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Dall'Argentina,
sezione speciale a cura di Giulia Jannelli |
L’origine del tango, un fenomeno culturale che comprende il ballo,
la musica, la canzone e la poesia, è tanto affascinate quanto leggendaria.
Origine del nome
Così come incerta è la sua origine, leggendaria è anche
l’origine del nome.
Tra le varie ipotesi sembra che il
termine indicasse il porto dell’Africa dove i trafficanti
raccoglievano gli schiavi, altri lo fanno risalire alla deformazione
del termine “tambor” (tamburo) da parte dei neri
che la pronunciavano “tangò”.
Il filologo Ricardo Rodríguez, grazie allo studio delle
lingue degli schiavi portati in Argentina, afferma che la maggior
parte proveniva dalle regioni degli attuali Congo, golfo di Guinea
e sud del Sudan.
Per queste popolazioni la parola tangó significava ‘spazio
chiuso’, ‘circulo’ e ‘qualsiasi spazio
privato nel quale per entrare bisognava chiedere permesso’.
E la stessa parola tangó indicava per i negrieri spagnoli
lo spazio in cui venivano rinchiusi gli schiavi e il posto dove
venivano venduti.
La mancanza di documentazione a riguardo non permette una risposta
definitiva ma appaiono chiare le radice nere di questo fenomeno.
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