ROBERTO BOLLE

" La danza è il fuoco che ho dentro.
Mi ha formato, mi ha dato un'identità.
L'uomo che sono ora lo devo alla Danza "


Roberto Bolle

ROBERTO BOLLE in "L’ARTE DELLA DANZA" al cinema

Dopo essere stato in 1a serata TV su Rai1, ora il suo talento sarà anche sul "grande schermo".
Un docu-film con immagini esclusive dal palcoscenico e dal backstage di “Roberto Bolle and Friends" attraverso l’Arena di Verona, il Teatro Grande di Pompei e le Terme di Caracalla a Roma.
Ora la sua storia arriva al cinema solo per tre giorni, dal 21 al 23 novembre 2016 nei cinema Nexo Digital.
"L’arte della Danza" è un viaggio con l’artista in occasione dell’esclusivo tour: dalla preparazione atletica alle prove dello spettacolo, dall’organizzazione del tour alla scelta degli artisti e dei brani degli spettacoli ...




Roberto Bolle

“La mia danza libera”
Bolle ha portato la Danza Classica in prima serata TV

Sabato 8 ottobre 2016, Rai Uno - La danza è approdata in prima serata TV e solo Roberto Bolle poteva riuscirci!
Con quasi 4 milioni di telespettatori, la grande Danza è stata la protagonista dell'evento.
E' stato protagonista di una serata speciale, un tributo alla sua arte, oghgi simbolo di eccellenza italiana nel mondo.
Un "One Man Show" in cui Roberto si è fatto condurre in studio da Francesco Pannofino e Luisa Ranieri.
Durante la serata sono intervenuti grandi ospiti tra cui un ironico ed un originale duetto con Jovanotti.
Molto divertente l'intervento comico di Virginia Raffaele seguito poi dal toccante Passo a Due con l'Etoile Carla Fracci (quella vera!). Tra gli altri ospiti ricordiamo Misty Copeland (Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York), Nicoletta Manni (Prima Ballerina della Scala) e la danzatrice Alicia Amatriain.
>>> VIDEO: guarda il programma on line

Video: #JOVANOTTI & #RobertoBolle insieme!







Video: ROBERTO BOLLE ospite al Festival di Sanremo 2016

Sulle note di WE WILL ROCK YOU, Roberto ha aperto la serata finale di sabato 13 febbraio.
Il rock sposa la meravigliosa tecnica classica di un artista unico!



Roberto Bolle

Roberto Bolle "Viaggio nella Bellezza"

Libro fotografico
L’arte tende al sublime, suscita emozioni, genera bellezza: un discorso ininterrotto fra i capolavori del patrimonio italiano e la stella della danza. Roberto Bolle ha ballato nei teatri più prestigiosi del mondo e ha portato in scena tutti i ruoli più importanti del repertorio classico. Con l’obiettivo di portare il balletto a un pubblico sempre più vasto, ha presentato il suo Gala "Roberto Bolle and Friends" fuori dai teatri, nelle grandi piazze, accolto da incredibile entusiasmo, e in alcuni dei luoghi più belli d’Italia, siti unici al mondo tutelati dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Attraverso la danza e la sua visione dell’arte, l’Étoile scaligera è diventata uno degli ambasciatori della cultura del nostro Paese nel mondo.
Le foto di Fabrizio Ferri ritraggono il fisico statuario del danzatore fra le rovine di Pompei, nella cornice di affreschi romani e di muri scrostati, un luogo simbolo della grandezza della nostra storia e della necessità di tutelarne la memoria.
Il viaggio nelle bellezze d’Italia prosegue attraverso le foto di Luciano Romano, da piazza San Marco ad Agrigento, dal Colosseo alle terme di Caracalla, dove l’armonia dei gesti e l’equilibrio tra il danzatore e i luoghi evocano una profonda riflessione sull’arte e sull’eccezionalità del nostro patrimonio.
Acquistabile subito on line



Roberto Bolle


Roberto Bolle

Roberto Bolle "La mia Danza"

Libro + DVD (spettacolo "Roberto Bolle & Friends")
"Ho saputo fin da bambino che sarei stato un ballerino: ballavo sempre, anche davanti alla tv con Cicale di Heather Parisi." Bolle racconta la sua storia e la sua passione, l'autoritratto di un artista e di un uomo ricco di riflessioni e di aneddoti (come quella volta che Nureyev...). Ad arricchire il tutto una raccolta di foto, anche inedite, di oggi e di ieri. Corpo perfetto, sorriso contagioso, movimenti potenti e aggraziati. Un vero principe azzurro, calzamaglia compresa.
Grazie alla sua bravura e al suo fascino è diventato simbolo e ambasciatore della danza, riuscendo in quell'impresa che è solo dei grandi: portare una disciplina "alta" al grande pubblico.
Con il libro, è incluso un dvd con quasi due ore di spettacolo nel quale Roberto Bolle si esibisce con grandi artisti di fama internazionale.
Acquistabile subito on line



Video: "Roberto Bolle and friends" all'Arena di Verona (2014)





Video: "Roberto Bolle and friends" al Giardino di Boboli, Firenze (2009)




Roberto Bolle, meraviglioso a 40 anni!

Nato a Casale Monferrato il 26 marzo 1975.
A 40 anni compiuti, tutt'ora è sicuramente il danzatore di fama mondiale più conteso dai più importanti palcoscenici del mondo.
Molti spettatori vengono a teatro perché richiamati dal suo nome. Si calcola che siano 200 mila gli spettatori che hanno visto il "Bolle and Friends" dal 2008. « E così si diffonde la cultura di danza » dice Roberto.

Sogno un futuro da scopritore di talenti”.
Questa lunga esperienza è stata un apprendistato per una futura svolta alla carriera come direttore artistico di compagnia?
« Sicuramente è stato importante, perché sei responsabile di decisioni pratiche, artistiche, tecniche. Devi programmare lezioni, prove, pause per tutto il gruppo. Sicuramente mi sarà utile per prendere la direzione di una compagnia. »
Quali doti dovrebbe avere un direttore di compagnia?
« Sicuramente non scordare di essere stato un ballerino. Molti dimenticano le esigenze dei danzatori: bisogna sempre permettergli di arrivare allo spettacolo nelle condizioni migliori, considerare che ognuno ha le sue caratteristiche, avere una considerazione alta del loro lavoro, dargli fiducia, avere polso ma non troppo. Mi piacciono i direttori che danno la possibilità di fare esperienze come stella ospite all’estero. Alcuni non lo fanno, ed è frustrante. »
Sei intervenuto contro la scelta del Cirque du Soleil per Expo2015.
« È importante valorizzare i talenti italiani. Expo è il contesto giusto per far vedere quanti nostri bravi danzatori lavorano all’estero. Mi sarebbe piaciuto anche fare un mio gala a Milano.
I ragazzi del Cirque du Soleil sono fantastici, ma perché non qualcosa d'italiano? »


Roberto Bolle


Roberto Bolle



Roberto Bolle protagonista dello spot ENI 2014 "Rethink Energy"








ROBERTO BOLLE in dvd:
Balletto - The BOLSHOI BALLET

Notre Dame de Paris

Registrazione live realizzata nel marzo del 2013 presso il Teatro alla Scala di Milano.
Di Maurice Jarre con il Corpo di ballo Teatro La Scala, Roberto Bolle, Paul Connelly e Natalia Osipova.
> Acquistabile subito on line



Balletto - The BOLSHOI BALLET

Swan Lake. Il lago dei cigni

Spettacolo registrato al Teatro degli Arcimboldi, Milano 2004.
Con Roberto Bollee Svetlana Zakharova, Orchestra Teatro La Scala, Corpo di ballo Teatro La Scala, James Tuggle, Lev Ivanov .
> Acquistabile subito on line



Balletto - The BOLSHOI BALLET

Giselle

Spettacolo registrato al Teatro alla Scala di Milano nel 2005.
Con il Corpo di ballo Teatro La Scala, Adolphe Adam, David Coleman, Roberto Bolle e Svetlana Zakharova.
> Acquistabile subito on line



Balletto Teatro alla Scala

Grandi balletti alla Scala (Cofanetto 3 dvd)

1) Giselle (versione 2005)
2) La Bayadère: (versione 2006)
3) A Midsummer Night's Dream: (versione 2007)
Con Roberto Bolle, Svetlana Zakharova, Orchestra de La Scala, Alessandra Ferri e Massimo Murru.
> Acquistabile subito on line



Intervista speciale per VANITY FAIR

7 aprile 2014
Roberto Bolle racconta i suoi 20 anni di carriera a Vanity Fair. Da ormai 10 anni è l'Etoile del balletto mondiale, vera icona della bellezza italiana all’estero.
« Dico quello che penso, non ballo e basta. Sulla gestione del sistema culturale e artistico ho qualcosa da dire, per esempio. Per decenni siamo stati governati da gente miope.
La nostra fortuna sono l’arte e la cultura. Io capisco che non tutti possano comprendere che investire su queste due risorse sia qualcosa che eleva lo spirito delle persone, ma quello che non capisco è perché nessuno si sia mai reso conto che arte e cultura portano soldi » e continua parlando del Teatro alla Scala.
« Invece si sente solo parlare di tagli. Qui alla Scala si portano in scena solo balletti che sicuramente faranno il pienone. Però così si limita la creatività. »
Diversa la situazione in America
« Lì è tutto in mano alle sponsorizzazioni dei privati. Che investono in cultura perché non ci pagano le tasse e perché hanno riconoscimenti che per loro sono un ritorno d’immagine. Io penso che l’integrazione sia la formula migliore: lo Stato ci deve essere e ci devono essere i privati, che devono però essere invogliati a fare investimenti. »
Crede che con Renzi, forse ...
« Renzi ha fatto tante promesse, molte più di quelle che la gente si aspettava. Forse lo ha fatto perché è in grado di mantenerle davvero, speriamo. Intanto mi piace il fatto che, prima con Letta ora con lui, forse stiamo finalmente svecchiando la nostra classe politica. »


Roberto Bolle


"PASSAGE" - Polina Semionova e Roberto Bolle - Coreografia di Marco Pelle




VIDEO COMPLETO - Rai2: Roberto Bolle in una puntata speciale di "UNICI"

“Roberto Bolle - L'étoile dei due mondi”. DA NEW YORK A ROMA - La puntata racconta il percorso artistico e umano di Roberto Bolle. Le location delle riprese sono particolarmente affascinanti: da New York dove il ballerino racconta anche di sé, e della sua vita privata, fino al Teatro alla Scala di Milano e alle Terme di Caracalla a Roma, dove Bolle ha stregato con performance impeccabili ed emozionanti. TUTTI PAZZI PER BOLLE - Assieme a Fiorello e Raffa, a parlare del grande danzatore ci saranno anche Andrea Bocelli, Fabio Capello, Stefano Accorsi e grandi cantanti internazionali come Michael Stipe dei Rem e registi del calibro di Baz Luhrman e Bob Wilson.




Teatro alla Scala: intervista a Roberto Bolle in "Notre Dame de Paris"









«LA DANZA È LA MIA VITA»

Articolo di Ludovica Mattioli - Roma, 17 Dicembre 2012

«La danza è la mia vita e la passione che mi ha infiammato sin da bambino, quando già vedevo chiaramente il mio sogno e la mia strada tracciata». Con queste parole l’etoile internazionale e orgoglio italiano Roberto Bolle inizia a raccontarci il suo rapporto con l’arte più bella che c’è, la danza, in occasione della rassegna “Il gioco serio dell’arte”, ideata e condotta da Massimiliano Finnazer Flory, nella splendida cornice di Palazzo Barberini.

Bolle ha definito la danza un'arte unica perché ha come obiettivo più alto la bellezza, e ha sottolineato il fatto che essa sia considerata la Cenerentola nel nostro Paese, mentre dovrebbe avere un ruolo pari o superiore a tutte le altre arti perché il pubblico è entusiasta di partecipare a spettacoli di danza.
Dopo aver ricordato il fatto che la sua partecipazione a questa manifestazione ha consentito il rilascio di tre borse di studio ad altrettanti giovani talenti dell’Accademia Teatro alla Scala, la cui frequentazione è messa in dubbio a causa di difficoltà economiche, è stata ripercorsa tutta la carriera del danzatore scaligero attraverso i video dei momenti principali.

Dal Romeo e Giulietta danzato a Palazzo Sforzesco a soli 21 anni, che gli è valso la promozione inaspettata a Primo Ballerino per volontà dell’allora direttrice del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, Elisabetta Terabust, alle coreografie di Nureyev come La bella addormentata o il Don Quixote, che sono state descritte da Bolle come le più difficili in assoluto nel panorama della danza mondiale.
Nureyev infatti esigeva moltissimo non solo da se stesso ma anche dagli altri e aggiungeva a tutti i ruoli elevate difficoltà, dai solisti al corpo di ballo. Con lui il protagonista maschile ha raggiunto per importanza il ruolo della ballerina e Nureyev fu anche il primo ad accorgersi del grande talento di Bolle, affidandogli il ruolo di Tazio in una rappresentazione di Morte a Venezia al Teatro alla Scala.

La discussione si è in seguito concentrata sulla duplicità dell’arte e sul suo essere allo stesso tempo apollinea e dionisiaca. E’ stato proiettato un estratto da Apollon Musagete, danzato da Bolle ai Giardini di Boboli a Firenze.

Il danzatore di Casal Monferrato si è detto decisamente più vicino ad Apollo, per la predisposizione fisica e la ricerca della bellezza, ma ha sottolineato il fatto che un pizzico di follia dionisiaca non può mai mancare in un vero artista.
Sempre danzato ai Giardini di Boboli anche Canon in D Major, splendido passo a tre maschile che afferma la volontà di Bolle di misurarsi con una qualità di movimento diversa dalla danza accademica, più contemporanea e fluida, per ampliare i suoi confini sia in campo emozionale che fisico e artistico. Ma la storia si fa quando un’arte come la danza coinvolge la società, e per questo sicuramente Bolle è già oggi ricordato.

In conclusione dell’incontro infatti sono stati mostrati documenti dell’etoile internazionale che danza il Pas de deux del Cigno Nero nella sala del trono della Regina Elisabetta II, in occasione dei suoi 50 anni di regno, e sul sagrato di Piazza San Pietro davanti al Papa in onore della Giornata della gioventù del 2004.
Bolle ha ricordato entrambi questi momenti come molto toccanti ed emozionanti, poiché la danza è un tramite fra l’umano e il divino.


Roberto Bolle


Roberto Bolle



Fiorello impara a ballare da Roberto Bolle ("Il più grande spettacolo dopo il Weekend" 05/12/2011).



Roberto Bolle si diverte a ballare "Tu mi porti su"
di Giorgia in un video amatoriale.
Lo mette su Twitter ed è subito un successo!

2 settembre 2012, Milano
Roberto Bolle che si diverte a sollevare e lanciare le colleghe/amiche ballerine, sulle note di "Tu mi porti su" (il successo dell'estate di Giorgia e scritto da Jovanotti). Chi lo immagina come un serioso primo ballerino, tutta sbarra e allenamenti, evidentemente si sbaglia.
E Roberto Bolle lo ha dimostrato sabato sera, quando via twitter ha “cinguettato” all’amico Lorenzo Jovanotti di un video registrato nel back stage della Scala di Milano, dove prova tutti i giorni con i colleghi del corpo di ballo.
Il titolo del suo video già la dice lunga: “Che bellezza, che dolore, libero delirio in sala prove” ...


E' il video che l'etoile ha postato stanotte sul suo Twitter e che ora è diffusissimo grazie a YouTube. A ri-twittarlo anche lo stesso Jovanotti ("sei davvero un genio, fattelo dire dall'uomo più scoordinato del mondo! Bravissimi tutti!") e Claudio Cecchetto ("video unico da vedere braviiiii").
Il successo popolare di "Tu mi porti sù" ha contagiato anche Roberto e i suoi colleghi danzatori della Scala che continuavano a canticchiarlo in sala prove.
Da qui l'idea di Roberto di realizzare un video che mostra un aspetto insolito del mondo della danza, in cui tutti si divertono a mimare soprattutto la frase "tu mi porti su, e poi mi lasci cadere...", simulando rovinose cadute, "sguardi sfuggevoli, pose svenevoli, fughe in avanti e misti convenevoli".
IL VIDEO:
Accanto a Roberto Bolle nel video si esibiscono Sabrina Brazzo (prima ballerina), Antonella Albano (solista), Denise Gazzo, Marco Agostino, Maurizio Licitra (solista), Salvo Perdichizzi e Vittoria Valerio.


Roberto Bolle






"Serata d'Onore" - Rai Uno del 6 dic 2008. Roberto Bolle e Shirley Esseboom.
















Roberto Bolle alla Scala con AIDA e SCHIACCIANOCI

Dicembre 2006 - Intervista di di Barbara Mosconi

- Da una decina d’anni il balletto maschile si declina con il suo nome e lui è diventato un simbolo di volontà, bellezza, fashion, applaudito nei più famosi teatri del mondo, ricercato da stilisti, tv, giornali, invitato agli eventi più glamour.
La settimana dopo «Aida» sarà di scena «Lo Schiaccianoci», stesso teatro, stesso protagonista. Sarà emozionato...

«Sicuramente, i balletti sono sempre delle sfide e poi verso di me ci sono molte aspettative, dal pubblico, dalla critica, da persone che vengono a teatro per la prima volta dopo avermi visto in tv o sui giornali».
- Dicono che il pubblico milanese sia esigente e anche un po’ freddino...
«È caloroso quando non è in abbonamento, gli abbonati spesso non sono persone veramente interessate alla danza e senza un pubblico che ti supporta è dura».
- Qual è il pubblico più caloroso mai incontrato?
«I giapponesi. Attenti, competenti, considerano i ballerini come delle rockstar, ti seguono con affetto, ti fanno regali, ti aspettano per ore fuori dal teatro per avere un autografo».
- Mai stato oggetto della follia di qualche fan?
«A Tokyo una giapponese veniva a tutti i balletti, pomeriggio e sera, ci seguiva a teatro, in albergo, dappertutto, finché una volta le ho chiesto: “Ma che lavoro fai?”. Si era licenziata per non perdersi nemmeno uno spettacolo!».
- La danza occupa la sua vita da vent’anni. Che cosa ha lasciato fuori? «Allenamento, prove, viaggi richiedono una vita incentrata sulla danza. Nella mia posizione di étoile internazionale non ti puoi permettere di sbagliare. Chiaramente il fisico non è una macchina, spesso non è al cento per cento della forma».
- Quanto è alto e quanto pesa?
«Un metro e 87 cm di altezza, 70 chili di peso».
- Misure adatte a un ballerino classico?
«Ci sono dei vantaggi: la presenza scenica, una fisicità adatta al ruolo del Principe alto e bello. Oltre al fatto che anche le ballerine oggi sono più alte e questo mi ha aiutato a livello di partner».
- La sua giornata è tutta sbarra & cibi sani?
«Di solito inizio alle dieci di mattina con un’ora e mezza di riscaldamento-allenamento (sbarra, centro e salti), seguono le prove fino alle cinque del pomeriggio. Se c’è spettacolo, finisco alle due e torno in teatro per fare tre quarti d’ora di allenamento prima dell’esibizione».
- Una disciplina ferrea...
«Il problema di questo lavoro è che non puoi staccare mai. Se ti fermi due o tre giorni, l’allenamento ti richiede poi altri quattro o cinque giorni per tornare dov’eri prima della sosta».
- In un anno quanti giorni di vacanza si concede?
«Tre settimane d’estate, sapendo che poi devo recuperare con altre tre settimane di allenamento».
- E in vacanza dove va?
«Amo il mare, mi piace nuotare, stare a contatto con l’acqua più che prendere il sole. Quest’estate ho fatto un viaggio in Africa come ambasciatore dell’Unicef».
- Perché hanno scelto lei?
«Per dare un’immagine positiva ai giovani: sono sette anni che faccio il testimonial dei diritti dei bambini».
- E perché lei è un modello positivo per i giovani?
«Ho fatto carriera con tanti anni di studio, pratica, dedizione, cercando di puntare a progetti di qualità. Il successo è frutto di tante cose, talento e sacrifici, ma c’è pure la fortuna di trovarsi in determinate situazioni al momento giusto».
- E lei quando è stato baciato dalla fortuna?
«All’inizio, ero a Londra per “Il lago dei cigni”, il primo cast si è fatto male e sono stato scelto io. Era una megaproduzione, ballavo con una grande interprete russa, avevo 21 anni e non parlavo neanche inglese. Ho conosciuto Lady Diana e la famiglia reale, è andata bene. L’anno dopo sono tornato per “Romeo e Giulietta”».
- Ora lei è un’étoile, ma quand’è che ha pensato per la prima volta "Voglio fare il ballerino"?
«Avevo 5 anni quando ho chiesto ai miei genitori di andare a scuola di ballo».
- E i suoi hanno detto subito sì?
«Pensavano fosse un capriccio, come quelli di tanti bambini che durano poco, mi hanno detto di aspettare un anno, ma io ero convinto e così poi mi hanno iscritto a una scuola locale. Facevo molti sacrifici, prendevo il pullman tre volte alla settimana per andare a danzare e tornavo la sera, era una cosa seria».
- Chi è stato a capire che aveva delle grandi doti?
«Mia mamma: a 11 anni mi ha portato all’audizione alla Scala, ha avuto la lungimiranza di farmi fare una scuola professionale. In realtà a me piaceva ballare e non volevo staccarmi dalla famiglia».
- È stata dura trascorrere l’infanzia e l’adolescenza a Milano?
«Ero un bambino ed ero ospite di una signora anziana trovata tramite conoscenze. Stavo da solo tutta la giornata e dopo le prove mangiavo alla mensa della scuola, la nostalgia di casa era forte».
- Anche Nureyev ha riconosciuto il suo talento. Che ricordi ha di lui?
«L’ho incontrato a quindici anni, era venuto alla Scala per “Lo Schiaccianoci”, per me era un mito, un pomeriggio ero in sala ballo, mi ha visto e mi ha detto di fargli vedere quello che sapevo fare. Ero terrorizzato, imbarazzato, lui mi ha fatto delle correzioni e mi ha scelto per il ruolo di Tazio in “Morte a Venezia”. Ma poi la Scuola non mi ha dato il permesso».
- Dicono che lei sia il suo erede...
«Non c’entriamo nulla, fisicamente sono più alto, interpretativamente siamo diversi, caratterialmente poi... Dicono Nureyev per dire un nome famoso e perché non sanno a chi paragonarmi».
- All’epoca eravate solo due ragazzi a frequentare la scuola di ballo della Scala. L’altro che fine ha fatto?
«Ha abbandonato. Qualche altro ragazzo si è aggiunto in seguito, adesso la situazione è cambiata radicalmente, fanno dei corsi solo per ragazzi».
- Programmi come «Amici» o «Ballando con le stelle» hanno dato un certo aiuto? «Grazie alla tv ci sono tanti ragazzi che vanno in scuole dove si balla, si studia recitazione e canto. Essere ballerino, cantante, attore è diventato la normalità, certo ci sono anche dei lati negativi...».
- Ad esempio?
«In tv tutti studiano tutto, non c’è professionalità e poi i risultati sono mediocri e modesti. Nella realtà ci vogliono anni di sacrifici e di impegni».
- E la televisione non l’ha mai cercata?
«Sì, sono andato in giuria a “Ballando con le stelle”, mi avevano anche chiamato ad “Amici”, ma non sono andato».
- Si è esibito per il Papa e la regina Elisabetta, nei teatri più famosi e negli stadi. L’emozione più grande?
«L’anno scorso quando ho inugurato le Olimpiadi invernali di Torino, sono riuscito a controllare a stento l’emozione. Era la prima volta in uno stadio, senza punti di riferimento, gli auricolari per sentire la musica, un pavimento di legno ruvido, faceva freddo: in quei momenti non vorresti renderti conto della situazione se no ti viene il panico».
- Mai avuto il panico da palcoscenico?
«A volte, ma l’ho superato sempre, mi aiuta il fatto di concentrarmi sul personaggio, entrare nella storia dimenticando chi sono io».
- Dei personaggi interpretati a quale è più legato?
«Des Grieux di “L’Histoire de Manon”, un personaggio romantico, passionale, bello, un po’ come Romeo».
- Nella vita reale è single? «Nella vita reale sì».
- Dicono che quando prende il tram a Milano le fan facciano la ressa...
«Non è vero, prendo il tram perché mi risulta comodo, ma cerco di evitare le resse. Certo a volte quando esco dal teatro le fan mi aspettano per la foto e per avere un autografo».
- Una volta ha detto: "La danza è di sinistra".
«Era volutamente provocatoria, di sinistra è gran parte della cultura».
- Con un governo di sinistra le cose per la danza cambieranno?
«Lo speriamo, ci sono tante aspettative da parte degli artisti».
- E lei cosa chiederebbe?
«Un aiuto sull’età pensionabile, ora i ballerini maschi vanno in pensione a 52 anni, le donne a 49: sono età improponibili, a meno che non si tratti di una grande étoile. Stiamo parlando di un numero limitato di artisti, 250-300 in tutta Italia. Abbassare l’età pensionabile di qualche anno significherebbe dare un grosso aiuto».
- Roberto Bolle ballerà fino a 52 anni?
«È difficile. Sicuramente c’è difficoltà a lasciare il palcoscenico, l’entusiasmo del pubblico, quell’energia che ti attira e può diventare come una droga. Ma non voglio diventare patetico, credo che un ballerino debba comunicare emozioni positive e non sentirsi dire frasi come: “Era così bello, era così bravo”».



Biografia di ROBERTO BOLLE

Nato a Casale Monferrato è entrato giovanissimo alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala: il primo a notare il suo talento è stato Rudolf Nureyev, che lo ha scelto per interpretare il ruolo di Tadzio nel balletto Morte a Venezia di Flemming Flindt.
Nel 1996, appena due anni dopo il suo ingresso nel balletto scaligero, alla fine di un suo spettacolo di Romeo e Giulietta, viene nominato Primo Ballerino dall'allora direttrice del Ballo, Elisabetta Terabust.
Da quel momento è protagonista di balletti classici e contemporanei: La Bella Addormentata (Nureyev), Il Lago dei Cigni (Nureyev e Dowell), La Bayadère (Makarova), Excelsior (Dell'Ara), Cenerentola (Nureyev), Don Chisciotte (Nureyev), Giselle (anche nella nuova versione di Sylvie Guillem), Le spectre de la rose, La Sylphide, Manon e Romeo e Giulietta (MacMillan), Onegin (Cranko), Nôtre-Dame de Paris (Petit), La vedova allegra (Hynd), Ondine, Rendez-vous e Thaïs (Ashton), In the middle somewhat elevated (Forsythe), Tre Preludi (Stevenson), Remanso (Duato).
Si è distinto anche nei ruoli neoclassici di Agon, Caikovsky pas de deux, ma soprattutto Apollon Musagète, che gli ha permesso di ottenere una candidatura al Premio "Benois de la danse".
Nel 1995 ha conseguito sia il Premio "Danza e Danza", sia il Premio "Positano". Nel 1996, alla sola età di 21 anni, si è intensificata la sua carriera internazionale.
Ha danzato con il Royal Ballet, il Balletto Nazionale Canadese, il Balletto di Stoccarda, il Balletto Nazionale Finlandese, la Staatsoper di Berlino, la Staatsoper di Dresda, il Teatro dell'Opera di Monaco di Baviera, il Wiesbaden Festival, il Kirov e il Bolshoi, il Teatro dell¹Opera di Zagabria, l'8°, 9° e 10° Festival Internazionale di Balletto a Tokyo, il Tokyo Ballet, l'Opera di Roma, il San Carlo di Napoli, il Teatro Comunale di Firenze.
Derek Deane, direttore dell'English National Ballet, crea per lui due produzioni, Il Lago dei Cigni e Romeo e Giulietta, entrambe rappresentate alla Royal Albert Hall di Londra.
Nel 2000 Renato Zanella, direttore del Ballo al Teatro dell'Opera di Vienna, crea per lui Ave Verum, su musica di Mozart.
In occasione del 10° anniversario dell'Opera del Cairo, partecipa ad una spettacolare Aida alle Piramidi di Giza e successivamente è all'Arena di Verona per una nuova versione di Aida trasmessa in Mondovisione.
Dal 1998 è artista ospite residente al Teatro alla Scala.
Fra le sue numerose partner: Asylmuratova, Benjamin, Bussell, Cullum, Durante, Ferri, Fracci, Glasco, Guérin, Guillem, Hodgkinson, Illmann, Jaffe, Knop, Kohoutkova, Lacarra, Letestu, Noja, Nunez, Pankova, Pasaric, Pavlenko, Pujol, Rojo, Semionova, Tapper, Vallo, Vishneva, Yanowsky, Cojocaru, Sologub.
Nel 1999 a Roma, gli viene assegnato il Premio "Gino Tani" per il suo contributo alla diffusione dei valori della danza e del movimento.
L'anno successivo (28 giugno 2000) gli viene conferito a Firenze il Premio "Galileo 2000" con la consegna del "Pentagramma d'Oro".
Nell'ottobre del 2000 inaugura la stagione del Covent Garden di Londra con Il Lago dei Cigni nella versione di Anthony Dowell e nel novembre viene invitato al Bolshoj per celebrare il 75° anniversario di Maja Plisetskaja alla presenza del Presidente Putin.
Nel giugno 2002, in occasione del Giubileo, danza a Buckingham Palace al cospetto della Regina d'Inghilterra, e l'evento è ripreso in diretta dalla BBC e trasmesso in tutti i paesi del Commonwealth.
Nell'ottobre 2002, al Teatro Bolshoj di Mosca, è protagonista con Alessandra Ferri del Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan, in occasione della tournée del Balletto della Scala di Milano.
Nel marzo 2003, al Teatro Covent Garden di Londra, è protagonista, accanto a Darcey Bussell, della première de La Bella Addormentata, la nuova produzione realizzata da Natalia Makarova per il Royal Ballet, mentre in luglio, in occasione dei festeggiamenti per i 300 anni di San Pietroburgo, danza Il Lago dei Cigni, ancora con il Royal Ballet, al Teatro Mariinsky.
Per il ritorno del Fauno Danzante a Mazara del Vallo Roberto Bolle danza l'Après-Midi d'un Faune di Amedeo Amodio.
Il 1° aprile 2004 balla al cospetto di sua Santità Giovanni Paolo II sul sagrato di Piazza San Pietro, in occasione della Giornata della Gioventù.
Dalla stagione 2003-2004 gli viene riconosciuto il titolo di étoile del Teatro alla Scala.
Dal 1999 Roberto Bolle è "Ambasciatore di buona volontà" per l'UNICEF.


Roberto Bolle


Roberto Bolle


Roberto Bolle


Roberto Bolle


Roberto Bolle