Tango

Tango milonga

Video: TUTORIAL TANGO



spettacolo a teatro BREAK the TANGO

EL TANGO - Roberto Herrera

7 e 8 febbraio Milano, Teatro degli Arcimboldi
15 febbraio Bologna, Teatro Duse Bologna
24 e 25 febbraio Palermo, Teatro al Massimo
L’ultimo poeta del tango sarà in scena con dieci ballerini argentini e l’orchestra dal vivo. Insieme ci racconteranno del tango e del suo abbraccio universale come testimonianza storica e culturale di un popolo attraverso lo scorso secolo. La rappresentazione, in due atti, è portata in scena da un corpo di ballo di dieci elementi.
INFO e biglietti on line


spettacolo a teatro BREAK the TANGO

BREAK the TANGO

17 e 18 febbraio - Torino, Teatro Colosseo
19 febbraio - Genova, Politeama Genovese
21 febbraio - Bologna, Teatro Il Celebrazioni
Cosa potrebbe capitare se dei ballerini argentini di tango incontrassero dei danzatori internazionali di break ed electro dance?! Break the tango è lo show che porta in scena due stili di danza diametralmente opposti: la tradizione incontra la modernità e tutte le regole vengono spezzate. Mentre ballerini di tango come campioni del mondo German Cornejo e Gisella Galeassi volteggiano sul palco, una crew di atletici ballerini di break creano una fusione con le tradizioni della milonga.
Ciò che di primo acchitto sembra una combinazione impossibile si mescola in una perfetta combinazione, che diventa esplosiva. Una band di musicisti e cantanti accompagna la crew, suonando hits che spaziano da Adele a Otros Aires.
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Video: Storia del TANGO




Dall'Argentina, sezione a cura di Giulia Jannelli

TANGO: il nome

Così come incerta è la sua origine, leggendaria è anche l’origine del nome. Tra le varie ipotesi sembra che il termine indicasse il porto dell’Africa dove i trafficanti raccoglievano gli schiavi, altri lo fanno risalire alla deformazione del termine “tambor” (tamburo) da parte dei neri che la pronunciavano “tangò”. 
Il filologo Ricardo Rodríguez, grazie allo studio delle lingue degli schiavi portati in Argentina, afferma che la maggior parte proveniva dalle regioni degli attuali Congo, golfo di Guinea e sud del Sudan. 
Per queste popolazioni la parola tangó significava ‘spazio chiuso’, ‘circulo’ e ‘qualsiasi spazio privato nel quale per entrare bisognava chiedere permesso’. E la stessa parola tangó indicava per i negrieri spagnoli lo spazio in cui venivano rinchiusi gli schiavi e il posto dove venivano venduti.
La mancanza di documentazione a riguardo non permette una risposta definitiva ma appaiono chiare le radice nere di questo fenomeno.


Tango milonga


Le origini

L’origine del tango, un fenomeno culturale che comprende il ballo, la musica, la canzone e la poesia, è tanto affascinate quanto leggendaria.
L’unico aspetto che trova tutti d’accordo, sta nel suo luogo di nascita, unanimamente riconosciuto nella Buenos Aires della fine ‘800, una città in forte espansione, che sperimentava una sorprendente crescita demografica, provocata per lo più dalla esplosiva massa di immigrati provenienti da tutto il mondo. Spagnoli e italiani principalmnete ma anche tedeschi, ungheresi, slavi, arabi, ebrei etc. (ai quali si aggiunsero gauchos e indios che provenivano dall’interno del paese) tra il 1890 e il 1920 contribuirono a far aumentare la popolazione della città da 210.000 a 1.200.000 abitanti. Si trattava principalmente di uomini, poveri, che comunicavano a fatica in un lingua che non conoscevano, e che crearono un forte squilibrio di genere, tanto che la popolazione della città all’epoca era composta per il 70% da uomini, per i quali il ballo era la forma più economica e immediata di divertimento collettivo. Questo è lo sfondo nel quale si inizia a ballare il tango; così che il nuovo ritmo è al principio associato all’ambiente dei bordelli, poichè erano le prostitute e le cameriere le uniche donne presenti nelle accademie e nelle piste di ballo.
Trattandosi di donne che si dedicavano anima e corpo ai propri compagni accidentali, il tango iniziò a ballarsi in modo molto “sensuale”, provocante e esplicito. Aspetti poco accettati socialmente, tant’è che tesero a scomparire quando il tango cominciò a uscire dalle periferie della città per iniziare a farsi conoscere oltre frontiera.
La radice sensuale del tango si rifletteva anche nei versi delle canzoni, spesso osceni e con titoli che lasciavano poco spazio alla fantasia (Siete pulgadas, che canta dell’orgoglio di possedere un pene di 17,8 cm, El choclo che significa pannocchia ma che in lunfardo viene usato per indicare il pene, El movimiento continuo, Dejalo morir adentro lett.lascialo morire dentro...) Il tango rimase a lungo marginale e relegato alle classi basse, in quanto ritenuto moralmente inaccettabile dall’elite, i cui figli però non avevano altra scelta per poter divertirsi, ballare e conoscere donne che scendere nei bassifondi e invitare una “mina” o una “milonguita”. Fu poi questa giovane elite che durante i propri viaggi permise il suo sdoganamento da danza postribolare.
La chiave di volta nella diffusione del tango a livello mondiale fu il suo sbarco a Parigi, capitale del glamour e specchio di una società pluralista, in parte allegra e spegiudicata. In questo contesto il ballo osè nato sulle rive del Rio de la Plata incontrò il terreno ideale per fiorire e trasformarsi da curiosità esotica a moda e mania; da li alla fama in tutta Europa il passo fu breve. Paradossalmente fu l’interesse destato all’estero a permettere finalmente che in Argentina il tango facesse il suo ingresso nei saloni da ballo ufficiali dove la borghesia emergente si ritrovava cercando di fare della propria città la Parigi del Sud America.


Il Ballo!

Fino a metá del XX secolo veniva ballato indistintamente nei cabarets di lusso, nelle milonghe e nei club dei quartieri di Buenos Aires e Montevideo. Questo stile iniziale venne poi chiamato per l’appunto Milonghera; i ballerini sono molto vicini tra di loro e ballano molto attaccati.
L’ambiente del tango iniziò a acquisire i caratteri di una comunità a causa del suo linguaggio e del suo codice particolare.
Grazie alla fama internazionale questa danza iniziò a essere rappresentata in show in giro per il mondo e si idearono coreografie più audaci, con figure riprese dalla danza classica e figure ginniche che soppiantarono il carattere improvvisato che aveva avuto fino a allora. Si affermarono dunque lo stile detto Nuevo che prevedendo un maggior numero di passi da eseguire imponeva una distanza di almeno venti centimetri tra i due ballerini e infine il tipo di tango che si chiama Fantasia più teatrale e scenografico, maggiormente ricco di passi coreografati e ad effetto.
Le due caratteristiche comuni a questi stili sono la dissociazione tra i movimenti delle gambe e quelli del torso, inoltre a differenza degli altri balli che si basano sul ritmo, nel tango si da molta più importanza alla melodia. Attualmente si distingue tra “tango escenario” e il “tango salón”o da pista. Quest’ultimo è`quello che ballano i “tangueros” non professionisti. A Buenos Aires, si realizza ogni anni un torneo internazionale di tango, suddiviso in queste due categorie, al quale partecipano ballerini che provengono da tutto il mondo, Europa Centrale e del Nord, Stati Uniti, Corea e Giappone etc.
Una delle coppie di tango più elogiate, che danzava il tango salon (però professionalmente), era composta da Juan Carlos Copes e María Nieves, che danzarono sui palchi di tutto il mondo.
Altri celebri ballerini di tango che divennero famosi oltre la frontiera delle milonghe furono Benito Bianquet (detto El Cachafaz) e Jorge Orcaizaguirre, conosciuto come Virulazo. Nel 1990 i ballerini Miguel Angel Zotto e Milena Plebs fondarono la compagnia Tango X 2, che permise la nascita di una nuova corrente di giovani che si impegnó nello “svecchiamento” del tango.
A questa ripresa miracolosa contribuì molto il successo internazionale ottenuto dalla compagnia Tango Argentino e dalle stelle di oggi come Mora Godoy e la coppia Mayoral e Elsa Maria.


Tango milonga


La musica

Musicalmente il tango si può considerare un parente dell’habanera cubana e pertanto figlio del trambusto mercantile tra i porti di lingua spagnola dell’Havana e di Buenos Aires. Inizialmente veniva interpretato da gruppi che disponevano solo di flauto, violino e chitarra (quando mancava la possibilitá si ricorreva all’accompagnamento di un pettine che si trasformava in uno strumento a fiato, grazie all’utilizzo di una cartina da tabacco e di un “soffiatore” esperto).
Il mitico “bandoneòn” arrivó piú tardi, nel 1900 circa, con gli immigrati tedeschi, prendendo a poco a poco il posto del flauto. In quest’epoca i primi tanghi erano anonimi, il tango era più che altro un modo di interpretare melodie già esistenti, e i primi compositori non sapevano nè scrivere nè leggere musica.
Nel 1917 nasce il tango canzone con Carlos Gardel che ne fu il re fino alla sua morte nel 1935.
Gli anni ’40 furono invece la decade delle grandi orchestre (fondamentali furono quelle di Anibal Troilo, Osvaldo Pugliese, tra gli altri).
Tra gli anni’60 e gli ’80, se si riconosce che Astor Piazzolla costituisce un capitolo tutto suo nella storia di questo genere, sono anni difficili anche per il tango-canzone, oggi pienamente superati grazie alle nuove giovani orchestre (Orchestra Color Tango e l’Orquesta Típica Fernandez Fierro) e all’interessante fenomeno di fusione del tango con il jazz, il rock e l’elettronica presentato dalle formazioni Bajofondo Tango Club, Tanghetto e Gotan Project. Porteño o universale, tango-danza o poesia di Buenos Aires, il tango è sopravvissuto a ogni tipo di crisi e il livello di sofisticatezza raggiunto tanto a livello di danza quanto di musica mostra chiaramente la maturità di questa manifestazione che ha ormai raggiunto gli albori del suo secondo secolo di vita.


Iniziare a Ballare!

Due sono i modi in cui si può imparare a ballare tango, in realtà complementari: nelle scuole di danza e nei locali da ballo.
Passare direttamente ai locali da ballo permette di affrontare la grande sfida di riuscire a ballare misurando il proprio spazio per non invadere quello delle altre coppie di ballerini e di stringere rapporti con un gruppo che condivide la stessa passione. La musica stessa è sempre calibrata su un volume che permetta ai ballerini di scambiarsi qualche parola durante il ballo. Uno degli aspetti più affascinanti è dato dal codice non scritto di regole che si sono andate imponendo con il tempo.
Tra queste la norma dei «tre tanghi»: quando un uomo invita una donna a ballare (non dovrebbe mai accadere il contrario), eseguiranno assieme almeno tre balli. Se uno dei due decide di ritirarsi prima significa che non gradisce la compagnia, ed è considerato un comportamento altamente offensivo.
Ballare quattro brani significa che si apprezza il partner ballerino. Un'altra regola, si chiama «cortina» ed è affidata al Musicalizador, che è il dj dei tanghèri: ogni quattro brani di tango viene inserito un pezzo di un altro genere musicale, cosìcché le coppie si possono sciogliere. Se le fanciulle desiderano essere invitate a ballare, è opportuno che posizionino le loro sedie a bordo pista e facciano capire con lo sguardo che sono disponibili a ballare, una volta che l’uomo le abbia invitate con el “cabeceo”(movimento della testa dal basso verso l’alto).
E' buona norma, inoltre, che gli uomini invitino a ballare le nuove arrivate. Per arrivare a ballare servono una decina di lezioni, che si possono effettuare in un paio di mesi.


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Video: TUTORIAL dei passi base del Tango










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