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17 dicembre 2007
Buenos Aires - Nel Café Tortoni , il nuovo ministro della Cultura porteño, Hernán Lombardi, ha rassicurato i tangueros che sia il Festival de Tango che il Mondiale di tango continueranno a fare parte dell’agenda di attivita della nuova amministrazione.
Non sono pero mancate le sorprese dato che è stato annunciato per entrambi gli eventi un cambio di data: dal tradizionale febbraio sono slittati ad agosto.
"L’obiettivo è che il tango diventi per Buenos Aires quello che il carnevale significa per Río de Janeiro, vale a dire, una marca", ha sottolineato Lombardi, che coprirà anche il carico di presidente dell’Agenzia di turismo porteña.
Il X Festival Buenos Aires Tango si terra quindi dal 15 al 23 de agosto 2008, mentre il VI Campionato Mondiale di Ballo di Tango avra luogo dal 23 al 31 di agosto e avrà inizio con una gran Milonga con orchestre dal vivo nello Stadio Obras, a Nuñez.
Lombardi ha presentato inoltre il nuovo direttore dei festivals di tango, il musicista e produttore Gustavo Mozzi.
"Una delle mie preoccupazioni è stata quella di generare uno spazio alternativo anche in un ambito tanto tradizionale come il tango. Mi piacerebbe riuscire a ripetere questa esperienza anche nel festival e nel mondiale", ha dichiarato Mozzi.
Nel Festival ci sarà spazio per i giovani compositori, tra cui Luis Borda e Pablo Mainetti, cosi come per l’umorismo e la scena teatrale.
Caloi coordinera uno spazio destinato ai fumetti, l’ animazione , i disegnatori e il tango e Rodrigo de la Serna sara il protagonista di un sainete.
Il programma si potra consultare su www.tangodata.gov.ar
VIII
FESTIVAL BUENOS AIRES TANGO (24/02- 05/03) 2006
È terminata il 5 di marzo l’ottava edizione di un appuntamento
imperdibile per i cultori di tango di tutto il mondo.
Il Festival Buenos Aires Tango di quest’anno è riuscito nell’intenzione
degli organizzatori a coniugare la tradizione con l’innovazione, recuperando
momenti “classici” e introducendo aspetti moderni e trasgressivi.
Ha mostrato a un pubblico costituito da aficionados provenienti da tutto il mondo
l’anima del tango, sintetizzandola nei suo caratteri nostalgici e trasgressivi,
trasformando questo Festival in una celebrazione collettiva in cui tutti sono
stati chiamati a partecipare. Si è potuto accedere a tutte le attività (concerti,
visite guidate nei luoghi storici del tango, lezioni di ballo) in forma gratuita.
Le uniche attività a pagamento sono state le milonghe notturne in cui
suonavano orchestre in versione ridotta.
Il Tango in tutte le sue varianti ha occupato strade, piazze, mercati, parchi
e ha dato la possibilità a musicisti, compositori, ballerini di interagire
con il pubblico e di mostrare ancora una volta come il tango sia parte integrante
dell’identità collettiva porteña.
Sabato 25/02
Tango, jazz e folklore.
Il primo sabato nel Dorrego, un enorme capannone adibito a spazio esposizione
per mostre e manifestazioni artistiche e che è stato convertito nel
centro pulsante del Festival, è stato il turno di due appuntamenti molto
interessanti.
Sotto la grande struttura già dal pomeriggio erano stati allestiti una
serie di stand che offrono tutto ciò di cui un tanguero potrebbe avere
bisogno; musica, corsi di tango, vestiti e scarpe, gioielli e souvenirs del
festival.
Si poteva inoltre visitare una mostra di intensissime foto scattate in occasione
degli incontri dell’anno scorso.
A un estremo della struttura ha funzionato per tutta la durata della
manifestazione lo spazio ballo, un improvvisato pavimento di legno rialzato
e circondato dai tavoli e dalle sedie di un caffè, grazie al quale si è riusciti
a ricreare l’atmosfera delle Milonga. il luogo per eccellenza nel mondo
del tango.
All’altro estremo invece il palco per i concerti, ma anche in questo
caso, oltre allo spazio destinato al pubblico è stato creata una contro-milonga.
Il primo concerto della serata è stato quello dei giovani componenti
dell’Aureliano Tango Club, provenienti dalla città di Cordoba,
che con contrabbasso, piano e batteria (e l’incursione in alcuni momenti
del classicissimo bandoneón) hanno interpretato un repertorio tanguero
di classici “Tinta roja", "Los cosos de al lao" o "Mano
a mano"- riletti in chiave jazziztica e presentato proprie composizioni.
Dopo una pausa per permettere al pubblico di rifocillarsi, ballare qualche
tango e dare un’occhiata in giro per gli stand, sono saliti sul palco
due imperdibili protagonisti delle nuove tendenze, per la prima volta chiamati
a improvvisare “intorno al tango” e che hanno fatto risaltare
come il tango si possa ritrovare nella tradizione così come nell’ innovazione.
Il primo artista a presentarsi sul palco è stato Adriàn Iaies,
un eccezionale pianista che ha deliziato il pubblico nella prima parte del
concerto con una serie di improvvisazioni jazzistiche che hanno evidenziato
le sue qualità di interprete di brani storici e propri, arricchiti dal
virtuosismo che lo caratterizza. Nella sua musica orchestra il il tango secondo
lo stile jazzistico, approfittando degli elementi in comune che i due generi
condividono. La differenza la fa però il bandoneòn. E infatti
al termine di un meraviglioso medley con cui ha reso omaggio a Troilo, Gardel
e Piazzolla, il pianista ha invitato sul palco il suo partner della serata,
il bandoneonista Raul Barboza, il più importante artista chamameceros in
circolazione, che ha commosso il pubblico ammettendo il suo orgoglio nell’essere
stato invitato finalmente a una manifestazione ufficiale di questo calibro,
dopo anni di esilio a causa del suo stile ritenuto a torto semplice floklore.
Barboza proviene da una famiglia di origini guaranì e anche per
questo ha dedicato la sua carriera alla rivalutazione della musica litoreña,
rendendola famosa in Argentina e nel mondo. Lo stesso Iaies ha ammesso che “Anche
a me è apparso esotico all’inizio come partner, me l’hanno
proposto i tipi del Festival. Ma abbiamo dovuto trovare un punto di contatto.
La prima volta che ci siamo visti sono bastati 15 minuti per entrare in sintonia”.
Ha avuto inizio dunque un meraviglioso momento di improvvisazione tra i due
artisti che duettavano dandosi reciprocamente il tempo, il ritmo e la melodia
in un succedersi di istanti altissimi di intesa musicale, in un susseguirsi
di celebri brani come Los Mareados, Nostalgias, Romance de barrio. Il concerto
si è concluso con un set di Barboza, inizialmente solo quindi raggiunto
dai suoi collaboratori di sempre con i quali ha eseguito alcuni dei suoi classici
.
Si tratta di un musicista molto versatile che ha fatto della sua vita
e delle sue esperienze musica e noto per la sua semplicità e umiltà. “Per
me quest’occasione è arricchente e divertente; avevo solo qualche
dubbio sul luogo ...perchè la nostra musica ha un carattere intimo.
Ho consigliato a tutti di portarsi il mate, sedie pieghevoli e cuscini”.
La serata è poi proseguita grazie al musicalizador nel classico stile
milonguero.
Domenica 26/02
Una domenica sera alla Boca.
La Boca è uno dei quartieri storici non solo di Buenos Aires bensì dell’origine
stessa del tango. È qui, alla foce (per l’appunto la boca) del
fiume Riachuelo e nei dintorni del vecchio porto dell città che si insediarono
le prime grandi comunità di immigrati italiani, genovesi in particolare. È qui
che sorsero i primi locali in cui si iniziò a ballare, a cantare e a
suonare il tango, quello dei primordi, in cui la sensualità e la nostalgia
di uomini giunti a inseguire il sogno di una nuova vita, oggi hanno lasciato
il posto a una miseria diffusa e al fanatismo per la squadra di calcio
del Boca (quella del primo Maradona per intenderci).
Il programma del festival ha previsto che ogni sera piccole (per numero dei
componenti) orchestre molto conosciute animassero alcune fra le milonghe storiche
di Buenos Aires.
In questo caso si è trattato dell’originale La Tuba Tango (chitarra
classica, tuba, bandoneon e clarinetto) i cui componenti si presentano vestiti
come musicisti di un’orchestra jazz degli anni ’30 (cappello di
paglia, camicia a righe e bretelle) che per un’ora e mezzo hanno animato
la serata danzante del club Alma de Bohemio (Anima del Bohemien).
Martedì 28/03 - Un classico
Il martedì al Dorrego è stato il turno della classica, istituzionale
e imperdibile Orquestra del Tango de la Ciudad de Buenos Aires, che dal 1980,
anno della sua fondazione, ha suonato in tutte le grandi sale dell’Argentina
e dell’America Latina con l’obiettivo di avvicinare il tango a
un pubblico sempre più ampio, in particolare ai bambini e ai giovani.
Si è trattato di uno show in piena regola. Alla direzione dell’orchestra
si sono succeduti i due Maestri Carlos García e Raúl Garello.
Il primo con uno stile più classico e pacato il secondo più vigoroso
e con incursioni nel tango contemporaneo. Nel ricorrere brani, resi famosi
dalle grandi orchestre degli anni ’40 e ’50, hanno invitato a partecipare
i giovani ma giá affermati cantanti Roxana Fontán e Guillermo
Frenandez che ha concluso il concerto con un omaggio a Anibal Troilo e a Discepolin
in una sorta di autoreferenzialità che caratterizza il tango nel suo
continuo autocitarsi.
Al canto si è alternato il ballo, sia sul palco che nella milonga improvvista
del Dorrego.
Fortissima l’empatia con il pubblico, coppie e famiglie, stranieri e
tangueiros professionisti e coloro che, non potendo venire di persona, hanno
potuto seguire l’evento attraverso la diretta della Radio 2*4 (l’emittente
ufficiale di tango della città di Buenos Aires).
Mercoledì 01/03 - Il Tango “loco”.
Ogni 2° e 4° mercoledì mattina di ogni mese da quattro anni
a questa parte due coraggiosi professionisti hanno deciso di creare un corso
di tango nel teatro del Ospedale psichiatrico Josè Tiburcio Borda, al
quale possono accedere tutti, pazienti e persone che pensano che i “pazzi” siano
innanzitutto individui.
E il Festival di Tango di quest’anno ha deciso di fare di questo luogo
una delle sue sedi.
Trasmette una strana sensazione entrare in un manicomio, l’ascensore
rotto e i quattro piani da fare a piedi danno la possibilità di incontrarsi
per una volta faccia a faccia con un mondo di solito estraneo e nascosto fatto
però di esseri umani sorridenti o scalmanati, presenti o persi in una
dimensione lontana e irraggiungibile.
Una volta raggiunto il teatro mi siedo accanto a un uomo di mezz’età molto
elegante che mi mostra orgoglioso lo screen saver del suo cellulare in cui
appare magicamente una delle icone del tango, Carlos Gardel, e mi aiuta durante
lo spettacolo a riconoscere i classici, gl autori, a districarmi nella giungla.
Nonostante il poco tempo a disposizione, verso le 10.30 in una sala affollata
il programma ha avuto inizio con una serie di tre tanghi in cui si sono
cimentati i pazienti che invitavano il pubblico. È stato quindi il momento
dei professionisti; tre coppie di ballerini che hanno partecipato allo spettacolo
Tango Argentino si sono dati
il cambio mostrando in quanti modi diversi sia possibile interpretare il tango.
Gachi Fernandez e Juan manuel Fernandez con uno stile composto ed elegante,
Carlos e Ines che mescolavano la danza con la recitazione e quindi gli arzillissimi
Gloria e Eduardo che nonostante superino i 60 hanno dato dimostrazione di un’agilità fenomenale.
L’ultimo tango ha visto la partecipazione di tutti i ballerini che secondo
una procedura classica si sono scambiati le coppie dando una meravigliosa dimostrazione
di quanto versatile possa essere questo ballo.
Per accontentare tutti è partita dunque una seconda milonga.
A chiusura del programma sono stati invitati a salire sul palco i componenti
del gruppo La Chicana, chitarra classica, violino, basso, bandoneón
e cajòn peruviano. A impreziosire le performances del gruppo la voce
della cantante Dolores Solà.
Il gruppo, vincitore nel 2004 del premio Carlos Gardel nella categoria nuovi
interpreti di tango, ha eseguito brani propri mescolando tango e chacarera,
e tangazos come ”Por una cabeza” resa indimenticabile da Carlos
Gardel. Per quest’ultimo brano viene invitato a partecipare Hugo, che
si definisce un internato del manicomio esterno, che ha dimostrato di possedere
una voce straordinaria, un gran sense of humor e una sensibilità estrema.
"È la nostra festa di fine anno", ha commentato il milonguero
Juan Manuel Fernández, che insieme all’artista Silvana Perl (e
a vari volontari argentini e stranieri) organizza il corso terapeutico di tango
che tornerà a partire dal prossimo mercoledí.
Sabato 04/03 -
Il tango in strada.
Il sabato sera è stato il turno della Gran Milonga all’aperto.
Con l’ombra dell’ Obelisco (simbolo della città) che si
stagliava all’orizzonte la “avenida” (il nostro Corso) Diagonal
Norte si è trasformata in una pittoresca pista da ballo. Per le donne
la mise era tacchi alti e gonna altezza ginocchio mentre gli uomini sfoggiavano
completi anni ’30 e scarpe lustre. Verso le 21 l’orchestra di Lisandro
Adrover iniziò a suonare temi strumentali fino all’apparizione
del cantante Alberto Podestà sommerso dagli applausi quando iniziò a
cantare Yira Yira.
Il palco ha visto nel corso della serata il succedersi delle esibizioni della
Orquestra de la Escuela de Tango, nata nel 2000 sull’onda della rinascita
di questo ballo, l’Orquestra Sexteto Mayor.
Nell’Avenida straripante di porteños e turisti provenienti per
la maggior parte da Stati Uniti, Giappone e Germania, ogni 15-20 metri
si apriva un ampio circolo in cui le coppie di milongueros, sempre curiose
di poter accedere a luoghi differenti, si mettevano alla prova incuranti del
pavimento d’asfalto che per una volta sostituiva il ben più confortevole
e tradizionale parquet delle sale da ballo tradizionali.
Domenica 05/03 -
El cierre- la chiusura.
La chiusura del Festival era dunque avvenuta il sabato sera, affidata alla
tradizione dellle orchestre e del ballo, ma la domenica sera, data ufficiale,
ha permesso di sigillare quest’edizione aprendo le porte a musicisti
famosi che solitamente si dedicano a altri stili di musica, contando con la
presenza di quasio 6.000 persone.
L’inizio del concerto è stato affidato a un trio che da molto
tempo non suonava più insieme il Trio Vitale-Baraj- González
(piano elettrico, fiati e basso), in cui Lito Vitale ha dato sfogo alla sua
genialità grazie a uno strumento che in alcuni momenti sembrava un coro
gospel a tratti una cantante lirica.
Vitale ha poi accompagnato al piano in una serie di tanghi classici i due cantanti
Patricia Sosa e Juan Carlos Baglietto
Il segretario alla cultura della città di Buenos Aires Gustavo Lopez
ha sottolineato come “il festival non è solamente una festa popolare,
ma soprattutto uno spazio destinato a rafforzare la continuità di un’espressione
culturale che non dev’essere considerata un oggetto da museo ne un souvenir
turistico”. È la dimostrazione del successo l’hanno data
le sorprendenti cifre; in 10 giorni di festival si contano in 175.000 gli
spettatori alle diverse performance, 9.800 coloro che si presentarono alle
70 lezioni di tango gratuite e 641 gli artisti che sono saliti sul palco a
suonare e cantare.
INOLTRE ...
> In Maggio-Giugno il Campionato cittadino
di Tango – Salòn
> 12/20 Agosto il Campionato mondiale di Ballo di Tango
Porteño è detto
l’abitante di Buenos Aires.
In maggio-giugno è il
turno del Campionato metropolitano di tango salòn, mentre nella
seconda metà di agosto è il turno del Campionato mondiale
di ballo Tango..
Chamachè è un
ballo tipico delle zone nord-est dell’Argentina (Corrientes, Chaco,
Formosa, Misiones e il nord di Entre Ríos) a maggior concentrazione
indigena.
Si tratta di una compagnia
di ballo che alla fine degli anni’80 inizio ’90 ha riportato
il tango a i suoi fasti originali, prima all’estero e poi in “patria”.
“Quando la fortuna,
che è femmina, ti verrà meno e ti lascerà impalato,
quando sarai sul lastrico, senza meta e disperato. Quando non avrai fiducia,
né fondi vecchi di mate asciugandosi al sole, quando spaccherai
le suole
in cerca del soldo che ti faccia mangiare, l'indifferenza del mondo che è sordo
ed è muto solo allora sentirai.
Vedrai che tutto è menzogna, vedrai che niente è amore e
al mondo nulla importa, gira, gira.
Quando ti spezzerà la vita, quando
ti morderà il dolore, non aspettarti un aiuto, né una
mano, né un favore”. YIRA YIRA Enrique Santos Discépolo
Editorial Julio Garzón, 1930 Trad. Meri Lao
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Aureliano
Marìn cantante e contrabbassista dell’Aureliano
Tango Club. Foto di G.J.

L’Orquestra del Tango de la Ciudad
de Buenos Aires diretta
dal Maestro Raul Garello con la partecipazione della cantante
Roxana Fontàn. Foto di GJ.
Hai una scuola di Tango?
Fai
conoscere la tua scuola
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