorose, avere una forma, un perché, un’armonia e un’energia, anziché essere lì ‘in prestito’, ‘tanto per’.

10) Movimenti disarticolati 
Qui entra in gioco, in parte, la personalità, che si ricollega al risultato finale visivo del movimento. Esso infatti dovrebbe partire dal centro del corpo ed estendersi tramite gli arti come se fosse un’unica sorgente con molti fiumi. Invece spesso accade che gli arti eseguano i movimenti indipendentemente dal corpo e dall’intenzione originaria per eseguirli. L’effetto visivo finale cambia moltissimo… il rischio è di sembrare burattini anziché danzatori.

11) Poca coscienza del corpo e degli spostamenti del peso 
Su questo punto insisterei all’infinito. Una danza epidermica, che venga appresa per imitazione ma che non sia sentita profondamente nelle fibre del corpo, non è vera danza, è imitazione appunto. Come conseguenza del non sentire il proprio corpo, non si ha padronanza dei suoi spostamenti nello spazio, ci si avventura rischiando continuamente di cadere. Mi piace pensare al ‘dopo’, all’arrivo, alla proiezione finale di un movimento come se la mente e il corpo già sapessero dove arrivare.

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Questo e altri articoli di Alessandra Bedin
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In questo articolo non tratterò gli elementi che a mio avviso scarseggiano nell’insegnante in generale, perché credo siano già chiari. E ho voluto dare soltanto una breve panoramica soltanto di alcuni aspetti rilevanti che saltano immediatamente all’occhio in un allievo, senza dilungarmi eccessivamente all’uso della sbarra, al comportamento da tenere in classe, ai fattori motivanti e agli aspetti tecnici legati ai singoli esercizi.
Ogni punto potrà essere approfondito, una volta riscontrati i vostri feedback.

Cosa ne pensi di questa riflessione? A te la parola!
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