Pompea Santoro
 

POMPEA SANTORO - Stella del CULLBERG BALLET
Articolo di Chiara Castellazzi per la rivista Tutto Danza

rivista Tutto Danza


Attraversa molte latitudini il percorso artistico e di vita di Pompea Santoro, “torinese” nata a San Vito dei Normanni, per venticinque anni stella della danza nel grande nord, nella Stoccolma del Cullberg Ballet.
In lei l’istinto e la comunicativa di una vera meridionale, un approccio rigoroso al lavoro che forse accomuna piemontesi e scandinavi, la forza e al contempo la flessibilità che il suo carattere speciale le ha regalato.

Quando partì, ancora sedicenne, era una giovane sconosciuta di talento, da qualche anno è tornata come una delle più note ballerine contemporanee.
In Svezia è stata perfino raffigurata in un francobollo che celebra la compagnia della Cullberg: splendida e aerea, la danzatrice torinese sta sospesa in un salto mentre balla la Giselle di Mats Ek.

>>> Intervista:
Pompea, qual è la più grande soddisfazione dei suoi anni svedesi nel Cullberg?
È l’opportunità che ho avuto di crescere con un coreografo di grande talento, Mats Ek, che quando sono arrivata nel Cullberg, nel ’78, era ancora un semplice ballerino nella compagnia della madre. Lì ha iniziato a coreografare. Nel 1981 è diventato direttore. Poi la sua fama si è affermata nel mondo, ma lui anche in compagnia, è rimasto aperto alle esperienze con altri coreografi come Kylián e Duato.

E lei è rimasta fedele alla compagnia e non si è lasciata sedurre da altre prestigiose formazioni, come il Nederlands Dans Theater che l’avevano cercata…
È vero e sono contenta di questa continuità a cui attribuisco valore.

Ci parli delle qualità di Mats Ek
Le sue coreografie non sono solo passi sulla musica e costruzioni nello spazio. Quando Mats crea, tu, danzatore, scopri in te spazi e qualità che non conoscevi. Attraverso i suoi lavori sono migliorata come persona e sono diventata quella che sono adesso.
<<Niente è garantito, ripete lui, te lo devi guadagnare>>. Se trovi la persona speciale che sa appoggiarti, anche l’insicurezza può essere positiva perché ti spinge a migliorarti sempre.

Che cosa dell’esperienza svedese si è portata ora in Italia?
Là ho sempre trovato grande qualità del lavoro e quindi una serenità che qui probabilmente non avrei potuto avere. Tornando volevo continuare a lavorare con la tranquillità e la professionalità cui ero abituata. Per questo ho voluto mantenere degli standard lavorativi che purtroppo qui non sono abituali perché c’è poco rispetto per la disciplina e per la professione di danzatore. E questo mi ha costretta a delle scelte per non scendere a troppi compromessi.

È comunque contenta di essersi trasferita di nuovo a Torino?
Sì. Volevo crescere qui i miei due bambini [figli di Pompea e del marito, il ballerino finlandese Veli Pekka Peltokallio. N. d. r.]. La Svezia la apprezzavo molto per la sua situazione lavorativa, ma il sole e la luce dell’Italia, così come il suo calore umano mi mancavano. Ho così accettato l’impegno con il Teatro Nuovo di Torino che alcuni anni fa mi ha riportata nella mia città d’origine.

Ci vuole parlare del suo impegno attuale in Italia?
Dopo la collaborazione con il TNT avevo deciso di allontanarmi dalla danza. Poi ho sentito come un senso di colpa. Mi sono resa conto di avere tanta esperienza da dare, da comunicare a chi fosse interessato. Così ho deciso che è tanto importante andare nelle scuole di danza a far conoscere Mats agli studenti ed è quello che faccio attualmente.
Ho iniziato a Torino nelle scuole dirette dalle mie amiche d’infanzia che ho ritrovato tornando qui.
Poi, attraverso un’intervista pubblicata nella rete, ho ricevuto richieste da molti istituti, direttori di scuole e organizzatori di eventi. Ad oggi tengo master class a Roma - allo IALS - Ancona, Venezia, Palermo e Oristano. E alla Scuola della Scala dove tengo corsi bisettimanali. Con i miei studenti del settimo e ottavo anno sto preparando un estratto della “Bella addormentata” che andrà in scena a giorni. Sento che il mio lavoro è per loro una fonte di ispirazione e un’apertura molto bella di orizzonti.

Dopo la sua partenza da Stoccolma e la partenza di Mats Ek dalla direzione del Cullberg che rapporti avete mantenuto?
Ek ha una grande fiducia in lei e da anni le affida la ricostruzione di alcuni balletti in giro per l’Europa… Siamo rimasti in un rapporto di amicizia.
Ci sentiamo spesso e spesso mi chiede di rimontare alcuni suoi titoli.
La “Giselle” per la Scala l’ho ricostruita nel ’97.

La sua esperienza nelle scuole italiane le ha fornito uno spaccato della situazione dell’insegnamento nel nostro paese. Cosa ne pensa?
E come pensa si possano apportare dei miglioramenti?

In Italia non c’è mai stata e non c’è una cultura della danza contemporanea. A partire dalle scuole di danza bisognerebbe inserire l’insegnamento del repertorio contemporaneo. Non sono tanto importanti le tecniche, quanto il repertorio.

Chi inserirebbe nel programma, oltre naturalmente a Ek?
Kylián, Forsythe, Duato: i maggiori coreografi degli anni ’80 dai quali molti in seguito hanno attinto l’ispirazione e non dico che hanno copiato. D’altronde è sempre più salutare ispirarsi ai grandi.

E dei coreografi successivi, della “Nouvelle danse” di diversa generazione cosa ne pensa?
La mia formazione classica mi mette in difficoltà di fronte ai quei coreografi che prescindono dalla disciplina e dai principi fondamentali del classico. Mentre Mats e i coreografi che ho citato presuppongono la conoscenza del classico e ne rielaborano il vocabolario. I ragazzi che escono dalle scuole di danza classica devono ampliare le proprie conoscenze a partire dalla propria preparazione accademica senza dover dimenticare quella che è la loro impostazione primaria. Le grandi istituzioni d’insegnamento come la Scuola della Scala o l’Accademia di Roma devono aprire i loro studenti a questo repertorio imprescindibile, a questi grandi coreografi contemporanei degli anni ’80. Così come sarebbe importante poter vedere la rappresentazione delle loro opere principali.


Per saperne di più: www.pompeasantoro.com



Pompea Santoro
Pompea Santoro in
“La casa di Bernarda Alba”.

 

 

 

 

 

 

Pompea Santoro
Pompea in “Erba” di Mats Ek

 

 

 

 

 

 

 

Pompea Santoro
Con Ana Laguna
in “Notte trasfigurata” di Jiři Kylián



 

Pompea Santoro
Pompea in “Carmen” di Mats Ek


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