Momix

SUN FLOWER MOON
spettacolo di MOSES PENDLETON

Sun Flower Moon, l’ultima creazione di Moses Pendleton presentata in occasione del 25mo anniversario del suo gruppo di danza MOMIX.
E’ attraverso un repertorio di magie e di astuzie visuali che Moses Pendleton marcia impavido verso il super-umano, il mondo animale, la natura, il paesaggio cosmico.

Recensione di Alessia Pellegrino
Alessia ha assistito alla prima di Roma del 21/02/06

Sun Flower Moon è lo  spettacolo dei Momix, diretto magistralmente da Moses Pendleton. Giochi di luci ed ombre, di suoni e di percezioni, effetti ottici e visivi, incontri tra realtà ed illusione: le leggi della fisica lasciano il posto ad emozioni ed incredulità, la perfezione dei movimenti e della coordinazione fa spesso dubitare  della concretezza e della reale esistenza di ciò che si ammira sul palcoscenico.
Melodie ricercate che con l’ausilio di uno schermo sempre presente in scena, che associa ad ogni pezzo un simbolo, uno scenario, un elemento , conducono la mente in luoghi surreali, onirici, ai confini della realtà.
Il susseguirsi di coreografie decisamente “fuori dagli schemi”, il silenzio di una sala intera rapita dalla magia e dal talento degli undici ballerini che animano lo spettacolo, la capacità di ogni singola nota di accompagnare (quasi di cullare) ogni singolo movimento, fanno sì che lo spettatore si senta parte integrante della compagnia, elemento essenziale per la buona  riuscita dello spettacolo.
Il confine tra spettatore e ballerino si annulla, si fondono emozioni e stupore: mai un istante di noia, mai un attimo in cui l’attenzione sembra calare, mai un’imprecisione, sempre alla ricerca del “come sia possibile”.
Un’altra conferma del successo interminabile e senza confini dei Momix, un altro pieno centro, l’ennesimo messo a segno.

In attesa del prossimo spettacolo lancio una sfida a Moses Pendleton e a tutta la compagnia dei Momix: saprete stupirmi nuovamente dopo tutti questi anni?
Certa della mia futura  sconfitta non posso far altro che consigliare a chiunque di immergersi in Sun Flower Moon e di lasciarsi trasportare nei meandri del surreale.



 




Da vedere!


 

In questo nuovo show i tre elementi che compongono il titolo rimandano ciascuno ad un elemento dello spettacolo.
A partire dal sole, dai fiori e dalla luna, Pendleton crea ancora una volta spettacolari giochi di luce e dinamiche fantasmagoriche, facendo apparire corpi che volano, nuotano, si scompongono e si ricompongono, parti di un universo misterioso in cui gli elementi della natura fluttuano l’uno nell’altro. Il balletto suggerisce l’idea di uno spazio “altro”, di una gravità diversa da quella terrestre.
Il senso di un mondo lontano, popolato da esseri immaginari che si avventurano in luoghi inesplorati.

In Sun Flower Moon, Pendleton si serve della tecnica del “teatro nero”, con immagini in movimento repentino e rotazioni ipnotiche, come in un caleidoscopio. I danzatori sono invisibili, quasi immateriali, la loro identità resta celata sotto l’efficacia delle immagini. Complice l’illusione ottica della luminotecnica e delle immagini video. E’ un invito alla fuga dal mondo reale e un tuffo nella magia del mistero. 

Recensione di Francesca Melito
Francesca ha assistito durante l'esibizione a VignaleDanza del 29/07/06

Vignaledanza, è diventato una tappa fissa in Italia per il tour di una delle più acclamate, prolifiche e spettacolari compagnie del mondo: i MOMIX, che direttamente dagli Stati Uniti, regalano al festival tre serate di pura magia. Al contrario dell’estate scorsa, in cui la compagnia presentò “the best of momix”, quest’anno è stato proposto “Sun Flower Moon”, uno spettacolo nuovo in un contesto ipnotico ed esaltante per il pubblico.

I Momix sanno unire la forza fisica legata a discipline ginniche alla grazia tipica della danza accademica e la finzione e l’illusione rendono impossibile per lo spettatore, cogliere gli aspetti pratici e materiali delle evoluzioni acrobatiche dei ballerini, lasciando soltanto che gli occhi colgano corpi che fluttuano sul palcoscenico nelle più stravaganti pose e movimenti, in un metafisico “mare lunare”, ricreando forme e disegni con i propri corpi prima, per poi trasformarsi in fiori e animali, creando una fauna quasi magica e onnipotente.

Attraverso geniali lavori di ingegneria e complessi giochi di luce, i ballerini che indossando tute aderenti nere si rendono invisibili al pubblico e si fanno protagonisti di sollevamenti e prese, in cui solo uno dei componenti vestito di bianco viene percepito dall’occhio dello spettatore, anche quello più attento.
Le evoluzioni dei ballerini, spesso sollevati dagli altri componenti o con l’aiuto materiale di carrelli, altalene e pedane mobili, sembrano oltrepassare i limiti della gravità, oltre che innalzare l’entusiasmo e la fantasia del pubblico, che per tutta la durata dello spettacolo, non fa che chiedersi come sia possibile eseguire ciò che sta vedendo.

Alla fine dello spettacolo, ho avuto il piacere e la fortuna di poter scambiare poche ma significative parole con uno dei due ballerini italiani presenti nel gruppo. D. ha definito come meravigliosa la possibilità di viaggiare per il mondo facendo parte di un gruppo così unito e che non ha paura di rappresentare spettacoli completamente fuori da ogni canone stabilito.
Per D. è ogni volta una grandissima soddisfazione sentire la risposta entusiasta del pubblico, soprattutto in Italia, per lui che insieme a Simone è uno dei due rappresentanti del nostro paese. Vorrei infine concludere citando proprio le ultime parole di D., in risposta alla mia domanda sullo stile dei Momix: “in una parola… sicuramente illusionismo; l’illusione che si fonde con la realtà”.


Rugantino Intervista a Anthony Heinl
Articolo di Nancy Ciccarelli - In occasione della sua presenza a Roma, intervista a questo ottimo ballerino, ex membro dei Momix, che ha lavorato nei più grandi teatri internazionali. Antony ci racconta la sua esperienza artistica. Continua


MOMIX - LA COMPAGNIA

Conosciuta nel mondo intero per le sue opere  di eccezionale inventiva e bellezza, MOMIX è una compagnia di ballerini, diretta dall'americano Moses Pendleton. Sin dalla fondazione ha acquisito grande notorietà per la sua capacità  di evocare un mondo di immagini surreali utilizzando il corpo, costumi, attrezzi, luci e giochi d’ombra.

La compagnia ha spesso realizzato progetti speciali come pure televisivi. Record assoluto di pubblico nei paesi dove è stato rappresentato questi ultimi anni.
Oltre alle annuali apparizioni al Joyce di New York, la compagnia si esibisce in tutto il mondo effettuando tournées in Canadà, Spagna, Italia, Grecia, Francia, Inghilterra, Austria, Svizzera, Irlanda, Olanda, Portogallo, Argentina, Brasile, Russia Australia e tutto l’Oriente.
MOMIX nel 2005 ha compiuto 25 anni di vita.
Sun Flower Moon è nato per festeggiare l’avvenimento.

MOSES PENDLETON  - DIRETTORE ARTISTICO

Regista e Coreografo, Moses Pendleton è nato e cresciuto in una fattoria per l'allevamento del bestiame da latte nel nord del Vermont. Si è laureato in letteratura inglese al Dartmouth College nel 1971 e, quello stesso anno, ha fondato assieme a Jonathan Wolken il Pilobolus Dance Theatre.
Negli anni '70 Pilobolus conquista le platee di tutto il mondo grazie ad una geniale ed insolita combinazione di acrobatismo e fantasia: nel 1975 vince il Premio della Critica a Berlino e nel 1977 viene presentato a Broadway
Pur rimanendo uno dei direttori artistici di Pilobolus, Pendleton inzia a lavorare da solo: nel 1979 è coreografo ed interprete nell' Integrale Erik Satie all'Opéra di Parigi.
Nel 1980 fonda la Compagnia MOMIX.

Nel frattempo Pendleton riporta sulla scena il balletto dadaista di Francis Picabia Relâche per il Joffrey Ballet, impersona il Pagliaccio nella produzione di Juri Ljubimov della "Kovancina" di Mussorgskij alla Scala di Milano e, nel 1982, alla Deutsche Oper di Berlino, allestisce ed è interprete nella produzione del balletto "Tutuguri", basato su testi di Antonin Artaud.
Nel 1985 è coreografo del “Pulcinella”  di Stravinskij per il Ballet de Nancy, e nel 1987 firma il "Platée" di Rameau al Festival di Spoleto negli U.S.A. Nel 1988 è responsabile della realizzazione coreografica de “Les Mariés de la Tour Eiffel” di Cocteau in occasione dell'inaugurazione della Sala Florence Gould all'Alliance Française di New York. Nel 1989 firma la coreografia di “AccorDION” per il Teatro Vorbühne di Zurigo.
Nel 1993, è responsabile della coreografia della "Carmen" di Lina Wertmuller al Teatro dell'Opera di Monaco di Baviera.

Per il cinema, nel 1982 produce il premiato documentario “Moses Pendleton Presents Moses Pendleton” per ABC Arts; nel 1984, partecipa con Julian Lennon a “Too Late for Goodbyes” diretto da Sam Peckinpah e nel 1991, al film “FXII”. Cura inoltre la coreografia del balletto ispirato ai "Quadri di un'Esposizione" di Mussorgskij-Ravel con l'Orchestra Sinfonica di Montreal diretta da Charles Dutoit, il film di questo spettacolo è vincitore di un premio internazionale. Ha infine diretto numerosi "specials" per il canale televisivo francese "Antenne 2" e per la RAI.
Il suo film tridimensionale "Imagine", girato nel 1994 con il metodo IMAX, ha ottenuto grande successo in tutte le sale del mondo dov'è in funzione questo procedimento.

Ha contribuito alla realizzazione delle coreografie di video musicali quali "Batdance" per il film "Batman" con musica di Prince, e ad altri video per cantanti e gruppi quali White Lion, Shadowfax, Zucchero e Cathy Dennis.
Moses percorre oltre un chilometro a nuoto al giorno, registra le sue idee e scatta una quantità enorme di fotografie - soprattutto a sé stesso. Parte delle sue foto sono state esposte in alcune mostre a Londra, Milano e Aspen. Abita nel Connecticut con Cynthia Quinn, ballerina di MOMIX. La loro figlia Elisabeth, anche lei ballerina, fa parte del balletto dell’Opera di Berlino.