SIMONA ATZORI, ballerina




spettacolo EMOTION LIFE

6 novembre 2012 - Ore 20.45
Teatro Manzoni, Milano


Simona Atzori libro
Cosa ti manca per essere felice?
Libro biografico di Simona Atzori

"Perché ci identifichiamo sempre con quello che non abbiamo, invece di guardare quello che c'è? Spesso i limiti non sono reali, i limiti sono solo negli occhi di chi ci guarda. Dobbiamo fermarci in tempo, prima di diventare quello che gli altri si aspettano che siamo. È nostra responsabilità darci la forma che vogliamo, liberarci di un po' di scuse e diventare chi vogliamo essere, manipolare la nostra esistenza perché ci assomigli.
Non importa se hai le braccia o non le hai, se sei lunghissimo o alto un metro e un tappo, se sei bianco, nero, giallo o verde, se ci vedi o sei cieco o hai gli occhiali spessi così, se sei fragile o una roccia, se sei biondo o hai i capelli viola o il naso storto, se sei immobilizzato a terra o guardi il mondo dalle profondità più inesplorate del cielo. La diversità è ovunque, è l'unica cosa che ci accomuna tutti. Tutti siamo diversi, e meno male, altrimenti vivremmo in un mondo di formiche."

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INCONTRO CON SIMONA + PRESENTAZIONE DEL LIBRO A MILANO
Lunedì 5 novembre 2012 ore 18.00 - Spazio Forte via Statuto, 4 - Milano
Presentazione del libro di Simona Atzori “Cosa ti manca per essere felice” e del CD di Caterina Forte “Emotion Life”.

Cosa ti manca per essere felice? La ricetta del sorriso di Simona Atzori
“Adesso sono felice, smodatamente, spudoratamente felice. Ed è una gioia raccontarla, questa mia felicità”.
Chi non ci crede deve vedere il suo sorriso. Basterebbe quello. Ma se si cerca ancora, ecco la sua danza, i suoi quadri, la sua arte. Simona Atzori è una straordinaria ballerina (con il suo ultimo spettacolo, “Me”, è appena stata in Argentina) e una pittrice ricercata. Ora è anche scrittrice. “Cosa ti manca per essere felice?” sembra una domanda strana per chi è nata senza alcuna parte delle braccia. E Simona dimostra che lo è. E lo racconta in un libro che si legge senza pause e danza fra ricordi, buffi aneddoti e riflessioni profonde.
quante cose si capiscono leggendo questo libro. E ci si diverte. Si ride anche. Simona sa raccontare, e bene, con candore e divertimento episodi che potrebbero essere tristi e non lo sono se vissuti nella maniera giusta.


La mia vita non è una favola, è uno spettacolo di vita”.

Ballerina, pittrice e (dal 2011) anche scrittrice.
Pur essendo priva di braccia dalla nascita, Simona non si è mai persa d'animo e ha intrapreso sin da giovane l'attività di pittrice e di ballerina classica.
Dalla più tenera età, fa parte dal 1983 dell'Associazione dei Pittori che Dipingono con la Bocca e con il Piede (V.D.M.F.K.).

Si laurea in “Visual Arts” presso la "Univesity of Western Ontario" in Canada e partecipa a mostre collettive e personali in tutto il mondo (Mostra Permanente nella città di London Ontario, Canada).

SIMONA ATZORI, ballerina

Alla sua brillante carriera di pittrice si aggiungono numerosi successi nel campo della danza che permettono a Simona di portare avanti le sue due grandi passioni: la Pittura e la Danza.

Ambasciatrice per la Danza nel Grande Giubileo del 2000 porta per la prima volta nella storia la danza in Chiesa.
E' Testimonial di diversi festival, protagonista della cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Torino 2006, ospite in diversi programmi televisivi, italiani e non solo.

Simona riceve diversi riconoscimenti internazionali tra i quali l’importante e prestigioso “Premio MONDIALE TOYP“ (The Outstending Young Person) nel 2009. È sempre nel 2009 che nasce lo spettacolo “Simona & friends” nel quale danza con importanti danzatori internazionali, tra cui primi ballerini e solisti del Teatro alla Scala di Milano come Sabrina Brazzo, Mick Zeni, Maurizio Licitra, Antonella Albano, Marco Messina e Salvatore Perdichizzi.

SIMONA ATZORI, ballerina

Sul piano umanitario Simona è stata invitata dalla Fondazione Fontana e dal St. Martin a portare la sua esperienza artistica e di vita in Kenya a Nyhaururu e a Nairobi e ne è diventata ambasciatrice.

Come scrittrice nel 2011 è uscito il suo primo libro: “Cosa ti manca per essere felice?” edito da Mondadori, dal quale nasce lo spettacolo di danza omonimo che vede la prima Mondiale l'8 Marzo al Teatro Cagnoni di Vigevano.

Attualmente è impegnata in numerosi appuntamenti mondiali anche con mostre personali e collettive raccogliendo consensi da parte di stampa e pubblico.

UN SOGNO: “Tutto comincia da un sogno”. E da quella telefonata, un giorno, da Eleonora: “Ti aspettano in Francia per provare, si danza su un vero palcoscenico”. A Eleonora, ballerina e amica, Simona aveva confidato quel sogno: Danzare su un vero palcoscenico. Ed è successo.
Splendidamente. Come in quell’immagine dove a cinque mesi sembrava già ballare sulle mani di papà che la teneva in braccio.
Quello in cui non indugia Simona è la fatica. Forse perché a lei e a chi ama la danza come lei, ai ballerini che le sono vicini, le ore e ore e il sudore e gli errori e le ripetizioni non pesano ma ci sono, per diventare bravi come lei, che a 18 anni ha rinunciato alle protesi. Quelle sì erano fatica, un corpo estraneo. “Quella con le braccia non ero io. Io sono quella che non indossa né braccia né bottoni”.
SIMONA ATZORI, ballerina




















SIMONA ATZORI, ballerina


Video: 17/02/2012, Sanremo 2012 - Simona Atzori e David Garrett




Video: Simona Atzori e Marco Messina - coreografia di Paolo Londi




SIMONA ATZORI, ballerina


INTERVISTA (24 maggio 2012 di Marianna Peluso per il Sole24)
La felicità richiede allenamento, come la danza. Ecco come esercitarsi
Che cosa ti manca per essere felice? È il titolo del libro di Simona Atzori, ballerina, pittrice, scrittrice. Trentasette anni, capelli lunghi ricci, due gambe, zero braccia.
« Avere i capelli lunghi o corti, avere gli occhiali oppure no, avere le braccia o non averle: fin da piccola ho notato che nessuno è uguale a nessun altro. Anzi, l'unica cosa che ci rende uguali è proprio il fatto di essere diversi uno dall'altro». Inizia così l'intervista a Simona, che già dal tono di voce al telefono si capisce chiaramente che sta sorridendo. «Se fossi qui davanti a me, vedresti che non riesco a fare a meno di gesticolare. »
Coi piedi, ovviamente, che sono anche le sue mani. Alla danza classica, con cui ha iniziato, preferisce la danza contemporanea, perché non c'è l'obbligo delle scarpette né dei capelli raccolti, quindi può restare scalza e libera da lacca, forcine e chignon. I ricci ringraziano, volteggiano in aria e si aggiungono alla coreografia. Il risultato è lì da ammirare. Roberto Bolle l'ha voluta al suo fianco al Teatro Greco di Taormina e alla Fenice di Venezia, è stata invitata a danzare in occasione del Giubileo, per l'apertura delle Paralimpiadi invernali di Torino e quest'anno anche a Sanremo.

Cosa si può desiderare di più?
« Hai ragione, sono state situazioni piene e travolgenti in modo diverso. Nel 2000, di fronte a papa Giovanni Paolo II danzavo di gioia, come ringraziamento per aver ricevuto il dono della vita; alle Paralimpiadi del 2006 ho sentito un grande calore da parte del pubblico, avevo quasi la sensazione che tutti i 250mila spettatori presenti allo stadio Olimpico mi abbracciassero (senza considerare la diretta in mondovisione); nel 2009, quando Bolle mi ha invitata tra i "friends", mi sono sentita accolta tra i grandi della danza ed è stata una soddisfazione artistica notevole. »

Senza contare l'Ariston (ospite al Festival di Sanremo 2012).
« Sì, quest'anno c'è stato Sanremo. L'Ariston è un teatro e il teatro è la mia seconda casa, però quando mi capitava di alzare lo sguardo e notare le telecamere, mi tornavano in mente tutte le volte che lo guardavo da piccola e sentivo che le gambe iniziavano tremare. Quante emozioni! »

Pittura o danza? Dalla torre puoi salvare solo un'arte a discapito dell'altra: quale scegli?

«Impossibile sacrificarne una. Anche se, volendo essere oggettivi, una soluzione c'è. Danzare è un'arte corporea, che dipende molto dalla condizione fisica: con gli anni, è fisiologico che il corpo cambi e magari arriverà un giorno in cui non potrò più danzare. Dipingere, invece, potrò farlo sempre. Credo che quando non potrò più danzare, farò in modo d'inserire la danza nei miei quadri. In un modo o nell'altro danza e pittura convivranno sempre. »

Il suo primo libro è stato pubblicato qualche mese fa da Mondadori. Come è nata l'idea?
« Sentivo la necessità di raccontarmi in una nuova forma: scrivere un libro è stata quasi un'esigenza. Le difficoltà, spesso, scoraggiano. Per te sono un trampolino di lancio.
Il titolo è volutamente provocatorio, ma io stessa non so dare una risposta a quella domanda. Cerco semplicemente di raccontare la direzione che ho voluto dare alla mia vita e spero che il mio esempio possa esser d'aiuto ad altre persone. In fondo imparare a essere felici è qualcosa di innato: quando si è piccoli, si è felici con nulla.
E anche quando cresciamo, le cose non dovrebbero cambiare, perché in realtà non servono tante cose per stare bene, soprattutto non tutte quelle materiali di cui crediamo di aver bisogno. »

Esiste un esercizio da fare a casa per allenarsi alla felicità?
« È una questione di prospettiva. Ogni giorno bisogna sempre cercare un frammento di felicità, coglierlo da qualche parte. Certo, la predisposizione d'animo in questo caso fa tanto. Ti faccio un esempio: prova a svegliarti imbronciata una mattina e a mantenere l'umore nero per tutto il giorno, esci di casa, entra nei negozi, parla con le persone sempre in questo modo: ne otterrai dei risultati. Il giorno dopo, al contrario, prova a svegliarti col sorriso sulle labbra e ad affrontare le stesse cose in maniera positiva: vedrai subito la differenza. Se sorridi, attirerai positività. »



Video: Promo dello Spettacolo ME di Simona Atzori
in collaborazione con ballerini della Simonarte Dance Company e del Teatro della Scala di Milano





Video: Simona Atzori e Silvio Oddi - Coreografia di Paolo Londi




SIMONA ATZORI, ballerina