| Surya in lingua
sanscrita significa Sole
Dall’India per lei una ‘laurea’ in
danza.
Non
tutte le ragazze sognano di diventare veline o sposare
un calciatore. C’è chi vede l’ora
di cercare se stessa ai confini del Mondo
Surya, è l’unica ragazza
italiana, danzatrice di classica Bharata Natyam, a frequentare
la prestigiosa accademia Kalakshetra, ed è entrata
già nel secondo anno.
Che dire di questa giovanissima
danzatrice che già dall’età di quattro
anni sceglie questa difficile danza che la porta ora che
ha vent’anni a frequentare la famosissima accademia
da dove sono usciti i più grandi danzatori di questo
stile?
In una città all’altro capo del mondo,
Madras, nel Tamil Nadu, all’altezza del Tropico del
Cancro, con un caldo indescrivibile a danzare e studiare
sei ore al giorno in accademia e altre ore a casa…
Beh,
le facciamo i complimenti e tanti auguri!
Eccola che arriva
con una bottiglia di acqua Bisleri sotto il braccio e un
quaderno per gli appunti.
Mi presento e lei con un sorriso
si siede davanti a me su una specie di panchina ricavata
da una pietra.
> Come ti trovi qui, lontano dalle
comodità della
nostra vita occidentale?
- Non sono nuova a questa
vita indiana, ci vengo da quando avevo dieci anni e devo
dire che mi sono assuefatta a quest’aria profumata
di gelsomini e di … masala.
Ride di un bel riso
fresco anche sotto il sole cocente di Madras.
Siamo sedute
sotto un albero carico di grossi fiori rosso fuoco che
contrastano con il poco fogliame verde brillante. Surya
mi dice che qui lo chiamano Le fiamme della foresta appunto
a causa dei fiori vermiglio. Un sauro lungo due spanne
fa capolino dal tronco e io faccio un salto all’indietro.
Surya: "Non fanno nulla, non sono pericolosi, nel Campus
ce ne sono a migliaia… sono bellissimi, vero? Vede
quello? Ha il corpo color sabbia, ma se lo guarda bene
ha la gola e le guance arancione e la crestina verde chiaro."
> Ti piacciono i rettili?
- Se non mi piacessero
avrei dei problemi, visto che ci sono gechi nelle case
e sauri e serpenti in giardino. Quando sono arrivata e
in casa non ho visto un geco è stata una delusione… che è sparita
solo due giorni dopo, quando ne è arrivato uno piccolissimo
che è un amore…
> In casa? Non abiti nel
Campus?
-
No, tre anni fa sono stata malissimo per
una infezione intestinale e stavo morendo… solo
per aver preso un milk shake in cui avevano messo una pallina
di gelato. Ero in uno dei migliori ristoranti di Chennai,
sì di Madras ma qui la chiamiamo Chennai, mi avevano
detto che era sicurissimo, ma il ghiaccio del gelato probabilmente
proveniva da fuori… non so… fatto sta che
il giorno dopo avevo 41 di febbre e se mia madre non avesse
avuto con sé un antibiotico disinfettante intestinale
non saremmo ora qui a parlarne. In una settimana ho perso
otto chili e mi sono trascinata il problema per quasi due
anni. Anche l’anno scorso ho messo in bocca un pezzetto
di cocco con le mani ancora umide dopo averle lavate sotto
un rubinetto e il pomeriggio avevo già la febbre… ho
preso subito il miracoloso antibiotico che non mi lascia
mai, come la copertina di linus, e sono stata bene subito.
Come vede non posso permettermi di mangiare all’ostello.
Almeno per il primo anno. Poi mi abituerò e sarà diverso.
Intanto ho già cominciato a non disinfettare i piatti
nell’amuchina. Li asciugo molto bene e basta. Così piano
piano mi faccio gli anticorpi necessari… vedremo…
> Quanti anni rimarrai qui per la tua formazione?
- Visto che quando ho avuto l’audizione a dicembre
mi hanno fatto saltare il primo anno, rimarrò qui
al massimo cinque anni.
Cioè, sarebbero quattro
anni più due di postgraduation. Se tutto va bene
mi piacerebbe ottenere anche la postgraduation che mi consente
di diventare coreografa e nattuvanar.
> Coreografa so
cos’è ma che cos’è nattu… quella
cosa lì?
- Nattuvanar. È una specializzazione
che ti consente di imparare a usare i cimbali e la voce
come base della danza. È un po’ difficile
da spiegare ma ci provo. Vede, il danzatore quando si esibisce
su una musica live, ma anche su una recordata…..mmmm… registrata,
scusi ma qui si parla solo inglese… e a volte non
mi vengono le parole in italiano. Dunque dicevo che il
danzatore si basa sul battito dei cimbali e sulla voce
che segna il tempo del nattuvanar, che nella maggior parte
dei casi è il proprio maestro… senza i cimbali
non si riesce a stare a tempo.
> Anche le tue lezioni
sono in lingua inglese dunque. Ma quando studi il sanscrito,
il tamil ecc. Tu hai la traduzione in inglese. Ritengo
che te la cavi egregiamente in inglese altrimenti avresti
difficoltà.
Se ricordo bene mi hai detto che hai
fatto il liceo linguistico a Milano.
- Se è per
questo difficoltà ne ho sempre... comunque
sì, anche se non ho mai capito perché, tutte
le prof che ho avuto hanno fatto a gara per silurarmi.
> Secondo te perché?
- Perché mi odiava? Non saprei con sicurezza,
perché non è mai stata troppo chiara, posso
tentare di spiegarlo a me stessa prendendo a riferimento
l’altra prof di inglese che ho avuto in quinta che
mi ha chiaramente detto che credeva la mia danza, una danza
pagana, ed era la prima volta che sentivo questo termine
usato ai nostri tempi. Mi sembrava fosse una parola che
si usava nel medioevo. L’ignoranza fa credere la
religione indiana come una religione idolatra, vedono tanti
dei, tante storie, senza sapere che questi dei sono assimilabili
ai nostri santi. San Gennaro, San Francesco, Sant’Antonio… ma
oltre a questo c’è Dio. Il Padre o la Madre.
La differenza sta solo che al posto di un Dio padre con
barba e baffi gli induisti lo ritengono un Senza Forma.
Il Brahman Nirguna, che letteralmente significa il Dio
senza qualità, attributi. Insomma un Dio illimitato.
> Interessante questo argomento.
- Sì, ma è molto
complesso. L’importante è sapere che Induismo è un
termine che è stato coniato dagli inglesi per identificare
una religione che non era Cristianesimo, Islam, Ebraismo
ecc. quello che era al di fuori dalle religioni usuali
fu chiamato Hinduism ma il termine esatto è Sanatana
Dharma che può essere tradotto come Verità Eterna.
> Come ti trovi con gli studenti indiani?
- Mi
trovo benissimo. Non c’è razzismo. All’inizio
stanno un po’ sulle loro perché non sanno
con chi hanno a che fare ma poi, visto che non te la meni… oooops… Mette
la mano sulla bocca, imbarazzata.
Gli occhi neri e grandissimi,
direi che è tutta occhi e gambe, con un’espressione
di scusa.
> Non preoccuparti, non mi sconvolgo, continua
pure.
- Va bene… insomma quando vedono che
non ti dai arie e sei in ogni caso una ragazza come loro,
con la stessa aspirazione e con gli stessi loro problemi,
ti inglobano, come hanno sempre fatto con tutte le culture
e le religioni. Per esempio (e questa la ritengo una cosa
bellissima visto come ce la tiriamo noi in Italia) di mattino
ci raduniamo tutti, studenti e maestri, tutti seduti a
terra sotto il grande Banyan, il meraviglioso albero che
pare sia stato piantato dalla fondatrice, il mio mito,
e cantiamo le preghiere hindu, cristiane e musulmane.
E
questo è proprio il loro spirito. È per questo
che la cultura indiana è così profonda, perché le
ingloba tutte.
C’è molta tolleranza per le
altre culture.
> Però hanno molti problemi
con il Pakistan, il Kashmir e con i musulmani, almeno per
quanto si sente in Europa.
- Questa è una questione politica
e di Integralismo. Gli integralismi fanno molti danni dappertutto.
E anche è una questione di ignoranza.
Quando sai
che sei una piccola molecola che fai parte di un Tutto
non vai a danneggiare questo Tutto perché danneggeresti
alla fine anche te stesso.
E questa è una ragazza
di vent’anni?
Adesso capisco perché non ha
scelto di diventare una velina!!!
Suona la campanella. Non è una
campanella automatica è proprio un tipo con una
grossa campana che va strimpellando attraverso il Campus.
Surya si alza, si sistema il sari da pratica di un bel
verde smeraldo che fa risaltare la carnagione ambrata e
i grandi occhi neri.
La lunga treccia lucida di olio di
cocco è decorata con fiori di gelsomino che spandono
il loro intenso e inebriante profumo.
> Devi andare a
lezione di danza?
-
Di pomeriggio è un’ora
sola, fra sanscrito e Kalaripayattu.
>
Kalaripayattu?
Non è un’arte marziale del Kerala?
-
Sì, ci serve per allenare la muscolatura e anche
per riuscire ad elevarci in salti quando danziamo nei dance
drama.
> E ti piace? E' un allenamento
duro?
-
Qui non c’è una cosa che non mi piaccia e… a
dirla tutta, non c’è una cosa che non sia
dura…
Ride, mi saluta e si unisce al gruppetto di
ragazze in sari multicolori, le lunghe trecce nere adornate
da ghirlande di gelsomini, le infradito e bottigliette
d’acqua strette insieme ai quaderni per gli appunti,
si incamminano lungo i viali del Campus verso i bungalows
che si vedono fra gli alberi fiammeggianti dei grandi fiori
vermiglio.
E in questo momento mi accorgo che avrei avuto
ancora un sacco di domande da fare a questa ventenne milanesina
che è venuta a migliaia di chilometri da casa per
inseguire il suo grande sogno: quello di diventare danzatrice
di Bharata Natyam la più antica e classica delle
danze classiche indiane.
Mentalmente le faccio tanti auguri
e la aspettiamo in Italia fra cinque anni con il suo grande
bagaglio di esperienza e conoscenza.
Articolo di
Anaili Meoise
L.B.
World Community - Italy
Per informazioni sull’attività della danzatrice
Surya
scrivi a
suryanagara@tiscali.it
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