NapoleTango
In scena al TEATRO SMERALDO
dal 29 novembre al 4 dicembre 2011 ore 20.45 - domenica ore 18.00

Nuova Teatro Eliseo presenta NAPOLETANGO
musical latino-napoletano ideato e diretto da Giancarlo Sepe
con un tema originale di Luis Bacalov
Cast:
Stefano Capitani, Elisabetta D’Acunzo, Sergio Di Paola, Cristina Donadio, Barbara Folchitto, Antonio Gargiulo, Elena Gigliotti, Cristina Messere, Francesco Moraca, Pablo Moyano, Raffaele Musella, Matteo Nicoletta, David Paryla, Giorgio Pinto, Caterina Pontrandolfo, Marcela Szurkalo, Nella Tirante, Luca Trezza.

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Date tour 2011/12:
a Civitavecchia Teatro Traiano il 13 novembre 2011
a Roma Teatro Eliseo dal 15 al 20 novembre 2011
a Milano Teatro Smeraldo dal 29 novembre al 04 dicembre 2011
a Teramo Teatro Comunale dal 06 al 07 dicembre 2011
a Fano Teatro della Fortuna dal 10 al 11 gennaio 2012
a Firenze Teatro Verdi dal 12 al 13 gennaio 2012
a La Spezia Teatro Civico dal 14 al 15 gennaio 2012
a Vigevano Teatro Cagnoni dal 20 al 22 gennaio 2012
a Piacenza Teatro Municipale dal 24 al 25 gennaio 2012
a Savona Teatro Chiabrera dal 26 al 28 gennaio 2012


Dopo il successo di Londra, Napoletango torna a calcare i palcoscenici dei teatri italiani. Dal 29 novembre al 4 dicembre lo spettacolo approderà al Teatro Smeraldo di Milano.
Napoletango prosegue quel percorso teatrale intrapreso da Giancarlo Sepe ormai da molti anni: fondere insieme l’immagine e la musica, trasportandole in quel grande contenitore che è il teatro.

Napoletango è la storia della famiglia Incoronato, famosa a Napoli e sul territorio della regione. Essa si sposta come un chiassoso circo familiare, viene chiamata per cerimonie religiose e feste di paese.
Essa è la prova vivente della specializzazione dell’artista, e la specializzazione è il tango. Non il walzer, non la samba, non il fox-trot o il liscio, ma il divino, tragico e sensuale tango argentino.
Come lo abbia imparato e da chi è un vero mistero. Sta di fatto che ormai da quattro generazioni la famiglia Incoronato detta legge in materia, le sue invenzioni, il suo ritmo, l’originalità delle figure e la fastosa ridondanza dei corpi che si muovono hanno colpito il mondo intero e hanno creato proseliti un po’ ovunque.

NapoleTango

Nella compagnia serpeggiano capigliature nere come la pece e vestiti aderenti che fasciano corpi e menti, la loro ispirazione, come appare, è costante e tale da motivare ogni singolo gesto, anche il più elementare, il più quotidiano come il mangiare, il bere, il dormire e finanche il camminare.
Sono dei veri fenomeni: Concetta, la matriarca, il figlio con la sua sposa, i figli, i fratelli e le sorelle, i cugini, persone appartenenti a posti e a razze diverse, passano tutti come lontani parenti della famiglia Incoronato, una famiglia allargata da sempre nuovi elementi, anche biondi e anche stranieri, gente che non conosce la lingua napoletana, ma neanche quella italiana, gente di colore, persone non vedenti, cantanti e ballerini. Tutti ballano il tango a Napoli ed è subito Napoletango.

La famiglia si esibisce in balere, in caffè, in stazioni ferroviarie, circhi, palestre, attraverso filastrocche, canti della terra, canzoni patriottiche, danze ritmate dai propri sentimenti urgenti, necessari. Come dire che la vita è un grande tango che si svolge dalla mattina alla sera.
Lo spettacolo è un inno alla vita senza i freni della cultura borghese e senza la ricerca affannosa della bellezza, oggi la vera discriminante tra ciò che conta e ciò che va buttato via.
Diciannove attori che cantano e ballano e suonano canti, gastronomia, suoni e fuochi artificiali.
NapoleTango





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