Parkour e Freerun
Innovazione nell'Arte del movimento urbano

> Differenze tra Parkour e Freerun?

> Cos'è il Parkour?

> La nascita del Parkour ed il suo sviluppo nel mondo

> Lo sviluppo del Parkour in Italia

> Glossario Freerun: i termini più usati

> Le tecniche del Freerun-Parkour

> Il Parkour non è solo movimento fisico ma anche culturale

> I valori sostenuti dal Parkour

> Da non perdere: documentario sul mondo del Parkour

> Raccolta VIDEO su Parkour e Freerun
Parkour e Freerun



Quali differenze tra Parkour e Freerun?
Visti esteriormente questi due stili sono la stessa cosa ma vi assicuro che non è assolutamente così.
Se chiedete ad un esperto vi dirà: "Per un traceur medio leggere parkour e freerun mischiati è come dire che Carla Fracci è una ballerina di hip hop; massimo rispetto per entrambi ma sicuramente questo è confondere le acque." Quindi qual è la differenza principale tra questi 2 stili urbani?
Il Parkour è uno sport primariamente utilitaristico (arrivare da un punto ad un altro nella maniera il più efficente possibile, ispirato direttamente dai percosri militari), invece la sua controparte, il freerun, è molto incentrato sulla ricerca estetica e stilistica.


Cos'è il Parkour?
Il nome Parkour è un neologismo ottenuto mettendo una kappa nella parola francese parcours "percorso".
Usando soltanto due parole si potrebbe dire che il parkour è l’arte dello spostamento.
Il parkour, abbreviato in PK, è una disciplina metropolitana nata in Francia agli inizi degli anni ‘80. L'art du déplacement (arte dello spostamento) e le parcours (il percorso) furono i primi termini utilizzati per descrivere questa forma di allenamento.
Il parkour muove i suoi passi dal metodo naturale di Georges Hébert (un militare francese della fine '800 che ha formalizzato un metodo di allenamento per l'addestramento delle truppe). La sua idea è che il miglior modo per allenare un uomo è farlo esercitare nei movimenti naturali che lui sa fare in situazioni che la natura gli presenta e gli richiede. Il motto dell'Hebertismo è "Essere forti per essere utili". Da questa teoria il parkour nasce come vero a proprio percorso di preparazione atletico/fisico/mentale per rendere l'atleta in grado di muoversi con disinvoltura ed efficienza nell'ambiente urbano e naturale. E' evidente che secondo questa formulazione tutto quello che è spettacolo, coreografia e acrobatica non è parkour.
E' la pratica che non comprende acrobazie e punta unicamente sull’efficacia e la velocità dei movimenti.
Parlare di parkour vuol dire documentare un universo sensoriale e fisico ancora poco esplorato con l’obiettivo di trasmettere i mille significati ad esso connessi.
Questo nuovo movimento dimostra di possedere una sua peculiarità, giacché non è solo pura tecnica, ma è anche fluidità e armonia dei gesti; è arte, l’arte dello spostamento. Richiede autocontrollo, la coscienza delle proprie paure, riflessi e sangue freddo. Il lato mentale si esercita parallelamente all'allenamento del corpo.

Il Parkour è una sfida con se stessi, è il tentativo di oltrepassare i propri limiti, aumentando la consapevolezza nei propri mezzi. Soprattutto se gli ostacoli non sono necessariamente quelli che si vedono. Dal corpo sicurezza e forza si trasmettono alla mente. Il "traceur", letteralmente "colui che traccia", aspira a superare in modo fluido, atletico ed esteticamente valido le barriere naturali o artificiali che si trovano lungo la sua strada (muri, scalinate, gradoni, pareti, pendii, precipizi), affidandosi ad ottime doti atletiche e ad una indispensabile dose di creatività.

Le crew (gruppi) di giovani in cui si ritrovano i traceur non si fermano davanti a nessun impedimento architettonico. Il loro motto è, infatti, spostarsi nello spazio e nel tempo utilizzando gli elementi dell'habitat urbano ….. Il tutto a mani nude, senza nessun aiuto se non quello dell'agilità e del coraggio.

Lo spirito antitecnologico è evidente nella scelta di praticare una mobilità pura. Chi pratica il parkour, si destreggia in salti, evoluzioni, capriole per tracciare nuovi percorsi lontani da quelli che la gente è solita seguire.
Ciascuno si avvale della propria immaginazione e delle sue percezioni per arricchire di volta in volta questa attività che non frena il pensiero bensì lo stimola continuamente.
Chi pratica Parkour vede la realtà con occhi diversi.
“ Se basta camminare farò quattro passi e se serve correre cercherò di non fermarmi; davanti ad ogni ostacolo dovrò impegnarmi a vederlo come un altro appoggio per andare avanti” (Laohu, Il mio limite).
David Belle è attualmente il nome più noto del parkour; ha portato l’arte dello spostamento sulla bocca di tutti.


Parkour e Freerun


Cos'è il Freerun?
Il FreeRun è innanzitutto libertà.
La disciplina nasce nella banleue parigina all’inizio degli anni ‘90, quando alcuni adolescenti trovarono nella città e nelle infrastrutture che essa metteva loro a disposizione una vera e propria palestra per allenare il loro corpo ed i loro particolari movimenti. Questi ragazzi fecero dell’asfalto, dei muri e delle ringhiere il proprio parcogiochi.
La loro notorietà non faticò ad arrivare, quando i media cominciarono ad interessarsi a ciò che facevano questi (ormai un po’ più cresciuti) funamboli urbani; erano gli unici a saltare dislivelli impensabili, ad arrampicarsi sui palazzi, a correre in orizzontale sulle pareti dei muri, a lasciare a bocca aperta la gente che li osservava.

Ecco alcuni professionisti del FreeRun: Sebastien Foucan, lo ricorderete sicuramente dalla scena iniziale di “007 Casinò Royale” (2006) durante la quale viene rincorso dal famoso agente segreto. Gli Yamakasi, sette atleti fenomenali, furono a primi a far conoscere la corsa libera nel mondo con l’omonimo film del 2001.
Non vi è una vera e propria definizione di FreeRun.

Come lo dice il nome stesso, si tratta di un concetto libero; si parla di qualche cosa che vuole andare al di là dai concetti di regole e delimitazioni. Attribuire un significato preciso alla disciplina in questione sarebbe un po’ come dare una definizione della musica... Posso saltare via un muro, farci un giro intorno, poi tornare da dove son venuto. Naturalmente ci sono alcuni parametri ai quali i “Traceurs” (coloro che praticano) si attengono; per esempio si punta tanto ad una costante esteticità dei movimenti e fluidità tra una figura e l’altra.
C’è da dire che il FreeRun non si limita al fattore fisico, ma è anche una pratica che tocca lo spirito e la mente; per chi lo pratica è un modo di trovarsi di fronte a delle sfide e ai propri limiti. Sapersi misurare con se stessi è un fatto che può dare estrema gioia e orgoglio a chi pratica FreeRun.
La corsa libera è quindi anche una maniera di vivere, di riuscire a sviluppare il proprio corpo in armonia con sì l’ambiente che ci circonda, ma anche con la nostra mente!



La nascita del Parkour ed il suo sviluppo nel mondo
Il parkour nasce in Francia circa 15 anni fa grazie a due ragazzi chiamati David e Sebastien che quasi per gioco cominciarono a praticare in un ambiente urbano (precisamente a Lisse, un sobborgo di Parigi) le tecniche apprese giocando da bambini nei boschi della campagna francese.
David e Sebastien sono diventati nel corso degli anni David Belle e Sebastien Foucan, i padri fondatori di questa disciplina. Belle e Foucan, due modi complementari di concepire il parkour. Più attento alla tecnica e alla corporeità il primo, focalizzato sull’importanza del messaggio e della filosofia il secondo.
La fusione delle due visioni ha sviluppato le basi peculiari della disciplina.

In Francia l’esperienza tracciata dai due pionieri ha dato vita a numerose crew di praticanti, intenti a perseguire gli ideali di libertà, fluidità e precisione per oltrepassare ogni barriera.
In Spagna e in Portogallo prevalgono l’esperienza degli Umparkour e dei Parkourpt. Due gruppi giovani ma tutt’altro che inesperti. Situazione molto particolare in Russia. A Mosca e dintorni c’è una grandissima tradizione di parkour. Possiamo tranquillamente affermare che la Russia rappresenta il Paese europeo con più traceur. Il grande successo di questa disciplina è testimoniato dal fatto che anche la PAWA (Associazione Mondiale Parkour) abbia creato una versione del loro sito interamente dedicata ai ragazzi Russi.

Praticare Parkour in ambienti avversi, metereologicamente parlando, è tutt’altro che facile; per questo, le condizioni climatiche rigide del Nord est europeo hanno accresciuto notevolmente la tecnica di questi praticanti, costretti in inverno ad usufruire di strutture al coperto per mantenere la propria forma fisica anche se sempre più frequenti sono filmati in cui si vedono allenamenti molto rischiosi eseguiti su ghiaccio o con neve.
Per concludere possiamo affermare che il Parkour si è sviluppato in maniera reticolare in ogni parte del Mondo da quindici anni a questa parte.
Il successo di questa disciplina è testimoniato da moltissimi raduni internazionali oltre che da un crescente interesse dei media.

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Il Parkour in Italia
L’età dei tracciatori di percorsi italiani varia dai 16 ai 29 anni, una forchetta d’età molto ampia che caratterizza grandi differenze di allenamento e di visione globale del parkour. Le caratteristiche che accomunano tutti i traceur italiani sono però il rispetto del proprio corpo, il rispetto per l’ambiente e soprattutto per le persone che lo vivono. Regola fondamentale per esempio è quella di non praticare davanti ai bambini per evitare fenomeni di emulazione.

Visto il forte interesse creatosi attorno al Parkour è nata l'associazione sportiva “ASSOCIAZIONE ITALIANA PARKOUR.IT”. Lo scopo di questa associazione no profit di promozione sociale è la tutela e il riconoscimento della figura del traceur come praticante del parkour e la promozione della cultura del Parkour in Italia.
A breve sarà possibile associarsi online.
Attualmente l’Associazione sta realizzando un documentario filmato con l’intento di scrivere un Libro sul Parkour con DVD esplicativo, curato dallo staff tecnico – artistico dell’associazione.

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Glossario del Freerun
Il Parkour utilizza forme linguistiche derivanti dalla contaminazione anglo-francese, le due realtà con più tradizione nel campo della disciplina. Ecco alcuni brevi esempi esplicativi per rendere più accessibile il mondo parkour e superare anche l’ostacolo di una eventuale mancanza di comunicazione.
• CREW:
con questo termine si indica il gruppo di praticanti. Un gruppo di amici che si incontra per praticare forma una vera e propria crew (dall’inglese ciurma), termine marinaio per indicare l’aggregazione fra i membri dello stesso gruppo.
• PARKOUR:
Deriva dal francese “PARCOURS” ovvero “PERCORSO”. La strada è breve. L’esigenza di “metropolizzare” il termine per renderlo più consono all’ambiente in cui si pratica prevalentemente questa disciplina ha visto l’inserimento della KAPPA nel termine.
• ROLLING:
è il movimento che il traceur utilizza per attutire nell’atterraggio il peso del corpo dopo aver effettuato un salto da una notevole altezza. Il termine deriva dall’inglese e riprende appunto la capriola che il praticante effettua per concludere un trick
• TRICK:
è il termine inglese per definire una mossa, una tecnica. Esistono diversi trick e la bellezza di questa disciplina è che ognuno con la propria creatività può crearne di nuovi.
• TRACEUR:
anche questo termine deriva dal francese e vuol dire letteralmente “colui che traccia”, un percorso naturalmente.
• VAULT:
è il termine inglese per indicare un Volteggio; il più comune è il salto di una barriera. Il volteggio può avvenire sia lateralmente che all’indietro e in questo caso prenderà il nome di “Reverse vault”. Esitono varie tipologie di volteggi con nomi e movenze tecniche differenti e di varia difficoltà.

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Le tecniche del Freerun-Parkour
Il concetto di ritorno allo spirito animale condiziona l’intera disciplina del parkour. Le stesse tecniche prendono molto spesso nome da movenze di animali che incarnino i valori della fluidità, dell’armonia e della precisione. Ecco alcune fra le tecniche più applicate del parkour:
• MONKEY VAULT:
Uno dei più popolari movimenti di base da dover padroneggiare prima di proseguire nella pratica. Come per ogni altro movimento, l'esercizio è fondamentale. E’ utilizzato per superare facilmente ostacoli quando la distanza non è un problema. In prossimità di una ringhiera per esempio dopo aver poggiato le mani alla sbarra ed aver iniziato la spinta in alto, le ginocchia passano tra le braccia del traceur e la ringhiera simulando il salto di una scimmia.
• KING KONG VAULT:
Il salto King Kong è utilizzato per superare ostacoli alti all'incirca fino al petto. Può essere utilizzato per altezze differenti ed è solitamente accompagnato da una caduta finale. E' utilizzato per superare ostacoli quando il vostro intento è coprire una lunga distanza. Si corre verso il muro e si piantano i piedi prima di saltare. Una cosa importante da fare con il salto Kong al contrario del salto della scimmia è di saltare un po' prima di raggiungere l'ostacolo. Questo significa doversi allungare nel movimento. Una volta iniziato il salto, il posizionamento delle mani diventa l'elemento più importante. Le mani dovrebbero essere poste in maniera salda e stabile sul muro.
• WALL RUN:
Letteralmente corsa sul muro, il traceur corre con andatura rilassata, ma appena raggiunto il muro il movimento si fa più esplosivo. Il piede sinistro viene posizionato sul muro all'altezza della coscia. Appena sistemato il piede, spinge verso il basso sul muro (con un angolo di circa 45 gradi) e spinge il peso del corpo verso l'alto e in avanti, per evitare di allontanarsi dalla parete. Da qui si percorrono più passi possibili in orizzontale o verticale per poi prepararsi all’atterraggio con un rolling.
• CAT BALANCE:
Ovvero equilibrio del gatto. Questo è un tipo di movimento molto preciso che richiede totale concentrazione. Quando viene eseguito correttamente si raggiunge un buon livello di controllo. Ed è anche bello a vedersi. Si effettua su superficie molto strette come ringhiere o muretti e simula il passo di un gatto che si muove con passo sinuoso e felpato.
• PRECISION JUMP:
Salti di precisione, ad esempio tra due balaustre, richiedono un grande controllo perché la zona di atterraggio è molto ristretta. Ma la pratica di questo esercizio regala una grande soddisfazione, specialmente se dopo averlo eseguito si riesce a tenere ancora un perfetto equilibrio. Mentre cerca l'equilibrio su una sbarra, il traceur individua il punto di atterraggio sulla sbarra di fronte a lui. Si inclina in avanti e piega leggermente le ginocchia prima della spinta quel tanto che basta per coprire la distanza. All'avvicinarsi dell'obiettivo, le sue gambe si portano in avanti per prepararsi all'atterraggio e le sue braccia iniziano a scendere davanti a lui per fare da contrappeso. Un esercizio pulito si esegue atterrando con la parte anteriore del piede.
• TIC TAC:
Un movimento molto versatile. Nella sua forma base può essere utilizzato per disfarsi di un ostacolo con un passo sul muro. Ma con un po' di ingegno e di applicazione si possono eseguire fino a 5 passi sul muro, si può salire sempre più in alto o semplicemente si può collegare il movimento con altri per creare combinazioni complesse. Il traceur si avvicina al muro con un leggero angolo di taglio. In entrata al movimento la sua corsa è rilassata ma, una volta arrivato nei pressi del muro l'azione si fa più potente; Senza perdere lo slancio cerca di portare la gamba più vicino al muro il più alto possibile.

Parkour e Freerun


Il Parkour non è solo movimento fisico ma anche culturale
Le barriere sono intorno a noi ma sono anche dentro di noi e vincolano le nostre azioni e le nostre relazioni.
L’ASSOCIAZIONE ITALIANA PARKOUR.IT condivide i valori propri di FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche); superare ogni tipo di barriera è la cosa che accomuna le nostre due associazioni, oltrepassare ogni tipo di ostacolo fisico e mentale. L’associazione Italiana Parkour.it è solidale all’abbattimento di tutte quelle barriere che inibiscano le persone diversamente abili. Giuseppe Trieste, Presidente del Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche , con la sua figura, rappresenta per noi dell’associazione italiana parkour.it un modello di tenacia da prendere come esempio per affrontare in maniera positiva tutti gli ostacoli che la vita pone nel percorso di ognuno di noi. L’associazione Italiana Parkour.it ha sottoscritto un protocollo d’intesa con FIABA lo scorso 23 giugno 2007. L’intero movimento parkour, da noi rappresentato, è sostenitore in qualsiasi attività svolta degli ideali e dei valori sostenuti da FIABA.
Per maggiori informazioni: www.fiaba.org


I valori sostenuti dal Parkour
Il parkour in Italia ha fin da subito preso una via emozionale, basata sui tipici valori del gruppo. Il rispetto, la stima, la voglia di condividere emozioni aiutandosi l’un l’altro, sono soltanto alcuni aspetti di un universo pieno di simili punti fermi che ci guidano nel comprendere al meglio il reale significato della nostra disciplina. Il parkour è un linguaggio di comunicazione, è la capacità di sentirsi liberi, è riuscire a trasformare i blocchi mentali propri di ogni persona in un ostacolo fisico; superare l’ostacolo fisico ci aiuta a superare le barriere mentali. La mappa dei nostri valori si snoda partendo da una parola fondamentale AGGREGAZIONE Questa parola racchiude tutti i seguenti valori, essenziali per il senso che noi diamo al parkour: - AMICIZIA - CORAGGIO - TALENTO - SACRIFICIO - GOLIARDIA - EMPATIA - RISPETTO - POSITIVITA’ - CREATIVITA’ - FORZA - IMPEGNO - GRINTA - ONESTA’ - DETERMINAZIONE.

Sito ufficiale internazionale del parkour: www.parkour.net

DAVID BELLE - grande protagonista del mondo Parkour




Il Parkour descritto da David Belle. Sottotitoli Italiani dell'Associazione Parkour Italia




Per ridere un po' - Sport commerciale con David Belle




MADONNA - il Freerun per il suo video per Jump del 2007




Parkour-Freerun video compilation!