Giuseppe Picone - ballerino




BOLERO - Giuseppe Picone
e i Grandi della Danza
all'Arena del Templi a PAESTUM


L'estate 2015 si tinge di stelle della Danza.
Stiamo parlando di Giuseppe Picone, star mondiale italiana doc della danza, che porterà quest'estate, il 29 luglio 2015 per l'esattezza, il suo gran gala "Giuseppe Picone e i Grandi della danza" nella prestigiosissima cornice dell'Arena dei Templi di Paestum, nell'ambito della manifestazione "Maratona d'Estate" diretta da Stefano Forti.

L'idea nasce dall'etoile, in collaborazione con il suo manager Antonio Desiderio ed il Progetto Danza e Professione diretto da Sergio Ariota, il quale ha voluto portare in giro per il mondo stelle della danza con l'obiettivo di stimolare, agevolare, diffondere e sostenere questa antica arte e farla ritornare agli antichi splendori.
Nel programma i grandi classici di repertorio con altrettanti stelle della danza mondiali e un finale attesissimo che Picone riserva solo per il suo gala e che non esegue in nessun altro evento: il Bolero di Ravel, dove sarà interprete e anche coreografo.

Giuseppe Picone ha voluto guardare al futuro, proponendo per la prima volta sulla scena italiana uno spettacolo che, basato sulla solida struttura del balletto tradizionale e di stile, cresce verso una danza più contemporanea esplorando nuovi orizzonti sul panorama della nuova coreografia.

Per info, www.maratonadestate.it
Info prevendite: 347 9486830 - 333 1241129

Giuseppe Picone ballerino danzatore


Giuseppe Picone ballerino danzatore



27 febbraio 2012 - Londra

Intervista a GIUSEPPE PICONE di Antonio Desiderio

In una delle sale prove dell'English National Ballet, incontriamo l'Etoile internazionale Giuseppe Picone, icona della danza invitata a Londra in occasione del Gran Gala di Danza ANNA PAVLOVA che si terrà il prossimo 4 Marzo 2012 al Teatro Coliseum di Londra.
Ci permette un'intervista dopo le prove del suo assolo "Compassione".


Caro Giuseppe, Londra è stata per diverso tempo la città di tanti tuoi successi.
Raccontaci del tuo arrivo a Londra.

" Era il 1993 quando passai dal Ballet National de Nancy al English National Ballet con il ruolo di solista a soli diciassette anni.
Iniziai subito a lavorare con ritmi stressanti: otto settimane in tournee per la Bella Addormentata, cinque settimane per lo Schiaccianoci a Londra e poi il balletto Giselle, tanto repertorio modermo e tanto altro.
Fu un vero tour de force ma ripensandoci oggi è stato importante perchè poi mi ha dato le basi per una solida carriera."

Torni dopo 11 anni in questa città. Che sensazioni hai oggi?
" Si, è vero, torno a ballare in questa splendida città dopo 11 anni ma in realtà sono tornato spesso a visitarla perchè ho una figlioccia di 7anni (figlia di una mia carissima collega).
Ho un meraviglioso ricordo dell'ultimo spettacolo che feci nel 2001 in cui ero ospite del Royal Ballet per il Lago dei Cigni e in quell'occassione ebbi la fortuna di lavorare un mese intero con Sir Antony Dowell.
Subito dopo quello spettacolo mi proposero di entrate a far parte della compagnia ma scelsi di andare da Renato Zanella come Ospite del Balletto dell'Opera di Vienna."

Hai un ricordo speciale legato a quel periodo?
" Si. Ricordo sicuramente bene le magnifiche serate passate con i miei colleghi dopo lo spettacolo!"

So che hai avuto il grande onore di conoscere Lady Diana.
Puoi raccontarci qualcosa di quando l'hai conosciuta?

" Lady D era una donna carismatica. Dopo averla conosciuta in occasione di una cena (ricordo che fui invitato espressamente da lei) ci siamo rivisti in seguito anche in altre occasioni. Lei aveva sempre la sua solita classe e un'innata adorazione per l'arte della danza. Ha sempre fatto tanto per l'immagine della compagnia dell'English National Ballet di cui era Patrona e tutti le eravamo molto riconoscenti."

Sei l'unica Etoile italiana invitata in un panorama di stelle russe.
" Si infatto e devo dire che sono molto felice di rappresentare il mio paese in un appuntamento così prestigioso e di rilievo internazionale."

In cosa ti ammirerà il pubblico londinese?
" Danzerò l'assolo "Compassione" del bravissimo coreografo Michele Merola su musiche di Mozart."

Cos'è per te oggi la Danza?

"L'unico modo per poter esprimere le sensazioni che provo nell'anima."
Giuseppe Picone ballerino danzatore











Intervista del 25 marzo 2010

Appello di Giuseppe Picone ai politici:
“ Aiutate la danza italiana a crescere e venite a vederci danzare. Servono riforme! In italia si parla e si investe molto sul calcio ... e la cultura??? ”


“ La danza in Italia ha bisogno del sostegno dei nostri politici; sono loro che devono aiutare il nostro settore a crescere e, finalmente, a decollare. Servono riforme sulle pensioni e investimenti ”.
E’ l’appello dell'Etoile Giuseppe Picone (solista nelle più importanti compagnie internazionali tra cui l’English National Ballet, l’American Ballet Theatre e il Ballet National) lanciato a tutta la classe politica italiana.

“ Io amo il mio paese e proprio perché lo amo, reputo che debba essere il capofila delle arti; non posso sopportare che qui in Italia per la danza non ci sia lo spazio che merita e che, invece, all’estero ha da anni.
Ho lavorato in tutto il mondo e ho visto le riforme che sono state fatte per la danza e per il teatro ”.

“ La danza è una meravigliosa arte effimera, che richiede gli anni migliori; non è accettabile e non è bello vedere in scena un ballerino a 50 anni. Ci vuole una riforma seria che abbassi l’età pensionabile intorno ai 40-45 anni, che garantisca una pensione minima dignitosa e che abolisca quei contratti indeterminati che rendono i ballerini delle ombre e, spesso, li lasciano da parte, inutilizzati.
Non voglio però essere frainteso; dico anche che non sono accettabili nemmeno quei contratti a tempo determinato che tanta parte hanno avuto nel far chiudere i corpi di ballo dei nostri teatri più importanti come a Trieste, Bologna, Genova e Venezia. Una vergogna.
E’ scandaloso che venga chiuso il corpo di ballo de La Fenice di Venezia (città tra le mete turistiche italiane più importanti). Qualunque turista straniero amante della cultura vorrebbe portare la propria partner a vedere un balletto alla Fenice. Non si possono fare contratti per un ruolo da stabile ad una ballerina a 35 anni, bisogna farli prima ”.

“ All’estero, ai ballerini giovani vengono fatti contratti da stabili o per altri ruoli rinnovabili ogni due o tre anni e nessuno rimane senza lavoro perché, alla scadenza, vengono rinnovati sempre se il ballerino in questione ha fattoo bene il proprio mestiere. Il vantaggio è che ad ogni scadenza il ballerino può decidere se cambiare compagnia oppure no. Una situazione ideale e favorevole per migliorarsi sempre e cercare nuovi stimoli.
Inoltre, in paesi come la Germania, quando un ballerino decide di smettere di danzare perché ha raggiunto l’età giusta, la compagnia di cui fa parte gli permette di scegliere che cosa vuole fare e gli paga i corsi per un nuovo lavoro o continua a dargli una sorta di stipendio per qualche anno ”.

“ Vorrei chiedere ai politici di investire sul teatro, non di tagliare!
Spesso vengono spesi soldi pubblici per progetti che non vengono neanche portati a termine. E allora perché non si può provare a investire sulla cultura? L’opera, la danza, il teatro di prosa sono dei fiori all’occhiello per il nostro paese che deve tornare ad essere la culla della cultura nel mondo.
In Italia ci dovrebbero essere cartelloni pieni di spettacoli di danza, opera e prosa e i politici dovrebbero venire più spesso a teatro. Quando lavoravo a Londra la regina Elisabetta era presente alle prime e, a fine spettacolo, saliva sul palco a conoscere e a complimentarsi con i ballerini, uno a uno; a New York veniva Bill Clinton, all’epoca Presidente.
All’estero tutti, dal Presidente all’assessore, frequentano assiduamente il teatro e ogni sera ci sono spettacoli in cartellone. Tutto ciò, per me, si chiama cultura. E i ballerini queste cose le devono dire e soprattutto dovrebbero far fronte comune ”.

“ In Italia si parla sempre e quasi solo di calcio. E questo sport fa girare e investire molti soldi e si spendono cifre altissime per gli impianti e la sicurezza. Un calciatore in Italia guadagna moltissimo e spesso diventa un personaggio famoso e riempie le tv.
Perché un ballerino (che giovanissimo lascia la famiglia per studiare in altre città, rinunciando allo svago dei suoi coetanei per allenarsi duramente seguendo con rigore abitudini alimentari) deve essere considerato e pagato meno di un calciatore? Cos’ha il calcio più della danza??? ”.

“ La danza ora ha davvero bisogno di grossi investimenti pubblici e privati.
La danza è cultura e io credo che gli italiani, il pubblico che ci segue con passione e amore, abbia diritto alla propria cultura ”.


Giuseppe Picone ballerino danzatore
Giuseppe Picone ballerino danzatore










BREVE BIOGRAFIA:

Star italiana nel mondo. I ballettomani italiani e non solo lo adorano.
Fisico statuario, splendido, eleganza innata e intensità interpretativa lo fanno annoverare tra quei danzatori italiani doc come pochi ce ne sono, un “fiore all’occhiello della danza italiana nel mondo”.


Sguardo seducente e sorriso aperto, affabile e gentile, Giuseppe Picone sfoggia tecnica limpida e strepitosa e passa da ruoli drammatici ad altri più delicati con estrema versatilità. Ovunque è accolto con caldo entusiasmo e i suo fan seguono con interesse la sua carriera, sempre in ascesa da quando, presso nella Scuola di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli che frequentava, appena dodicenne è scelto personalmente da Carla Fracci per interpretare il ruolo del giovane Nijinsky nell'omonimo balletto di Beppe Menegatti.

Giuseppe Picone ha cominciato a danzare a soli 9 anni entrando a far parte della scuola di ballo del Teatro San Carlo di Napoli. Prosegue gli studi all’Accademia nazionale di danza di Roma vincendo i concorsi di Rieti e Positano. A sedici anni debutta come solista nel ruolo di Petruska al Ballet National de Nancy. Nel 1993 entra a far parte dell’English National Ballet di Londra e nel 1997 nell’American Ballet Theatre di New York.

In questi anni ha interpretato i ruoli principali nei balletti più importanti del repertorio classico: da Giselle al Lago dei Cigni, da Romeo e Giulietta allo Schiaccianoci, da Don Chisciotte a le Silfidi. Ospite di numerose compagnie internazionali tra cui il Royal Ballet di Londra, il Boston Ballet e il Staatsoper di Vienna, solo per citarne alcuni, nel 2005 Picone è stato il primo ballerino italiano ad essere ospite al concerto di Capodanno dell’Opera di Vienna, in diretta in mondovisione e con le coreografie di Renato Zanella. Nel 2002 ha danzato per la Festa della Repubblica, in onda su Raiuno, è stato ospite della serata finale del festival di Sanremo nel 2009 e quest’anno è stato il protagonista del concerto di capodanno del Teatro la Fenice di Venezia. Numerosi i premi vinti: dal Premio Positano nel 1997 e nel 2002 al Premio Danza e Danza come miglior ballerino italiano sui palcoscenici del mondo, dal Premio Anita Bucchi come miglior interprete maschile 2005/2006 al Premio internazionale Apulia Arte 2008 fino al più recente Premio Mozart box 2008.

Prosegue gli studi presso l'Accademia Nazionale di Roma, vincendo i Concorsi di Rieti e Positano, e non ha che sedici anni quando Pierre Lacotte lo invita in qualità di solista al Ballet National de Nancy dove debutta in Petruska, cui seguono La Sonnambula di Balanchine, Paquita di Petipa e L' Ombre dello stesso Lacotte: per la “giovane promessa” è il via della brillante carriera che nel giro di pochissimi anni ne decreterà lo status di star internazionale.
Infatti l’anno successivo è all’English National Ballet e nel 1977, a soli ventun’anni, è all’American Ballet Theatre dove è anche protagonista, con entusiastici consensi di pubblico e critica, di Cenerentola.

Presso l’ABT e nel mondo - ospite di prestigiosissime compagnie, dal Royal Ballet alla Staatsoper di Vienna, dal Boston Ballet alla Bucarest Ballet Opera, al Balletto Nazionale di Cuba e tanti altri - interpreta sia i principali ruoli di gran parte del repertorio classico, neoclassico e moderno, che ruoli creati appositamente per lui come il geniale Bolero di Mattini, l’assolo su musica di Ennio Morricone in diretta televisiva alla Festa della Repubblica, fino al ruolo di Humphrey Bogart nel Dance Musical Casablanca a firma di John Clifford, Direttore del Los Angeles Dance Theatre.

Tra le interpretazioni più significative Le Corsaire di Holmes al Metropolitan di New York nel 1999, insieme a Nina Ananiashvili, che gli è valsa la nomination al Premio Internazionale "Benois pour la Dance".

Accanto alla celebre stella russa ha partecipato in Giappone al tour Nina and Friends, ed al Teatro Bolshoi al Gala` Ananiashvili Annyversary; è stato invitato al Galà Stars of Ballet 2006 in Giappone ed è stato il primo italiano a partecipare al concerto di Capodanno dell'Opera di Vienna, in diretta televisiva mondiale, danzando sulle musiche del Danubio Blu, creato da Renato Zanella.

Pluripremiato - Premio Positano nel 1997 al merito e nel 2002 al valore, Premio Caserta 1999, Premio Gino Tani 2001, il Premio DANZA e DANZA 2002 come Miglior Ballerino Italiano sui palcoscenici del mondo ed ha partecipato al Galà di Danza al Festival di Cannes, con l’Etoiles del Ballet 2000, premiato come uno dei migliori interpreti del 2004, Premio Anita Bucchi come Miglior Interprete Maschile 2005/2006 e il recentissimo “Premio Asti Danza 2007”, attribuito precedentemente a Carla Fracci e Vladimir Vassiliev (Teatro Alfieri marzo) - Giuseppe Picone è ora impegnato anche in una serie di Galà, Giuseppe Picone & i Grandi della Danza, che lo vedono protagonista accanto a nomi internazionali tra i quali anche Alen Bottaini, da anni stella al Bayerishes Staatsballett.
Al contempo esprime il desiderio di poter sempre più spesso danzare a casa “sua”, nel teatro per il quale nutre un affetto speciale, il San Carlo, e non solo. Perché il calore e l’affetto con il quale è accolto è speciale, è un calore mediterraneo… tutto italiano.

Giuseppe Picone ballerino danzatore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Giuseppe Picone - Onegin



Giuseppe Picone - Allez Walzer




Intervista di Elisabetta Testa
per la rivista Tutto Danza


Giuseppe Picone ha incantato il pubblico del Teatro San Carlo nel ruolo di Onegin, un personaggio che sembra stato creato proprio per lui, così simile alla sua irruenza d’animo che poi, al momento giusto, sa trasformarsi in profonda sensibilità. “Altruista, passionale e generoso”, come ama definirsi, ogni volta che Giuseppe Picone torna a ballare a Napoli, fa vivere grandi emozioni. Dopo due anni di assenza, ritorna al Teatro San Carlo, da dove è iniziata la sua carriera luminosa.

" È stata un’emozione fortissima. Ritornare a danzare nel ruolo di “Onegin”, un’emozione in più! È un balletto che sta segnando la mia carriera, l’ho già danzato a New York quando avevo 25 anni con Alessandra Ferri e a Vienna.
Quello di Onegin è un ruolo di grande maturità tecnica ed artistica, e non riuscivo a capire perché avessero scelto proprio me ma poi, sia al Metropolitan di New York che a Vienna, è stato un trionfo. È un balletto difficile che richiede una giusta proporzione nella coppia, ha delle prese molto complicate, e a livello interpretativo basta poco per essere fuori ruolo. Onegin è un aristocratico russo pieno di sé, viziato e un po’ arrogante, che non riesce ad intuire la grandezza di Tatiana, la sua dignità fino alla fine, ma è un personaggio umano, nonostante tutto ha dei valori in cui crede e il rimorso per aver ucciso Lenski, il suo migliore amico, lo perseguita.
È un balletto pieno di passione, il passo a due del terzo atto è un capolavoro assolutamente geniale. Onegin e Tatiana si amano ma il loro amore è fatale, non si incontreranno mai.

> I ballerini hanno sempre un contatto molto forte col proprio corpo, come vive i sentimenti?
Ciò che si sente dentro diventa danza e solo così si riesce a trasmettere al pubblico un’emozione. La danza non parla, comunica attraverso il gesto.

> Ha mai avuto paura, nella sua carriera?
Si, sempre. Ho paura continuamente di non essere all’altezza delle mie aspettative. Sono molto esigente con me stesso perché so di avere le possibilità per dare il meglio, me l’hanno detto in molti da Carla Fracci a Vladimir Vassiliev a Pierre Lacotte che, quando avevo sedici anni mi invitò come solista. Ho avuto grandi riscontri in tutta la mia carriera, tutto ciò che in sala a volte mi lasciava perplesso, di fronte al pubblico, come per magia, si trasformava in un consenso.

È la forza del palcoscenico che riesce a far vivere l’artista.
> In questo momento lei è all’apice della sua carriera, guardando indietro c’è qualcosa di positivo e di negativo che ricorda in particolare?
La scuola, come momento di formazione resta sempre un ricordo bellissimo, mi viene in mente il periodo passato a Nancy e poi a Londra, ho lavorato tantissimo e con grande soddisfazione. Il momento buio è stato a New York, dove mi sono trovato spiazzato: all’American Ballet Theatre negavano l’evidenza ed è stato difficile accettarlo. Non potevo esprimere un giudizio positivo su qualcuno che subito pensavano che io mirassi ad avere qualcosa, c’è molta freddezza. Una mentalità lontana dal mio modo di vivere…
Ho lasciato l’ABT anche perché mi sono accorto che la danza classica vivrà sempre di più in Europa, dove è nata.
E poi ho sofferto moltissimo per la lontananza dalla mia famiglia.

> Che cosa le fa venire in mente la parola “rigore”?
La danza! E poi mia madre, una donna estremamente rigorosa, con me forse lo è stata un po’ meno, perché sono andato via di casa molto presto. I miei genitori non hanno mai amato la danza ma vedendo i miei successi, fin da piccolo, mi hanno sempre insegnato a rimanere con i piedi per terra. A dodici anni fui scelto per “Nijinski”, al fianco di Carla Fracci, Vladimir Vassiliev, Ekaterina Maximova, Eric vu An. Non è poco… e non è stato semplice visto che ero molto giovane.

> C’è qualcuno che ha segnato il suo percorso artistico?
Woiteck Lowsky, uno dei migliori ballerini degli anni settanta, prediletto da Béjart e maestro di ballo all’English National Ballet e dell’American Ballet Theatre. Mi ha formato in senso artistico e gli devo proprio tanto, i suoi insegnamenti fanno ancora parte di me.
Poi David Wall, anche lui maestro dell’English National Ballet, se Woiteck mi ha tirato fuori l’anima, David mi ha curato il corpo.
La terza persona che mi ha aiutato è Renato Zanella, dopo il periodo passato all’American Ballet Theatre ho avuto un momento di crisi e lui mi ha spinto a ricominciare a ballare, invitandomi a Vienna, dove lui era direttore.


> Che cosa vorrebbe fare per aiutare la Danza in Italia?
Sono stato molto onorato di essere stato invitato alla Camera dei Deputati, dove sono intervenuti Carla Fracci, Beppe Menegatti e il Sovrintendente del Teatro dell’Opera Francesco Ernani.
Mi hanno chiamato per avere una testimonianza su come funzionano le cose all’estero. Il problema non riguarda solo l’Italia, all’ABT sono stato fermo per ben quindici settimane e, fortunatamente sono stato invitato a molti gala, ma per tanti miei amici, meno conosciuti, non è stato così.
È inquietante pensare che da un momento all’altro può non esserci più lavoro. Quello che ho detto alla conferenza con i politici è che a nessuno mai è venuto in mente di chiudere l’ABT, con tutta la storia che ha alle spalle. In Italia non si sarebbe mai dovuti arrivare a chiudere i teatri magnifici di Venezia, Genova, Torino, Bologna. Se non vogliono riaprire quei teatri per lo meno non chiudano quelli che sono in attivo. E so benissimo che al momento le due compagnie che producono di più sono la Scala e il Teatro dell’Opera.
Ma nessuno si deve permettere di toccare l’Arena di Verona, il Comunale di Firenze, il Massimo di Palermo e il Teatro San Carlo di Napoli. L’esperienza di studiare all’estero va benissimo, è formativa, però poi bisogna poter tornare a casa! E da noi, in Italia non c’è lavoro.

> Che cos’è la danza per lei?
Una cosa che non mi ha mai tradito. È passione, amore, disciplina e sacrificio. "
Giuseppe Picone ballerino danzatore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuseppe Picone ballerino danzatore