Meravigliosa ballerina
dalla Danza Classica al modern più attuale
«Sarei pronta a dare un po' della mia vita per permetterti di ballare per sempre». Sylvie Guillem è abituata a essere venerata ma dice che questo è il complimento più bello mai ricevuto. Lo ha scritto in una lettera una fan che l'aveva vista danzare a Tokio. E' subito chiaro che per la ballerina numero uno al mondo la danza e la vita sono la stessa cosa.
Corpo da top model distribuito su 1 metro e 72 di altezza.
Bella è bella, ma a rendere unica Sylvie Guillem, occhi verdi e capelli rossi, è il carisma e il fascino francese.
Sylvie Guillem and Jonathan Cope nel Lago dei Cigni
Oltre alle doti comuni ai grandi ballerini - vocazione, talento, professionalità - oggi occorre ancora avere almeno qualcosa in più: uno scintillio, una personalità inimitabile, un tocco speciale non costruito ma intrinseco, naturale. Perché divi si nasce e purtroppo non si diventa, proprio come la meravigliosa Sylvie Guillem.
Sylvie Guillem nasce a Parigi dove, nel 1976, inizia a studiare alla Scuola dell’Opéra; sedicenne, entra nel Corpo di Ballo dello stesso teatro.
Dai ranghi di fila diventa solista e prima ballerina nel 1984.
Ma cinque giorni dopo quest’ultima nomina, al termine del suo primo Lago dei cigni, viene promossa étoile da Rudolf Nureyev all’età di diciannove anni.
Dal 1985 al 1988 danza i ruoli principali in Romeo e Giulietta, Raymonda, Sinfonia in do, Agon, Concerto barocco, Apollon musagète, Les chants de la terre, Don Chisciotte, nel Magnificat di John Neumeier e nella Cenerentola di Rudolf Nureyev.
Sylvie Guillem in Kitri - 1° atto
William Forsythe crea su di lei France dance (1983) e In the middle, somewhat elevated (1987), Maurice Béjart Mouvements Rythmes Études e Arépo (1983), Karole Armitage GV lO (1983), Robert Wilson Le martyre de Saint Sébastien (1988).
In Giselle, coreografia di Sylvie Guillem Con il Balletto dell’Opéra di Parigi compie, dal 1986 al 1988, tournée in Giappone, Stati Uniti, Messico, Danimarca, Austria e Italia.
Il 1987 è l’anno del suo debutto al Teatro alla Scala, nel Don Chisciotte di Rudolf Nureyev, che interpreta a fianco dello stesso ballerino-coreografo.
In Romeo e Giulietta, coreografia di Kenneth MacMillan il 1988 segna il suo definitivo distacco dall’Opéra di Parigi e il trasferimento a Londra, dove firma un contratto di Principal Guest Artist con il Royal Ballet.
In Bolero, coreografia di Maurice Bejart Danza i ruoli principali in La bayadère, Il lago dei cigni, Cenerentola, Other dances, Apollon, Grand pas classique, Giselle, A month in the country, L’histoire de Manon, Romeo e Giulietta (nella versione di Kenneth MacMillan), In the middle, somewhat elevated, Don Chisciotte (nella versione di Mikhail Baryshnikov), La luna di Maurice Béjart, Il principe delle pagode, La Bella addormentata, Hermann Schmermann, Steptext, Birthday offering, Raymonda e la creazione Firstext (1988) di William Forsythe.
In Giselle, coreografia di Sylvie Guillem Nel 2000 è protagonista di Marguerite et Armand di Frederick Ashton, Le concert di Jerome Robbins e Le jardin aux lilas di Antony Tudor.
Con il Royal Ballet intraprende tournée negli Stati Uniti, in Francia, Italia, Germania, Giappone, Spagna,Turchia, Grecia, Danimarca, Irlanda, a Pechino e a Shanghai.
Ma si unisce anche all’American Ballet Theatre a New York, San Francisco,Tokyo e Parigi per danzare Don Chisciotte, La bayadère, Giselle, Romeo e Giulietta, La Bella addormentata e Fall river legend di Agnes De Mille. In Don Chisciotte, coreografia di Rudolph Nureyev Al di fuori del Royal Ballet si intensificano i suoi rapporti creativi con Maurice Béjart che per lei crea Sissi, l’imperatrice anarchica, Racine cubique e Épisodes, presentato anche al Festival RomaEuropa e a Palermo, mentre dall’incontro con Mats Ek nasce Wet woman, per il film South Bank Show, e il duetto Smoke, per il film Evidentia, nel quale viene anche inserito Blue yellow, novità del giovane coreografo inglese Jonathan Burrows.
Sylvie Guillem and Jonathan Cope in Manon
Assecondando la sua naturale predisposizione ad affrontare stili e cifre diverse della coreografia di oggi, danza anche Ten blisters di David Kern. Profonda estimatrice della migliore tradizione non accademica del Novecento, ricrea e adatta a sé due testimonianze storiche della pioniera e coreografa espressionista Mary Wigman: La danse d’été e soprattutto la specialissima Danse de la sorcière o Hexentanz, mentre il repertorio dei classici si arricchisce con La fontana di Bachcisaraj e La sagra della primavera di Béjart. In La Bayadère, coreografia di Rudolph Nureyev Danze e balletti che la vedono protagonista approdano sui maggiori palcoscenici dei teatri internazionali: parallelamente alla sua carriera in seno al Royal Ballet continua infatti a esibirsi a Lisbona, Firenze, Amburgo, Helsinki, Copenhagen, Vienna, San Pietroburgo, Sofia, Pechino, Parigi, Madrid, Monaco, Tokyo, Osaka, Nagoya, Milano, Atene, Francoforte, Roma, Losanna, Berlino, San Francisco, New York, Shanghai…
I film di cui è protagonista sono: South Bank show (ritratto), Evidentia (France Television), Kenos, Classic instinct e Guillem (ritratto).
Dal 1988 ritorna all’Opéra di Parigi come artista invitata per danzare i ruoli principali in Romeo e Giulietta (1988), Don Chisciotte (1998-99), La bayadère, L’histoire de Manon (1998), Il lago dei cigni (1999) e Giselle (2000). In Manon con Laurent Hilaire, coreografia di Kenneth MacMillan Al Teatro alla Scala danza invece La bayadère e Don Chisciotte (1999).
Al Théâtre du Châtelet di Parigi, con il Balletto Nazionale Finlandese, interpreta la sua versione di Giselle (gennaio 2001).
Cura la coreografia e l’adattamento di Classic instinct (1998) e Giselle per il Balletto Nazionale Finlandese (1998).
Dal 1984 a oggi le vengono assegnati molti premi: il “Prix Carpeaux” a Parigi come miglior giovane ballerina dell’anno (1984), il “Prix Andersen” a Copenhagen come miglior ballerina (1988), seguiti dal “Grand Prix National de la Danse” offertole da Jack Lang a Parigi, dal “Grand Prix Pavlova”, dal “Grand Prix de la Danse” del Ministero della Cultura francese (entrambi nel 1989).
Le decorazioni al merito annoverano, nel 1988, la nomina a Commendatore delle Arti e delle Lettere; nel 1993 la Médaille de Vermeil de la Ville de Paris; François Mitterand la nomina, nel 1994, Cavaliere della Legione d’Onore; nel 1999 Officier de l’Ordre du Mérite; nel 2000 Gente Dame d’Honneur des Hospitaliers de Pomerol; nel dicembre 2002 Commander of the British Empire (onorificenza ricevuta dalle mani della regina Elisabetta II).
Oggi l’egotica, assoluta, consapevolezza di “essere Sylvie Guillem” si direbbe meglio indirizzata nella difesa a spada tratta di scelte e idee personali. Come la necessità di avere accanto partner in grado di colloquiare con lei e la necessaria urgenza di penetrare sino in fondo i personaggi che sceglie.
Così la sua Giulietta di oggi è infinitamente più introspettiva di quella di ieri, e la sua Manon è un modello non solo di eleganza ma anche di ricerca e trasformazione di un’eroina letteraria.
Sylvie Guillem in Wet Woman
Di nuovo amata e odiata per questo ennesimo salto in un terreno scosceso e ignoto come quello della coreografia, la ballerina-diva ha se possibile rafforzato il suo rapporto con la scena e le sue difficoltà e dopo i videoclip, i filmati sulla danza, le fotografie che ama scattare ha ulteriormente ramificato i suoi tentacoli artistici. In seguito le sue sfide non sono state meno numerose, ma sino ad oggi tutte assunte in prima persona: da Marguerite and Armand, passando attraverso due testimonianze storiche della pioniera e coreografa espressionista Mary Wigman.
Ultimo suo incredibile successo è
RISE AND FALL,
un eccezionale spettacolo di danza presentato da Sylvie Guillem in coppia con Russell Maliphant. Balletto classico, contemporaneo, capoeira, thai chi e yoga confluiscono nell´elegante ed espressivo linguaggio del danzatore e coreografo Russell Maliphant, che troviamo qui, in un duo unico e originale, a fianco di Sylvie Guillem, universalmente riconosciuta come una delle più grandi ballerine di oggi.