Intervista a
Maria Grazia Garofoli
 

Maria Grazia è l'attuale direttrice del Ballo della rinomata Fondazione Arena di Verona.
Diplomatasi presso l'Accademia Nazionale di Danza, Maria Grazia inizia giovanissima la sua carriera di danzatrice classica.
Come ospite danza in Italia e nei più prestigiosi teatri d'Europa, degli Stati Uniti, del Canada e dell'America Latina con partner di fama internazionale tra cui Rudolf Nureiev. Nel 1978 viene nominata prima ballerina étoile del teatro "La Fenice" di Venezia.
Nel 1982 riceve il premio della stampa "Tersicore d'argento" ed entra a far parte dell'Accademia Medicea di Firenze.
Nel 1999 viene nominata direttore del ballo della Fondazione Arena di Verona, prestigioso ruolo che tutt'ora ricopre.


I N T E R V I S TA

- Lei è la Direttrice del Corpo di Ballo dell’Arena di Verona.
Ci racconti la crescita del suo organico nel tempo.

Un lento e sofferto avvicinamento al grande repertorio che reputo lo stato di salute di una compagnia di un grande Teatro Lirico, come “l’Arena di Verona”

- Quale repertorio ha preferito utilizzare?
Amo in uguale misura sia il repertorio neoclassico, che il repertorio contemporaneo, anche se ritengo che in un teatro lirico sia necessario continuare la grande tradizione classica.

- In queste scelte quindi un organico artistico deve essere sempre presente e preparato, giusto?
Si, certamente. Deve essere sempre in crescita, con occhio attento e con la presenza costante di giovani talenti che rappresenteranno il futuro della Danza.

- La compagnia è quindi molto impegnata tutto l’anno.
So che in inverno siete al Teatro Filarmonico ed in estate nel meraviglioso scenario dell’Arena di Verona. Quali dei tanti lavori ricorda con piacere?
Nel mio cuore ci sono tutti i lavori che ho curato, gli ultimi sono per me i più importanti, perché bisogna vivere sempre intensamente il presente.

- Ed in questo quindi anche la presenza in scena di molti Guest. Quali vuole ricordarci?
E’ difficile ricordarli tutti, ma ci voglio provare e spero di non dimenticare nessuno: Malakhov, Carreño, Bolle, Murru, Yebra, Vogel, Stieffel, Picone, Reilly, Murphy, Pankova, Bussel, Hodgkinson, Pavlenko, Yanowsky, Vallo, Giuliani, Esina, Dronina, Saidakova e tanti altri!

- Lei è da poco reduce del successo del recente gala di danza “Notte di Stelle” con “Don Chisciotte” e con la coreografia da Lei firmata è stato un successo. A chi si è ispirata per questa innovativa versione?
Questo Don Chisciotte, mi è particolarmente caro, ed è nato da un’attenta lettura del testo di Cervantes, che mi ha catturata per la profondità dei sentimenti e la piacevolezza narrativa.
Queste emozioni hanno destato in me il desiderio di coreografare questo grande capolavoro, ispirandomi si, a Petipa, ma attendendomi drammaturgicamente al testo di Cervantes.

- Quali differenza lei porterà nella struttura base della versione di Petipa?
Innanzittutto Basilio non è un barbiere, ma come ci dice Cervantes, è un giovane di un piccolo paese, semplicemente povero, ma profondamente innamorato. Camacho è un giovane della stessa età di Basilio, anche lui forte ed in buona salute, ma ricco. Il personaggio di Don Chisciotte si sdoppia: il Don Chisciotte dell’azione reale e il Don Chisciotte del sogno.
Come spesso accade nei sogni, Don Chisciotte nel secondo atto immagina se stesso, giovane e valoroso cavaliere, ma la profonda diversità con la versione di Petipa, nasce soprattutto dalla mia volontà di seguire il testo senza nessuna divagazione, spaziando fra sogno e realtà che spesso si fondono in un’unica visione onirica.

- Sono previsti anche gli ospiti per questo balletto?
- Olga Esina e Jurgita Dronina nel ruolo di Kitri.
- Jason Reilly nel ruolo di Basilio
- Bojana Nenadovic Otrin nel ruolo di Mercedes
- Ivan Gill Ortega nel ruolo del torero
- Denys Ganio nel ruolo del Don Chisciotte

- Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Si, a maggio, mi cimenterò in uno spettacolo di danza “Nel Cuore del Novecento” su musica di Schoembergh, Hindemitt, Stravinsky.

- Cosa augura per il mondo della danza in Italia?
Spero che venga recepito sempre più il messaggio di bellezza e poesia, che la danza porta in sé. Spero che nascano altri giovani talenti che si avvicinino a questa arte con amore e dedizione. Spero che crescano altri coreografi capaci di tramutare in danza il loro sentimento. Inoltre spero che ci sia un rinnovamento che vivifichi questa arte tanto generosa quanto impegnativa.

Maria Grazia Garofoli

 

 

 

 

Maria Grazia Garofoli

 

 

 

 

Maria Grazia Garofoli