SISTER ACT il musical

SISTER ACT spettacolo musical


Tour 2016/17
dal 17 al 27 novembre Milano, Teatro degli Arcimboldi
30 novembre e 1 dicembre Parma, Teatro Regio
3 e 4 dicembre Bergamo, Creberg Teatro
dal 15 al 18 dicembre Genova, Politeama Genovese
dal 6 all'8 gennaio Bologna, Teatro Europauditorium
dal 12 al 15 gennaio Torino, Teatro Alfieri
31 gennaio Roma, Teatro Brancaccio
Dal 15 al 26 marzo Roma, Teatro Brancaccio - Anticipate dall'1 al 12 febbraio

SISTER ACT spettacolo musical


SISTER ACT spettacolo musical







Musiche ALAN MENKEN
liriche GLENN SLATER
testo CHERI STEINKELLNER e BILL STEINKELLNER
dialoghi aggiunti DOUGLAS CARTER BEANE
traduzione e liriche italiane FRANCO TRAVAGLIO
scene GABRIELE MORESCHI
costumi CARLA ACCORAMBONI
direzione musicale STEFANO BRONDI
coreografie RITA PIVANO
regia SAVERIO MARCONI


SISTER ACT spettacolo musical
SISTER ACT spettacolo musical


CAST 2016:
BELIA MARTIN è Deloris Van Cartier
PINO STRABIOLI è Monsignor O’Hara
SUOR CRISTINA è Suor Maria Roberta
FRANCESCA TAVERNI è Madre Superiora
Felice Casciano è Curtis
Marco Trespioli è Eddie
Claudia Campolongo è Suor Maria Lazzara
Manuela Tasciotti è Suor Maria Patrizia
Silvano Torrieri è Joey
Vincenzo Leone è De Niro
Renato Crudo è TJ
Inoltre
Brian Boccuni - Giancarlo Capito - Giulia Dascoli - Jessica Francesca Lorusso - David Marzi
Marzia Molinelli - Valentina Naselli - Elena Nieri - Rosa Odierna - Marco Pasquini - Helen Tesfazghi






Spettacolo teatrale tratto dall’omonimo film del 1992 che consacrò Whoopi Goldberg nell’indimenticabile ruolo di Deloris.
Alessandro Longobardi (direttore artistico del Teatro Brancaccio) ha dato vita al progetto firmato Viola Produzioni in collaborazione con la Compagnia della Rancia, ad uno degli spettacoli più attesi della stagione SISTER ACT.
Lo spettacolo è un concentrato di allegria e divertimento. Una storia dinamica, piena di ritmo tra gangster e novizie, inseguimenti, colpi di scena, rosari, paillettes e con un finale davvero elettrizzante.
Venticinque splendidi brani musicali scritti dal premio Oscar Alan Menken (autore di grandi colonne sonore Disney tra cui “La Bella e la Bestia” e “La Sirenetta”) che spaziano dal soul al funky, alla disco anni ’70.

Tantissima musica con voci straordinarie e coreografie originali con ben 24 cambi scena.
Centinaia di costumi per i 22 artisti in palcoscenico, con gli abiti delle suore che si accendono piano piano di luci e di colori, fino allo sfavillio finale, quasi accecante grazie all’utilizzo di migliaia di paillettes.


SISTER ACT - LA PROTAGONISTA

Il ruolo di Deloris (ovvero "Suor Maria Claretta") è affidato alla spagnola Belìa Martin, già applauditissima protagonista dell’edizione spagnola del musical.
“ L'ho vista in scena a Barcellona – dice Alessandro Longobardi – mi ha stregato con la sua interpretazione e la sua voce nera, calda, in stile gospel. Ha una grande energia, è una ragazza semplice ma di enorme talento; l’ho incontrata fuori dai camerini e invitata a partecipare alle audizioni a Roma ”.

BELIA MARTIN
Nata a Madrid da madre cubana, è stata protagonista della versione spagnola del musical Sister Act.
La sua formazione musicale è ricca e varia. Comincia infatti studiando canto al Conservatorio. Prosegue studiando tecnica vocale e interpretazione. Parallelamente, studia danza e recitazione.
Fa parte della corale polifonica della Paz e collabora con cori gospel e gruppi musicali. Tra le altre esperienze internazionali, l’Afrodisian Orchestra, con il compositore e direttore Miguel Blanco. È nello spettacolo musicale "Forever king of pop" (omaggio a a Michael Jackson). Partecipa a tour in Francia, Polonia, Repubblica Ceca, Svizzera, Porto Rico e al festival internazionale Starlight Festival nel 2013. È inoltre vocalist del gruppo funky Nazzan grein.
Attualmente è direttore musicale di un nuovo progetto sulla vita di Michael Jackson.
SISTER ACT spettacolo musical

Saverio Marconi:
“ Abbiamo spostato l’ambientazione dagli anni ’80 del film al 1978 con tutta la carica musicale dirompente di quegli anni. Una colonna sonora incredibile, con le suore che ballano moltissimo e si scatenano. Ma soprattutto cantano: le loro voci vi lasceranno senza fiato!
È la musica il collante di questa storia, secondo le prospettive dei vari personaggi: la musica che unisce mondi diversi, la musica che avvicina a Dio, la musica che dà la forza di inseguire un sogno. Proprio come Deloris e Maria Roberta, ognuna alla ricerca della propria identità, due realtà così distanti eppure così legate nell'anima, due cuori che battono all'unisono a tempo di musica. ”


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SUOR CRISTINA è SUOR MARIA ROBERTA

Quando Suor Cristina si presenta per la prima volta all’edizione italiana di The Voice deve spiegare che non si è vestita da carnevale.
“Sono una suora vera” dice ai coach disorientati.
In abito, copricapo e crocefisso appeso al collo, l’occhialuta 25enne siciliana si scatena ballando e cantando il brano R&B in modo trascinante. Il pubblico in studio impazzisce. E anche a casa.
Nel giro di una settimana il filmato della sua interpretazione del brano della Keys si diffonde in maniera esponenziale ...
Cristina ammette che è una storia straordinaria. Ma non è sempre andato tutto liscio. Dice che il bisogno, l’impulso di fare musica, di cantare è da sempre dentro di lei sin da bambina. Ma conciliarlo con la sua vocazione religiosa ha causato momenti di conflitto e crisi che solo recentemente si sono risolti.

“Cantare per me è sinonimo di fede,” dice, seduta nel convento delle suore Orsoline a Milano, dove è novizia e canta nel coro della chiesa. “Ma c’è stato un momento, quando ho iniziato la mia vita religiosa, in cui ho dovuto pensarci seriamente. Ho scelto di unirmi a Dio e mettere da parte la musica. Mi sono dovuta chiedere: possono la musica e la fede convivere? Questa è la domanda cruciale. Non è stato facile. La mia famiglia non aveva quel tipo di apertura. Per loro ero tutto casa e chiesa. Ogni cosa al suo posto. In un certo senso, ho dovuto purificare la parte della mia vita dedicata al canto e unirla alle mie scelte religiose. Ora sento che posso usare la mia voce per esprimere esattamente questo: il mio amore per la vita, il mio messaggio di gioia. Ma è stato un percorso lungo.”

Per Cristina il conflitto ha inizio quando in Sicilia da studentessa prende parte a un musical organizzato per celebrare la vita di Suor Rosa Roccuzzo, fondatrice dell’Ordine delle Orsoline della Sacra Famiglia.
A quel punto, ricorda ridendo “cantavo con una blues band ed ero arrabbiata con tutto e con tutti, con la chiesa e le regole che pensavo mi stesse imponendo. Era la classica ribellione da adolescenti. Mi chiedevo sempre: ‘Perché devo andare in chiesa?’”

La madre di Cristina incontra le suore che stanno organizzando le audizioni per il musical e, al suo ritorno a casa, invita la figlia a parteciparvi. La reazione di Cristina è un secco rifiuto. Ma l’idea dell’invito continua a tormentarla. Alla fine ho avuto la parte senza nemmeno fare l’audizione. Il mio ruolo era la giovane Rosa e mi ha fatto riflettere e pensare: ‘Chi sono io?’ Ero arrabbiata con Dio anche per questo. Ma quella parte e le domande che mi sono posta hanno cambiato la mia vita. E poi, improvvisamente ho pensato: “So cosa vuole Dio da me.”

Cristina entra nel noviziato delle Orsoline e va in Brasile, dove passa due anni a lavorare con i bambini poveri.
“Il Brasile ha fatto scoppiare di nuovo in me la musica,” dice, “Non riuscivo più a trattenerla. Cantavo per la gente del posto e tutt’a un tratto ho capito che musica e fede possono coesistere senza conflitti. In Nord e Sud America, c’è una grande tradizione di band cristiane, e unire musica e fede è una cosa normale. Non è così in Italia. Ed è forse questo il mio ruolo, la mia missione: cambiare le cose. Perché l’arte arricchisce la fede; non le toglie nulla.
Il fatto che la gente potrebbe non comprendere quello che sto facendo, o il fatto che lo sto facendo, ha molto a che fare con il passato. La chiesa ha una struttura molto rigida. Ma il messaggio di The Voice ha girato il mondo e credo che questo sia la prova che la gente ha bisogno di questo tipo di messaggio, che va oltre quelle strutture e quelle barriere. Inoltre, l’attuale Papa vuole che la Chiesa sia un esempio positivo per quanto riguarda i giovani, e trasmetta un buon messaggio perché la vita è piena di cattivi esempi.

Voglio trasmettere un bel messaggio. E’ indubbiamente insolito vedere una suora fare ciò e a volte tutto mi sembra in salita. Si, c’è qualcosa che non va in me se non penso alla musica. Ma è anche una cura. Mi lega a Dio.
La musica mi ha scelta e io ho scelto la musica. Cos’è venuto prima?
E’ come Dio. E’ Lui che sceglie te, o tu Lui? Niente è lasciato al caso. Sono nata con un dono ed è tutto per me. Mi sento di doverlo condividere”.

Dentro di lei coesistono profonda fede e passione per la musica. Il suo album da solista si contraddistingue per il dualismo tra i brani più veloci e quelli con passaggi più calmi e contemplativi.
E propone una versione molto personale di ‘Like A Virgin’ di Madonna. “ Ho scelto brani basati sui testi e il loro significato.
Alcuni mi sembrano molto cristiani, compresa ‘Like A Virgin’, che può sembrare per molti una scelta controversa, ma per me quel brano enfatizza la bellezza della trasformazione della vita. Volevo esprimere l’idea del tocco emozionale di Dio.
Uscendo dal buio della mia crisi, Dio ha toccato la mia anima e mi ha ridato la dignità di essere Sua figlia. ”





Video: SISTER ACT, il musical - CONFERENZA STAMPA 2015 a Roma







La prima edizione in musical fu portata in Italia
dalla multinazionale Stage Entertainment nella stagione 2011/12.


SISTER ACT il musical
Versione italiana in scena a Milano

Cast 2011/12:
Loretta Grace (Deloris) in alternanza Tia Architto
Dora Romano (Madre Superiora)
Timothy Martin (Eddie)
Felice Casciano (Curtis Shank)
Simone Colombari (Monsignor O'Hara)
Laura Galigani (Suor Maria Roberta)
Simonetta Cartia (Suor Maria Lazzara)
Giulia Marangoni (Suor Maria Patrizia)
Massimiliano Pironti (TJ)
Fabrizio Checcacci (Joey)
Giacomo Buccheri (Deniro)
Regia di Carline Brouwer


Milano - 7 novembre 2011
Recensione di Lorenza Delucchi

Sister Act è luccicante. Brillano le tuniche e sfavilla la protagonista Loretta Grace. Le due ore e quaranta di show corrono veloci, mentre il pubblico in sala si spella le mani. Noi andiamo a casa tutto sommato soddisfatti, ma con qualche perplessità.
Ad ospitare il musical, prodotto da Stage Entertainment assieme a Whoopy Goldberg, è il teatro Nazionale.
Sister Act in italiano è firmato da Franco Travaglio - librettista di High School Musical e Cats per la compagnia Della Rancia.
La storia, liberamente ispirata alla commedia del 1992 di Emile Ardolino. Siamo nel pieno degli anni Settanta, Deloris Van Cartier (Loretta Grace) - «come il gioiellificio» - è una cantante da pianobar, nonché l'amante di Curtis, titolare di night club e di un vasto curriculum di ammazzatine, che le promette successo e fama, salvo regalarle la pelliccia color puffo della moglie.
Quando, involontariamente, Deloris assiste ad un omicidio, il suo destino è segnato: deve morire. Per proteggerla, il poliziotto Eddie (Timothy Martin) pensa di nasconderla nel posto più sicuro che esista: un convento.
Qui l'irruenza, fisica e verbale, di Deloris si scontra con la rigidità della Madre Superiora (Dora Romano) pur nulla felice di ospitarla, ma obbligata dalle pressioni di Monsignor O'Hara (Simone Colombari).
Il motore dello show è lo scontro fra la vita molto terrena della ospite e le rinunce che le Sorelle vivono ogni giorno.
Abbandonati top sbriluccicanti, shorts inguinali e cuissards da maliarda, la protagonista indossa veste e velo per diventare Suor Maria Claretta.

È quando Deloris prende le redini del coro che il musical si accosta all'originale filmico, illuminato da una Goldberg in stato di grazia.
Complice una Loretta Grace capace di farsi ammirare senza sforzi, l'ensemble delle Sisters accende la sala, si fa ritmo trascinante e lode alla musica.
Il resto è trama che non vogliamo svelare.

Oltre alla protagonista si fan notare Suor Maria Roberta (Laura Galigani), che presta la voce alla giovane novizia, la cui maturazione va di pari passo con l'estensione vocale, e la Superiora (Dora Romano) che rende con autenticità i soli di cui è protagonista.
Meno felici gli inserti del cattivissimo Curtis (Felice Casciano) e dei suoi sgherri (Massimiliano Pironti, Fabrizio Checcacci e Giacomo Buccheri) che scadono in battute e allusioni talvolta volgari.
Convince solo in parte Eddie, interpretato dallo statunitense Timothy Martin, complice la non totale dimestichezza con la lingua italiana nel parlato, mentre sono credibili e ben interpretati i passaggi cantati.

Di questo Sister Act in salsa italiana piacciono i costumi, sfarzosi ed eccessivi, come si confà ad un show per famiglie e la notevole resa ritmica e scenica del cast nel suo complesso.
Convincono molto meno due aspetti ascrivibili all'adattamento.
Nella messa in scena italiana tornano riferimenti sessuali che nella versione filmica era quasi inesistenti. Lo stesso può dirsi per la sottotrama rosa che vede protagonisti Deloris e Eddie, quasi fosse imprescindibile l'happy ending sentimentale.

Seppure sulla buona strada, il musical italiano paga ancora lo stretto legame con una certa comicità da avanspettacolo, figlia di boutade facili, che campano sullo stereotipo fisico o di genere, come accade nella scena che vede i tre tirapiedi di Curtis favoleggiare, con grevità, sul proprio potere "seduttivo" nei confronti delle religiose.
Un peccato per questo show che, tecnicamente, non avrebbe nulla da invidiare ai blasonati cugini d'Oltreoceano.
SISTER ACT, il musical a teatro



















SISTER ACT, il musical a teatro






SISTER ACT, il musical a teatro



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