Marco Batti, insegnante danza
Marco Batti è Ballerino Professionista e maestro di danza
divulgatore del  Metodo Vaganova. E' autore della metodologia di danza contemporanea C.J.M.B., Tecnico Federale F.I.D.S. e istruttore autorizzato GYROTONIC® e GYROKINESIS®.
Marco è Membro del Consiglio Internazionale della Danza UNESCO.

Marco Batti è certificato American Ballet Theatre National Training Curriculum®. E' un insegnante affiliato ABT che ha completato con successo l’ABT Teacher Training Intensive ed ora prepara gli allievi italiani dal Primary fino a Level 7 e Partnering.



Marco Batti è il Direttore Artistico dell’A.S.D. Ateneo della Danza e della compagnia professionale Balletto di Siena.
L'Ateneo della danza rappresenta oggi uno dei centri professionali più qualificanti per la formazione nelle arti coreutiche.

Un insegnante è colui che accompagna la crescita professionale e artistica di un allievo divenendo una vera e propria guida”.
E' con queste parole che Marco Batti pensa al suo modo di vedere la formazione artistica di ciascuno dei suoi allievi.
“Per questo l’obiettivo primario di un docente è quello di offrire agli studenti l’opportunità di un accrescimento tecnico completo e di ampio respiro, attraverso stages, scambi culturali, vacanze studio all’estero; un modo per aprire la mente ed affacciarsi su realtà artistiche a volte molto lontane da noi ma che possono sempre arricchirci”.
Su questa linea di pensiero, il percorso da insegnante di Marco ha visto mete come New York, Bruxelles, San Pietroburgo, ma anche l'Italia in cui continua a svolgere brillantemente le sue attività principali.

Una personalità attiva a trecentosessanta gradi che non teme il confronto con il rigore e la disciplina russa o la creatività e la professionalità di oltre oceano, ma assorbe da essi nuove competenze specifiche per inquadrare il proprio modo di insegnare in un contesto di rinnovato stimolo.
Non a caso, già in qualità di ballerino “emigra” nella Grande Mela per esibirsi in compagnie come l'Eglevsky Ballet con sede a New York. Questa opportunità lo porta a conoscere ancora di più il mondo della danza americano ed a ricercare centri in cui l'insegnamento, suo obiettivo primario, sia strumento per una crescita trasmissibile ai suoi allievi.

“Le accademie statunitensi, come la Jacquline Kennedy Onassis School presso l'American Ballet Theatre, in cui ho conseguito il certificato di insegnamento ABT® National training curriculum, ha segnato un momento di crescita professionale e personale. Mi sono sentito arricchito da questa esperienza, che mi ha permesso di avvicinarmi ad una cultura molto diversa dalla nostra.”

Il Certificato ABT® (nel 2009 solo tre ballerini italiani sono riusciti a conseguirlo) non è l’unico obiettivo raggiunto. Già in anni precedenti l'esperienza nell'accademia Vaganova a S.Pietroburgo aveva fatto di Marco un personalità competente e completa.
“Il programma, che non prevede soltanto la didattica dell'apprendimento ma anche nozioni fondamentali di anatomia, traumatologia, pedagogia e psicologia, impartisce delle linee guida generali a cui l'insegnante deve attenersi e non un sillabus rigido da imporre agli allievi. In questo modo si pone l'accento sull'obiettivo finale da raggiungere: la pulizia e il corretto sviluppo del movimento e del corpo”.
Ma la scelta di approfondire il metodo ABT non si limita soltanto a questo. Il diploma American Ballet è un diploma “attivo”, come lo definisce Marco: “Ogni anno gli insegnanti sono chiamati a presentare i propri allievi agli esami del metodo. Questo, oltre ad essere stimolante per gli studenti, è anche un feedbeck importante per gli insegnanti che, una volta ottenuto il titolo non potranno “dormire sugli allori”: il lavoro dell'insegnante è sempre posto sotto giudizio, tramite i propri allievi, e la qualifica revocabile in ogni momento!”

Tanti traguardi e tante soddisfazioni, quindi, coronatesi con il Corso di Formazione Professionale attivo a Siena, la sua città che come un figliol prodigo lo accoglie sempre a ritorno dai suoi viaggi formativi. Già da due anni, infatti, è attivo questo percorso per giovani aspiranti ballerini, che lentamente si sta facendo strada nel mondo della danza italiana, e attraverso il quale realizza a pieno la sua filosofia di insegnamento.

“Grazie al contatto con i miei ragazzi ho uno stimolo costante nell'insegnamento. La mia soddisfazione più grande, è quella di trovarmi di fronte ad una classe di giovani danzatori, pronti ad apprendere e desiderosi di scoprire l’affascinante mondo di quest’arte, bella e complicata… e forse proprio per questo così affascinante”.
“Ciascuno di questi giovani danzatori è un piccolo gioiello da custodire, tutelare e curare; nel mio impegno sta il loro futuro”.
Il suo modo di vedere l'insegnamento quindi va oltre la sola trasmissione di competenza e tecnica.
“Ricoprire il ruolo di insegnante è simile a quello di un genitore. E' implicita una grande responsabilità. Ciò che spero di trasmettere è l’amore e la dedizione verso questa disciplina. Una disciplina che richiede coraggio e umiltà, anche quando si crede di essere arrivati, e che porta ogni artista ad emozionarsi, ogni volta come se fosse la prima, quando sale sul palco”.
Marco Batti






















Marco Batti



Usare le punte da Danza



Nel novembre 2009 la FIDS ha nominato Marco nuovo Direttore delle Danze Accademico-Coreutiche.
Sarà Marco Batti, già direttore artistico dell'Ateneo della Danza di Siena e ballerino professionista per l'Eglevsky Ballet di New York e Motus Danza, a guidare la sezione Danze Accademico‐coreutiche di recente introduzione nell'AIDAS (Accademia Italiana Danza Sportiva), facente parte del nuovo progetto FIDS (Federazione Italiana Danza Sportiva). La federazione, riconosce nella figura di Marco Batti, un'importante personalità artistica del panorama italiano.
Grazie alla sua esperienza ad ampio raggio (ospite in centri coreutici internazionali tra i quali Peridance Ensamble, Ballet Arts New York, Studio Dance Passion - Francia, Jacquline Kennedy Onassis School, School of American Ballet) Marco vede nell’AIDAS un ottimo mezzo di divulgazione e approfondimento delle danze artistiche.
Nel suo operato particolare attenzione sarà rivolta alla danza classica. All'interno del progetto Marco decide di approfondire anche lo studio anatomico funzionale del ballerino, individuando in questo un punto fondamentale per ottimizzare le prestazioni e la tutela del corpo. Integrando, infatti, il suo profilo di danzatore e maestro, egli mostra un profondo interesse per le materie legate alle Scienze Motorie, che approfondisce con Studi Universitari presso l'Università di Firenze.
Ai numerosi progetti già avviati, Marco vuole riuscire a dare anche una riconosciuta qualità formativa ai danzatori e agli insegnanti della sezione danze accademiche.




Marco Batti

I N T E R V I S T A

> Quando hai iniziato a ballare?

Ho messo il mio primo piede in una sala di danza all’età di 9 anni avvicinandomi con ammirazione a questo mondo così affascinante grazie a mia zia, Simona Cieri , la mia prima insegnante di danza
Ho iniziato a studiare danza al Piccolo Teatro di Siena con lei e da lì è partito tutto…, ho maturato li la consapevolezza delle mie scelte ed è così che, all’età di 12 anni, ho fatto la prima comparsa in una vera compagnia, ovviamente con piccole apparizioni. Il mio ingresso in questo mondo non è avvenuto, come si potrebbe pensare, dalla porta principale inseguendo il sogno di fare il ballerino; le tappe di studio e di esperienza di palcoscenico le ho sempre vissute come regolare Iter per la mia realizzazione finale, l’insegnamento. Già dai primi anni nasceva in me la determinazione di formarmi come Maestro, quello era il mio obiettivo, riuscire a dare più che essere.
Credo che un insegnante, per ritenersi tale, debba avere nel proprio bagaglio culturale una formazione completa, teorica, pratica e di palcoscenico ed è per questo motivo che, nel mio percorso, ho sentito il bisogno di studiare anche all’estero e fondamentale è stato il periodo trascorso a S. Pietroburgo durante il quale ho studiato presso la prestigiosa Accademia Vaganova e dove ho fatto un percorso che ha cambiato nettamente il mio modo di insegnare.

> Oltre che in Italia, hai lavorato all'estero con importanti compagnie.
Quali sono state le tappe principali della tua carriera?

Si, all’età di 18 anni ho deciso di vedere cosa c’era al di fuori del nostro Paese. In Italia avevo conosciuto un’insegnante del Metropolitan Opera di New York, la sig.ra Suzana Marek che ha creduto subito in me e mi è stata vicina, è lei che mi ha spronato a volare verso la Granda Mela. Una volta Negli USA, sono stato travolto da mille novità e possibilità di lavoro.
Ricordo molto bene il mio primo incontro con il Coreografo Ali Pourfarrokh Direttore Artistico dell’ Eglevsky Ballet di New York, al quale devo molto.
Quando sono arrivato a New York, non parlavo molto bene l’inglese ed una mattina andando a prendere lezione presso la sede della compagnia mi sento chiamare dalla segretaria e con parole per me poco chiare e troppo veloci, capisco che non dovevo più frequentare quella scuola.
Non capivo e quindi rammaricato e a testa bassa chiesi scusa e tornai indietro, sui miei passi. Mentre stavo per uscire, la voce del Direttore mi chiamò e con un inglese francesizzato, per aiutarmi nella comprensione, mi spiegò sorridendo che non mi voleva più vedere nella scuola perché mi avrebbe voluto inserire nella sua compagnia. Naturalmente ancora incredulo tornai l’indomani con tanto di vocabolario alla mano e la conferma di aver capito correttamente il suo invito mi lasciò di stucco, mi sembrava di vivere in un sogno e nella produzione estiva mi sono trovato a far parte della Compagnia.


> Qual è lo spettacolo a cui hai partecipato e che oggi definisci per te il più importante e riuscito?
A livello professionale sono state molte le produzioni che mi hanno dato soddisfazione, ma la vera emozione penso di averla provata quando, con la Compagnia MOTUS portavamo in scena “Il dono del tempo”, spettacolo di teatro e danza contemporanea.
Lo spettacolo trattava il tema della condizione degli anziani e le limitazioni della vecchiaia. Eravamo arrivati all’ultima replica ma, a differenza di altri spettacoli, a mio avviso, quello doveva ancora dire qualcosa. A fine spettacolo, per i saluti finali quando si accesero le luci di sala, di fronte ai nostri occhi comparve una platea gremita di anziani. Non me lo potrò dimenticare, teste bianche, molte carrozzine e plead sulle ginocchia che battevano le mani commossi, finalmente felici di essere compresi e considerati.
Non posso spiegarvi a parole quello che ho provato, un’emozione grandissima e dentro di me la conferma alle mie certezze. Ballando eravamo riusciti ad entrare nel loro mondo ed a fonderci con loro facendogli provare e provando le stesse emozioni dei disagi.
Ecco cosa intendo io per “Danza”, non solo espressione del corpo ma mezzo e strumento per comunicare i sentimenti facendo si che si fondano l’uno nell’altro in un connubio di completezza.

> Qual è il fatto o il momento che ricordi con più emozione?
Il mio primo anno di danza.
Non è stato facile inizialmente far accettare la mia carriera ai miei genitori e soprattutto in una città come Siena.
Ricordo con affetto i sacrifici di mia nonna che quotidianamente mi accompagnava alla scuola di danza nascondendo ai miei genitori tutte le ore che passavo la dentro e tutti i panini che le ho fatto mangiare saltando quotidianamente il pranzo per recuperare tempo e permettermi di fare i compiti alla sera. E tutto questo ha avuto l’apice il primo anno in cui ho iniziato ad insegnare quando una mia allieva di otto anni mi ha detto “Grazie Maestro, questo è tutto merito tuo!”
Sono rimasto sconvolto dalla sincerità di quelle parole e dagli occhi umidi con i quali mi guardava dal basso all’alto, ma quel grazie doveva andare a mia nonna alla quale non ho potuto mai far vedere cosa ero riuscito a fare e a cosa erano serviti tutti i suoi sacrifici.

> Se potessi liberamente scegliere, con quale artista vorresti poter lavorare?
A livello personale sono molti gli artisti con i quali mi piacerebbe lavorare, sicuramente dentro di me c’è e rimarrà viva la voglia di esprimere veramente l’interiorità e credo che una delle mie più grandi aspirazioni sia quella di lavorare con Pina Bouche , ma la poliedricità del mio background mi fa aspirare anche a nomi come David Parsons, Jiri Kylian, ad altri artisti che adesso non stò ad elencare, chissà che un giorno possa riuscire a realizzare i miei sogni.
Qualsiasi percorso mi aspetterà in futuro non mi farà comunque perdere di vista l’obiettivo che mi sono prefisso e la voglia di poter lavorare in modo professionale nel campo della didattica e della formazione con le principali strutture liriche e Accademie sia in Italia che all’estero.

> Attualmente sei direttore artistico ed insegnante presso l'Ateneo della Danza di Siena. Il tuo metodo di insegnamento è molto particolare (addirittura registrato in SIAE). Potresti spiegarci di cosa si tratta?
Come dicevo la mia massima aspirazione era quella di fare il maestro ed ho dedicato tutta la mia carriera a capire come riuscire a trasmettere qualcosa composto di corporeità e di anima già da piccoli.
Ho iniziato ad elaborare il Metodo all’età di 16 anni, e l’ho presentato in pubblico dopo 4 anni di duro lavoro non solo mio ma di medici, pedagoghi, fisioterapisti, colleghi e soprattutto delle mie assistenti, che armate di santa pazienza raccoglievano ed ordinavano il mio materiale con video, foto prese qua è la durante le mie lezioni che oggi oserei dire “sperimentali”e sbobinando ore ed ore di nastri audio dove io vagavo da un punto all’altro con estrema volubilità.
E’ stato veramente un duro lavoro ma siamo arrivati a costituire un vero e proprio Sillabus dettagliato con foto, passi, correzioni e come secondo me doveva essere impostato un determinato movimento e quale era la sua propedeuticità.
Parallelamente e non a caso, ho iniziato a scrivere e a mettere in pratica una disciplina che io definisco con orgoglio “mia figlia” La Biomeccanica della Danza in Acqua. Mi sono trovato a contatto con questo elemento estraneo ai danzatori per puro caso. Avevo subito un trauma alla colonna vertebrale con la fuoriuscita di un ernia del disco che mi impediva e limitava in numerosi movimenti ma ho dimostrato, prima a me che agli altri, che “volere è potere” ed ho vinto. Dopo alcuni mesi di fisioterapia e ginnastica posturale finalizzata quasi esclusivamente a lenire il dolore, decisi di “curarmi “ da solo e di mettere in pratica su di me le mie conoscenze fisiche e mediche.
Trascorsi molto tempo in acqua muovendomi liberamente, anche se non sono molto attratto dal nuoto come disciplina. Ma questo mi permetteva di percepire a livello corporeo, aiutato dalla assenza parziale di peso, movimenti ed estensioni tendineo muscolari, che mi aiutassero a raggiungere i traguardi fisici che mi ero prefisso. L’obiettivo divenne sempre più grande facendo passare in secondo piano la “mia riabilitazione”, infatti ciò che è uscito fuori non vuole essere un sistema di Riabilitazione post-traumatica, ma bensì di Rieducazione e miglioramento Motorio specifico per i danzatori andando a lavorare tutto ciò che in sala per chi non è nato per la danza è difficile trovare.
Presentai i miei lavori pubblicamente e con enorme successo sia in Italia che all’estero, iniziai una fruttuosa collaborazione con un centro di Performing Arts a New York, Boces.
Da li la mia decisione di depositare ambedue i metodi e farli riconoscere costituendo dei corsi specifici suddivisi in livelli per danzatori e per insegnanti.

> Per poter frequentare l'Ateneo della Danza, bisogna superare un'audizione di ammissione.
Quali sono le caratteristiche che deve avere un ballerino promettente?

Si, L’Ateneo della Danza è un centro di formazione professionale delle arti coreutiche pertanto prevede una selezione per accedere a tali corsi. Parallelamente all’interno della scuola ci sono anche altri corsi, divisi per discipline e livelli, che io chiamo “Amatoriali” aperti a tutti. Questo perché deve essere ben chiara la divisione di chi può avere una carriera da danzatore e chi può colmarsi l’animo con l’arte della danza ma ha altri obiettivi nella vita. Per quanto riguarda i corsi professionali, la scuola è suddivisa in 9 livelli, i primi 4 che noi chiamiamo di Avviamento riguardano le fasce di età dai 10 ai 14 anni, i successivi 4 livelli cioè dai 14 ai 18 fanno parte del corso di Formazione Professionale, l’ultimo anno invece è il corso di Perfezionamento, nella fascia di età dai 18 anni in su, e comprende tutti coloro che non sono riusciti, durante gli otto anni di formazione, a trovare una collocazione nel mondo del lavoro e quindi vengono preparati per concorsi ed audizioni specifiche.
Quale caratteristica deve avere un futuro ballerino?? È una bella domanda… oltre alle doti fisiche necessarie, quello che ricerco nei ragazzi che chiedono di studiare con me sono “ la testa” ed “un bel carattere” determinazione e molta tenacia. Ho sempre odiato le scuole che fanno terrorismo psicologico sugli allievi, imponendo regole su regole, spesso se si hanno buoni cervelli e del dialogo i risultati sono migliori e non sforniamo macchinette per l’esecuzione della danza ma persone capaci di emozionarsi e dare emozioni.


> Potresti dare un consiglio a chi oggi decide di intraprendere questa carriera artistica?
Consiglio di avere tanto coraggio, di non demoralizzarsi mai e di essere sempre umili anche quando si crede di essere arrivati.
Imparo quotidianamente qualcosa dai miei allievi ed è un continuo scambio di dare ed avere.
Ma Non c’è cosa peggiore che trovarsi di fronte un allievo presuntuoso, magari con doti fisiche eccelse, ma che non possiede umiltà o per eccesso contrario, inibito ed introverso.
Il consiglio che do ai miei allievi è quello di mettere sul piatto della bilancia la stessa dose di Autostima e di Umiltà, ed ogni giorno che il rito della lezione si ripropone, trovare dentro di se l’emozione del primo giorno. Mai dovranno sentire” il peso della borsa” e mantenere vivo il sogno che da piccoli portavano dentro, senza farlo cadere nella grigia routin della “quotidiana lezione di danza”.



Per ulteriori informazioni: www.marcobatti.it

Marco Batti

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

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