"Posso usare le Punte?"

Ottimi consigli per chi vorrebbe usare
le scarpette da Punta e per chi già le usa

Intervista al Maestro MARCO BATTI - (Direttore Artistico ed insegnante della scuola Ateneo della Danza di Siena. Si è certificato insegnante presso il prestigioso American Ballet Theatre di New York).

Scarpe Punta per la Danza Classica

Le scarpette da punta sono un vero e proprio simbolo per il mondo della Danza. Il sogno di ogni ballerina è di poter danzare almeno una volta sulle punte.
Ma è un sogno raggiungibile da chiunque balli?

Si è vero, ogni aspirante ballerina si avvicina al mondo della danza attratta dalla miracolosa magia che ogni ballerina ha indossando le scarpette da punta. Ma le scarpette da punta non sono un gioco e non sono un hobby.
L’arte della danza, a mio parere, può essere affrontata anche come passione amatoriale (valvola di sfogo artistico e quindi perseguita solo come hobby) ma quando si arriva di fronte al bivio di indossare o meno la scarpa da punta occorre soffermarci e riflettere a lungo.
Molte volte mi trovo a presenziare in giurie di concorsi dove osservo ragazze che non non sono pronte ad andare in punta o allieve ancora troppo piccole che eseguono variazioni in punta; oltre a non ricevere un corretto giudizio durante una competizione perché penalizzate dalla forte difficoltà di esecuzione, rischiano di farsi davvero male.

I piedi sono tutti uguali?
Tutti possono indossare le scarpe da punta?

No, ognuno ha dei piedi unici e addirittura c’è chi ha il piede destro diverso dal sinistro. Comunque possiamo definire in linea di massima sulla base del rapporto di lunghezza che intercorre tra l'alluce ed il secondo dito tre tipologie di piede:
• Piede Egizio, nel quale l'alluce supera in lunghezza il secondo dito.
• Piede Greco, nel quale il secondo dito supera in lunghezza l'alluce.
• Piede Romano, nel quale alluce e secondo dito hanno pari lunghezza. Sono portato a dire che purtroppo, salvo eccezioni, il piede Greco non può indossare con facilità le punte, naturalmente è da valutare e quantificare il dislivello.

Oltre alla forma va definita anche la struttura dell’arco plantare, cioè se un piede è piatto, o tende al piattismo, se un piede e valgo o tende al valgismo se un piede ha una pianta del piede molto larga oppure è stretta, insomma la valutazione del piede è molto complessa infatti sarebbe opportuno appoggiarsi da un equipe di medici che hanno materiali diagnostici adeguati per osservare tali proporzioni.

Per poter indossare una scarpetta da punta occorrono tre fattori fondamentali senza i quali non conviene provare a lavorare in punta.
1) La giusta età. Non è corretto far salire un allieva in punta fino a che le sue cartilagini non siano quantomeno consolidate e questa età si aggira approssimativamente e soggettivamente attorno agli 11 anni; infatti anche per questo fatto non è detto che tutta un'intera classe (anche se della stessa età) possa indossare le punte, dipende dal grado di sviluppo fisico della singola allieva.
2) Raggiungimento adeguato di un buon livello di tecnica classica. Troppo spesso si tende a far indossare le punte anche se la ragazze non sono tecnicamente pronte. Accontentarle nel momento sbagliato può solo portare cattivi frutti.
3) Adeguata fisicità. Innanzittutto l’articolazione tibio-tarsica (il famoso e famigerato collo del piede) ed in seconda istanza la corporatura dell'allieva. Infatti una ragazza in sovrappeso non dovrebbe MAI sottoporre le articolazioni a sforzi eccessivi, ripetuti e soprattutto innaturali.
Ricordiamoci sempre che siamo “progettati” per camminare sulla pianta del piede e non sulle dita!

Chiunque studia Danza Classica (anche in modo amatoriale) può usare le punte?
Sarebbe bello rispondere Sì, ma purtroppo con quello che sto per dire rovinerò il sogno di molte ragazze che studiano danza classica.
Solitamente un approccio amatoriale alla danza avviene per due motivi: o per impossibilità fisico-tecniche o per mancanza di determinazione e desiderio di fare altro nella vita. Quindi la risposta è già data.
Chi non ha possibilità di avere un allineamento almeno verticale dell’osso cuboide e dello scafoide tale da poter avere una linea perpendicolare sotto il proprio corpo non potrà fisicamente salire in punta ma potrà comunque lavorare dignitosamente in mezzapunta.
Chi ha altre aspirazioni nella vita e studia la danza per tenersi in forma con un’attività diversa dalla palestra e non fa un lavoro continuo e quotidiano con la danza non conviene che debba soffrire i dolori di vesciche e di calli nei piedi e comunque rischierebbe di salire sulla punta per doti fisiche e non per studio e coscienza corporea.

Ci vogliono anni di esperienza per poterle utilizzare?
Quanti in genere?

L’esperienza è alla base della conoscenza corporea.
Non basta fare un pliè per saperlo fare altrimenti un danzatore si formerebbe con 10 lezioni di full immersion.
Ai miei allievi dico sempre: “avete iniziato a fare danza facendo il demi pliè e finirete la vostra ultima lezione di danza della vostra carriera facendo un demi pliè”. Prima si acquisiscono i movimenti in mezza punta e quando c’è sicurezza si trasportano sulle punte, anche se è bene non aspettare troppo perché gli schemi motori specialistici fra il lavoro in mezza punta e in punta sono diversi e si esaurisce l’apprendimento verso i 14-15 anni dopo di che si può lavorare sulla coordinazione fine quindi su un lavoro di pulizia tecnica. Quindi è veramente difficile dire quanti occorrono per indossare le punte anche perché dipende che tipo di lavoro tecnico si è svolto prima.

Da che età si possono iniziare ad usare?
Bambine piccole (ma già dotate) possono usarle?
Nella mia scuola non faccio indossare per nessun motivo le punte prima degli 11 anni (per capirsi, fino a che non fanno la prima media). 2 sono i motivi principali che devono bloccare un insegnante di danza a far indossare le scarpette da punta precocemente:
1) Si rischia di causare dei microtraumi deleteri per il futuro della ragazza anche per la semplice deambulazioni (vedi valgismo dell’alluce o distorsioni a livello di caviglie, ginocchio e anche).
2) Si rischia di creare dei "piccoli campioni" che già a 12 anni eseguono una variazione in punta ma che non avranno più margine di miglioramento perché il bambino fino ai 14 anni non deve essere “intrappolato” in un attività fisica e mentale specialistica ma bensì deve avere più input esterni possibili per creare un proprio schema mentale di ogni singolo gesto atletico per poterlo definire acquisito.
L’età cronologica di quando indossare le scarpette da punta è da sempre stato un punto di disaccordo tra maestri e medici sportivi.
Infatti l’ossificazione a 11 anni non è ancora terminata ma è il limite minimo per avere l’adeguato tempo di assimilazione degli schemi motori specialistici per gli esercizi sulle punte.
Quindi un maestro oltre a conoscere bene la tecnica dovrebbe essere in grado di valutare il grado di sviluppo fisico di ogni allievo.

Può succedere che bambine della stessa età e con la stessa esperienza di studio inizino ad usare le punte in momenti diversi?
Assolutamente si. Infatti i primi due anni di punte (dagli 11 ai 13 anni) un maestro dovrebbe saper creare nella stessa classe una lezione di punte per chi è in grado di indossarle e la stessa lezione da eseguire in mezzapunta per chi ancora “acerba”. In questo modo si è sicuri di non danneggiare niente e nessuno.
ATTENZIONE: anche solo 10 minuti di punte a fine di ogni lezione (se la bambina è in dietro con lo sviluppo) potrebbero causare tendiniti che potrebbero sfociare in croniche o addirittura in tendinosi.

Cosa succede se si vuole iniziare ad usare le punte anche se non si è ancora pronti?
Potrebbe succedere di tutto ... e non ci basterebbe quest’intervista per fare una lista completa!
Le più comuni sono le distrazioni muscolari a livello della caviglia per poi arrivare alle distorsioni ed in casi estremi alle lussazioni.
Per non parlare invece non dei traumi evidenti come parlavamo prima ma bensì tutti quei microtraumi che subdolamente non si fanno sentire subito ma compaiono lentamente e che con estrema difficoltà e con tanto riposo e cure terapeutiche adeguate si possono risolvere, come le tendiniti, le tendinosi, microtraumi da impatto, le sesamiti unghie incarnite fino ad arrivare al valgismo di alluci, ginocchia e problemi alla schiena causati da una scorretta deambulazione.

Le punte sono tutte uguali?
Ci sono differenze o è solo una questione di "marchio"?
Come sapere qual è la punta giusta da scegliere?
Le punte esistono, fortunatamente, di tante tipologie.
La marca può aiutare a trovare la forma che più si avvicina al proprio piede ma ogni Marca ha dei modelli e ogni modello spesso ha delle morbidezze di suola, ogni morbidezza ha la larghezza della suola ed ogni suola ha una altezza della mascherina.
A livelli professionali poi si deve diversificare anche le punte in base a quello che si deve affrontare ... come le gomme per la Formula Uno!
Ad esempio la punta per effettuare un passo a due non sarà la stessa per un assolo virtuoso con molti salti e così via.
Capite quanto sia difficile trovare la punta adeguata che contiene tutte queste caratteristiche variabili?

Inoltre, chi stabilisce quale è la punta giusta? L’allieva, l’insegnante o il negoziante? È un vero dilemma e problema perché l’allieva alle prime armi cercherebbe una scarpa comoda come una pantofola e se la proverebbe come proverebbe un paio di scarpe da passeggio; l’insegnante può avere più esperienza e può dare un giudizio visivo ma non è dentro la scarpetta con l’allieva e poi alcune insegnanti hanno calcato troppo poco i palcoscenici con scarpette da punta o spesso fanno ordini collettivi che arrivano direttamente nella propria scuola diversificando solo per dimensione di taglia.
Il commerciante, anche se ha esperienza (salvo che non sia veramente di fiducia) tende a vendere quello che ha come disponibilità.
Proprio non saprei come rispondere a questa domanda se non con un “in bocca al lupo”e quando trovate la “vostra” scarpetta da punta non la mollate più ed esigete sempre quella!

Nei saggi scolastici e nei concorsi coreografici italiani a volte (durante le esibizioni) le insegnanti fanno usare le punte anche ad allieve non ancora pronte per far fare loro esperienza.
E' una scelta giusta?

Assolutamente no.
Io bandisco tutto ciò e quando sono in giuria penalizzo molto questa scelta anche se la coreografia potrebbe essere carina e originale, ma quando si mette in pericolo la salute dell’allievo allora non esiste arte che tenga.
Quello che combatto è il fatto che la danza è un arte che viene fatta con il corpo a differenza, ad esempio, della pittura che è un'arte fatta con l’uso dei pennelli. Se io insegnassi a dipingere in modo sbagliato, creerei solo un artista che non saprebbe dipingere, ma se io insegnassi la tecnica della danza in modo scorretto non creerei solo un pessimo artista ma rischierei anche di rovinarlo fisicamente, e questo è inaccettabile.

Cosa ne pensi del salvapunte all’interno della scarpetta?
Sono fortemente contrario e molte allieve ed insegnanti mi danno contro dicendo che non ho mai provato il dolore sulle punte.
Purtroppo molte si sbagliano, non mi sarei mai permesso di insegnare la tecnica di punte se non l’avessi mai studiata.
Il dolore è sopportabile e con il tempo passa in fretta; quello che invece non è sopportabile sono le deformazioni fisiche che possono provocare i salvapunte. A questo punto le danzatrici affermate che usano il salvapunte potrebbero contestare il mio discorso non avendo nessun problema ai loro piedi, ma il problema è che spesso ci rivolgiamo a ragazzine che non hanno dei piedi così perfetti per salire in punta e quindi il detto “prevenire è meglio che curare” calza a pennello; quando poi saranno grandi e avranno appreso bene il movimento e una coscienza corporea potranno poi fare come vorranno.
Io concedo un fazzolettino di carta sulle dita, ma esigo per le più piccole una protezione adeguata fasciando le dita singolarmente con del nastro da Teping dei piccoli tubi protettivi che si infilano nelle dita.
Il problema del salvapunte è che non si posso muovere separatamente le dita e si perde la sensibilità creando un unico movimento per salire in punta, quando invece tutte e cinque le dita partecipano alla salita e modulano la discesa dalla punta.
La sensazione del poter utilizzare le dita separatamente e come avere una macchina che usa tutte e 5 le marce o avere solo un acceleratore che usa l’”on “ e l’”off”. Quindi qualsiasi salvapunte è BANDITO ma è rigorosamente obbligatoria la protezione delle dita purchè separatamente.

Un ultimo consiglio per chi sta inziando ad usare le punte?
Non abbiate timore e non fate lezione di punte se non avete la giusta determinazione e le giuste caratteristiche fisiche.
Inoltre se la pavimentazione della vostra scuola non è adeguata (cioè rialzata e con copertura idonea) fare lezioni di punta potrebbe essere ancora più pericoloso; ma state tranquille che se l’insegnante che avete scelto è in grado di insegnare correttamente impedirà lei stessa che facciate lezione in un luogo non adatto.

La danza classica si può studiare anche solo per hobby ma meglio “rimanere con i piedi per terra” e ... Buona danza a tutti!

Scarpe Punta per la Danza Classica

Scarpe Punta per la Danza Classica



MARCO BATTI

Direttore Artistico ed insegnate dell’Ateneo della Danza di Siena, dove coordina e sviluppa programmi didattici per la formazione professionale. Si è certificato insegnante presso "American Ballet Theatre" (N.Y.) per la didattica con il "National Training Curriculum". Docente per il corso di formazione per Insegnanti di danza riconosciuto a livello europeo sotto la regione Toscana per le materie pratiche e teoriche. E' inoltre istuttore certificato Pilates, Gyrotonic, Gyrokinesis e Pretrainer, Laureando in Medicina e Chirurgia in Scienze Motorie. Nel novembre 2009 la FIDS ha nominato Marco nuovo Direttore delle Danze Accademico-Coreutiche.
Marco è inoltre Membro del Consiglio Internazionale della Danza UNESCO, già ballerino per la compagnia "Motus" ed "Eglevsky Ballet" di New York, è fondatore del metodo C.J.M.B. ed è divulgatore del metodo Vaganova di S.Pietroburgo.
>>> Leggi la sua intervista su www.danzadance.com/special/marco_batti