
Olympia - Atto 1

Antonia e suo padre - Atto 2


Il Teatro degli Arcimboldi
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Raccontato da Mariella
Di Monaco Teatro degli Arcimboldi:
18, 21, 23, 26, 29 ottobre 2004 - 2, 4 novembre 2004
Un’opera lirica sublime è stata protagonista
di queste calde serate milanesi: Les Contes d’Hoffmann
composta da Jacques
Offenbach.
Nel 1880, quando Offenbach morì, stava componendo quest’opera
fantastica sperando che gli aprisse le porte dell’Opéra-Comique.
Hoffmann sognava di musicare i racconti fantastico-demoniaci
del romantico E.T.A, ma la sua fortuna declinava con il crollo
(1870).
Il suo sogno si concretizzò al ritorno da un viaggio
negli Stati Uniti, organizzato per risanare le finanze: Hector
Salomon, direttore del coro dell’Opéra-Comique,
cedette a Offenbach il privilegio della composizione. Ma questo
lavoro procedeva con molta lentezza dovuti al suo stato di
salute. A poco a poco, come aveva sempre bramato, la sua opera
incominciò ad avere successo, ma la morte prematura
gli impedì di essere partecipe della sua affannosa
incoronazione.
L’opera fu dunque completata da Ernest Guiraud, colui
che scrisse anche i recitativi di Carmen. “I
racconti di Hoffmann” è un’
Opéra-fantastique caratterizzata in un prologo, tre
atti e un epilogo.
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Prologo (La Taverna di mastro Luther)
Di notte, in una caratteristica taverna tedesca, gli spiriti
del vino escono dalle botti e danzano: da una di queste esce
la Musa. Arrivano gli amici di Hoffmann; con una moltitudine
di studenti che celebra Bacco. Infine giunge Hoffmann: tutti
lo festeggiano ed egli li intrattiene con delle canzoni.
Il poeta parla delle sue tre belle, della triade femminile
che caratterizza il suo destino – Olympia, Antonia e
Giulietta – di cui si propone di raccontare la storia.
Tutti si raccolgono attorno a lui per ascoltarlo.
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Atto primo (Olympia)
Nel suo studio di scienziato, il dottor Spalanzani sta ammirando
la sua ultima creatura. Titubante riceve Hoffmann, venuto
a festeggiare con altri invitati illustri l’ingresso
in società di sua figlia, Olympia. Gli ospiti riportano
un clima festoso ed il padrone di casa presenta finalmente
la figlia tanto decantata. La ragazza dai movimenti ambiguamente
legnosi, si esibisce con un’aria, durante la quale si
sentono dei rumori sospetti simili ad un caricamento meccanico.
Hoffmann se ne innamora sempre di più e fa una dichiarazione
d’amore alla giovane. Ma la delusione non potrebbe essere
più crudele: poco dopo, quando Olympia si ritira, si
sente uno fragore di molle che si rompono. Olympia non era
che un automa meraviglioso ed Hoffmann ora è triste
e avvilito.
-
Atto secondo (Antonia)
Nella casa del liutaio Crespel, a Monaco, si trova seduta
Antonia, sua figlia, e incomincia ad intonare una canzone.
Il padre la implora di smettere di cantare, perché
affetta da una malattia mortale, provocata dal canto, la stessa
che causò la morte di sua madre. Per scongiurare il
peggio, il padre bada che nessuno si avvicini alla figlia
e istruisce il servitore, il sordo Frantz, che annuisce senza
avere capito.
Non appena Crespel è uscito, Frantz fa accomodare in
casa il poeta e il suo amico Nicklausse. Finalmente soli,
Antonia e Hoffmann amoreggiano. Alla fine Antonia non resiste
alla tentazione del canto e muore.
-
Atto terzo (Giulietta)
A Venezia, in una fastoso palazzo sul Canal Grande, Giulietta
e i suoi ospiti festeggiano: fra gli invitati si trova anche
Hoffmann che canta il suo amore per lei.
Durante la cerimonia appare un mago, il capitano Dapertutto:
egli possiede un diamante con il quale seduce la giovane cortigiana.
Giulietta incantata da questo oggetto magico deruba dalla
proria ombra il povero Hoffmann, il quale si batte per gelosia
con Schlemil. Quando riesce ad entrare nella stanza della
cortigiana, egli non trova più nessuno: Giulietta è
fuggita.
-
Epilogo
La scena torna nuovamente nella taverna di mastro Luther:
tutti sono ancora intorno al poeta che ha finito di narrare
la storia dei suoi tre sfortunati amori. Hoffmann beve per
dimenticare con gli altri invitati, poi cade a terra vicino
ad una tavola. Dalla gran botte esce ancora la Musa, l’unica
amica che gli è rimasta fedele, e lo consola.
I personaggi sono:
- Hoffmann (Brandon Jovanovich, Marcus Haddock)
- Nicklausse (Sonia Ganassi, Elsa Maurus)
- Olympia (Désirée Rancatore, Anna Skibinski)
- Antonia (Darina Takova, Nicoleta Ardelean)
- Giulietta (Beatrice Uria-Monzon, Irene Karaianni)
- Lindorf, Coppélius (Michele Petrusi)
- Dapertutto, Miracle (Igor Matiokhin)
- Stella (Giancarla Malusardi)
Il direttore d’orchestra è Gary
Bertini, mentre Bruno
Casoni è il maestro del coro; la regia
dell’opera è di Alfredo
Arias.
I costumi, le splendide ed imponenti scenografie che hanno
fatto da sfondo a questa maestosa rappresentazione sono stati
creati da Françoise
Tournafond.
Oltre ai magnifici tenori e soprani che raccontano la storia
troviamo anche i mimi ballerini; questi colpiscono lo spettatore
per la loro bellezza e grazia.
Oltre a nomi illustri come Andrea
Verzicco, bravissimo ballerino, spicca il
talento del giovane danzatore Luca
Spadaro, che ritroveremo molto presto nel
Musical "Gianburrasca".
Les contes d’Hoffmann è stata una performance
rara e ricca di emozioni. |