Tango Dall'Argentina,
sezione speciale a cura di
Giulia Jannelli

IN ESCLUSIVA
Intervista a Monica Cerquetta


Monica Cerquetta è un'ottima insegnante italiana di Tango ora presente a Buenos Aires.

Monica nasce a Recanati e i suoi primi 17 anni la vedono impegnata a sviluppare le sue doti artistiche nella musica, nel canto e nel teatro nella zona tra Monte San Giusto, un piccolo borgo di 7.200 anime, e Pesaro, dove la sua esperienza più importante sarà il lavoro di mimo insieme alla compagnia di Dario Fò al Teatro Rossini.
La danza però, moderna e classica, domina da subito.
Il tango lo conosce prima sotto forma musicale attraverso la voce di Julio Iglesias, che pur non essendo argentino, ai suoi tempi d’oro poteva farsi benissimo passare per un varòn del tango, bello, affascinante e ammiccante...
Quindi grazie alla Spagna conosce l’esistenza del tango, ma è in Messico che inizia a ballarlo; quasi che il mondo iberico avesse congiurato che quella doveva essere la sua strada...

Con il suo bagaglio classico-moderno Monica si trova al bivio in cui tutti prima o poi si imbattono: “....e adesso che faccio? Seguo la passione per il ballo, , continuo con il mio impiego “tradizionale”, metto i sogni un cassetto e relego il ballo al sabato sera?”.

Monica: “Mi resi conto che Monte San Giusto non mi avrebbe dato la risposta, e mi comprai un biglietto per il Messico, destinazione Playa del Carmen. Lì incontrai un argentino che ballava in uno show di tango nel mio albergo... più rapidamente del previsto avevo trovato la risposta ai miei dubbi. Ci innamorammo e alla fine della stagione lo seguì a Buenos Aires dove in sette mesi iniziai a ballare Tango. Le mie scuole sono state la Glorieta de Barraca, una milonga all’aperto, nel quartiere di Belgrano, il Sunderland, il Cunning ...

Giulia: Raccontaci meglio come sono stati i tuoi primi anni di “apprendistato tanguero”.

> Monica: Più duri del previsto...infatti la mia storia d’amore è finita, mi sono trovata a far tutto da sola ma molto determinata nella scelta che avevo fatto quella di andare avanti a ballare, precisamente il tango, quando ancora da noi non era scoppiato il boom. Ho vissuto per un anno nel barrio (quartiere) di San Telmo, facendo lezione, allenandomi e ballando ballando ballando, come si dice da queste parti, a full! Tornavo a casa dalle milonghe che mi faceva male tutto!
Ma il giorno dopo ricominciavo il tour de force, senza farmi condizionare troppo da questa fase che è una tappa che tutti i ballerini ciclicamente devono vivere...

> Giulia: Quindi ti sei subito trovata a tuo agio in questo nuovo mondo?

> Monica: Beh, non è stato così semplice... dato che il tango è un ballo di coppia, per poter migliorare e iniziare a farsi un nome nel giro è importante avere un buon ballerino, e come in tutto il mondo anche nel tango la precentuale di uomini è molto inferiore a quella delle donne, e questo a volte porta a una triste competizione tra noi donne per accaparrarsi il ballerino giusto...
A questo aggiungi che non essendo di qui mi sono dovuta fare la mia bella gavetta perchè si potesse dire in giro “La tana balla bene”....una volta che si inizia a dire questo di una ballerina, si entra ufficialmente nel giro, significa essere invitata a ballare dai bravi e essere sdoganata dal ruolo dell’intrusa. Insomma ti permette di poter veramente godere del ballo al 100%.

> Giulia: Spiegaci questo codice del tango a cui accennavi, dell’essere invitata a ballare, insomma degli usi e costumi che è meglio sapere prima per evitare figuracce “all’italiana”....

> Monica: Il tango, sopratutto fino a quando non ha iniziato a imporsi come moda in tutto il mondo, aveva un suo codice di norme molto rigide su come ci si dovesse comportare nella milonga, il locale da ballo per eccellenza.
Dovete immaginarvi un locale, tipo le nostre balere, fumoso e poco illuminato, con al centro una pista da ballo circolare o quadrata con il pavimento di legno, circondata da tavolini.
Fino a qualche tempo fa, quando il tango non interesseva i giovani e non richiamava i turisti, erano solo e esclusivamente gli uomini a invitare a ballare le donne, e non lo facevano avvicinandosi al tavolo ma attraverso il cabeceo (da cabeza= testa), un movimento della testa dal basso in alto, a cui la donna poteva rispondere alzandosi dal tavolo e andandogli incontro o semplicemnete ignorandolo...
Inoltre se una donna arrivava alla milonga accompagnata da un uomo poteva scordarsi che la invitassero, e ancora adesso all’accompagnatore viene chiesto il permesso..
Una volta sulla pista le coppie, più che altro l’uomo, devono rispettare il senso antiorario del giro, evitare di scontrarsi con le altre coppie e rispettare la divisione degli spazi; il centro della pista è dei bravi, i novelli dovrebbero rimane nella parte esterna per evitare situazioni tipo piste di... non mi viene il nome...

> Giulia: Vuoi dire il go-kart ?

> Monica: Esatto! A volte ho dei problemi con l’italiano! Ogni tre brani, in gergo tandas, il Dj inserisce una cortina, un pezzo che può essere un tango non ballabile o un brano di salsa, rock o reggae, per dare il tempo ai ballerini di scambiarsi le coppie o seguire con la stessa mina (ragazza) se la coppia ha funzionato...
Le milonghe sono sostanzialmente un luogo di incontro per gente a cui piace il tango. Nonostante si tratti di un ballo che prevede molto contatto fisico, non sono posti per cercare il baccaglio...si balla e punto...

> Giulia: E per quanto riguarda i personaggi di questo mondo notturno, il mito del varòn del tango ha qualcosa di vero?

> Monica: Come ti dicevo prima si tratta di una ambiente molto competitivo. C’è molta invidia, sopratutto tra le donne, e a ragione! Il tanguero generalmente è un donnaiolo e un narciso, che si presenta in pista tutto azzimato e elegante,  e se a questo aggiungiamo che nel ballo è lui che decide i passi, la direzione nella pista, finisce che la donna la maggior parte delle volte non può far altro che cercare di adattarsi meglio possibile allo stile del ballerino. Ci sono anche ballerini “più moderni”che danno più spazio alle donne e alla possibilità di mettere del proprio nella danza. Inoltre con la nuova passione che si sta diffondendo tra giovani e turisti, anche l’abbigliamento sta diventando più informale, e il clima non è più esclusivamente quello “bulli e pupe”..
Nelle lunghe notti delle milonghe si sono creati dei “classici”, personaggi che ritrovi dappertutto. C’è il Tano, un corpulento cinquantenne che sembra vivere sola la notte. Lo si incontra in tutte le milonghe con il suo wisky in mano e le sue camice sgargianti stile hawaiano. Con il soprannome che gli hanno affibbiato si è creata la leggenda che si tratti di un pezzo grosso della mafia...in realtà è solo un aficionado delle milonghe notturne, un bravissimo ballerino ma vedendolo è difficile pensare che possa avere un normale lavoro diurno... Poi c’è Chuchu, sicuramente un nome d’arte anche nel suo caso, che però le sta benissimo. Immaginati un donnino, una specie di bambolina che si presenta sempre vestita di pizzi e tulle, con un visino di porcellana. Anche lei la puoi incontrare tutte le sere in almeno due o tre milonghe diverse..
Invece una coppia deliziosa e storica è quella composta da Osvaldo e Coca, due sessantenni che l’anno scorso hanno vinto il Campionato di Tango Salon di Buenos Aires. Fanno molta tenerezza perchè sembrano entrambi molto fragili, per di più lui ha problemi di cuore, ma in realtà sono due rocce a cui se togli le notti nelle milonghe hai tolto la vita...

> Giulia: Ci puoi organizzare una settimana milonghera virtuale per un italiano che venga a Buenos Aires per ballare e mettere in pratica quello che ha appreso in Italia?

> Monica: Cercherò di essere molto sintetica ma in realtà la scelta è amplissima, sono più di 50 le milonghe a Buenos Aires, che si dividono per giorni e gli habituès sanno che il martedì si va in quel posto e il giovedì in quell’altro e per orario ci sono quelle del mezzogiorno, quelle del pomeriggio e quelle della sera, ti posso fare un quadro di quest’ultime..

Il lunedi è perfetto il Salon Canning, sul presto verso le 20 danno lezioni per principianti e livello intermedio mentre a partire dalle 24 inizia la milonga vera e propria.

Il martedí è molto carino il Porteño y Bailarin che dispone di due piste da ballo con il pavimento di legno, con uno stile milonguero elegante.

Il mercoledì si può iniziare con La Nacional, che è il salone della Associazione Nazionale Italiana. Qui le star sono i fratelli Pablo, Guillermo e Gustavo Banchero. Da lì è si può passare alla Viruta, una milonga ospitata nella enorme struttura del Club Armenio di Buenos Aires. È una delle milonghe più popolari, nel senso di conosciute, la sala è enorme e i corsi sono organizzati su 5 livelli dai principianti ai semi-professionisti., Alle lezioni si alternano brevi spettacoli dei maestri sulle note di tanghi classici del new-tango.

Giovedì è la volta del Niño Bien, nelle sale del Centro de la Región Leonesa. La milonga va avanti fino all’alba.

Venerdi il clima inzia a farsi bollente. Si può tornare al Canning per passare poi a una delle altre concludendo alla Viruta che da sempre è quella che chiude piu tardi, alle 06.00

Sabato la primera puntata è al Beso mentre consiglio continuare al Sunderland club nel barrio di Villa Urquiza, si tratta di un campo di basket ma l’atmosfera non ne ristente per nulla.

E l’ultimo giorno di questo tour de force mi piace pensarlo al Torquato Tasso, in San Telmo, con un pavimento mosaicato e il Parco Lezama di fronte è la scenografia ideale per vedere i progressi fatti in questa settimana milonguera..

> Giulia: Splendido! Insomma ce n’e per tutti i gusti! Senti e qualche consiglio per chi sta iniziando ora la sua esperienza tanguera?

> Monica: Innanzitutto un avvertimento.
L’inizio è determinante, come in ogni cosa, ma nel tango bisogna mettersi in testa che il lavoro preparatorio è durissimo.
Ci vogliono una grande pazienza e buona volontà per poter lavorare tanto e duramente. Di tutto questo lavoro si inzia a godere e vedere realmente i frutti una volta trascorso l’anno di duro studio e applicazione. Può risultare utile combinare la danza con altre attività come lo yoga o lo stretching. E una volta che ci si sente un minimo pronti, andare a ballare il più possibile!!!
Quando si è in pista ricordare che i ballerini a diffenza degli altri balli di coppie non devono appoggiarsi ma rimanere bene saldi sul proprio baricentro: la donna rimane tutto il tempo sulle mezze punte, il metatarso, con le dita dei piedi ben aperte per mantenere l’equilibrio, e sperare di essere guidata da un bravo ballerino che solo con la leggera pressione delle mani e delle spalle le fa capire in che direzione deve andare e che passi fare...

> Giulia: Grazie mille Monica, adesso ho le idee un pò più chiare. Perchè è veramente un mondo affascinante ma senza una “guida” non è facile districarsi tra codici e riuscire a goderlo appieno!
E adesso fatti un pò di pubblicità.

> Monica: Con piacere! Alla fine son riuscita a trovare i miei ballerini, Alejandro e Hernàn (quello del video) e sono ormai tre anni che do e diamo lezioni, private e di gruppo.
Quindi per chiunque venga da queste parti e voglia già  organizzarsi un ciclo di lezioni (con pratica nelle milonghe inclusa!) potete contattarmi a: Tangomonika70@hotmail.com

ELENCO DELLE MILONGHE
DI BUENOS AIRES CITATE:

  1. El Beso, Riobamba 416
  2. La Nacional, Asociación Nacional Italiana, Alsina 1465
  3. La Viruta, Club Armenio, Armenia 1366.
  4. Niño bien, Centro de la Región Leonesa, Humberto I° 1462.
  5. Porteño y Bailarín, Riobamba 345.
  6. Salon Canning, Scalabtini Ortiz 1331.
  7. Sunderland Club, Lugones 3161
  8. Torquato Tasso, Defensa 1575.

 

 

 

SITI INTERNET UTILI:

    • www.todotango.com.ar:
      in spagnolo e inglese offre una scelta amplissima di informazione sopratutto sulla discografia di tango e gli artisti.
    • www.tangodata.com.ar: sito del Comune di Buenos Aires molto aggiornato su quello che passa in città
    • www.abctango.com.ar: per conoscere orari e indirizzi delle milonghe
    • www.elportaldeltango.com: contiene parole di canzoni, biografie degli artisti e un breve dizionario di lunfardo
    • www.tangocity.com:
      pagina web dell’eccellente emittente tv via cavo Solo Tango, interamente dedicato al tango

     

     

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Il ballerino :
breve Bio di HERNÁN BRUSA


Hernan Brusa é argentino, nato a Mar del Plata, (localitá di mare molto famosa a 500 km da Buenos Aires) dove ha iniziato a ballare tango ai 20 anni, ne ha recentemente compiuti 29.

Il suo primo maestro fu Dinzel e l’alchimia fu tale che lo seguí a Buenos Aires dove poté avvicinarsi a maestrii come Chicho, Damian y Nancy, Pablo y Dana, etc.
Attualmente lavora su palchi importanti come l’Homero Manzi, la Ventana, Sabor a Tango e ultimamente actualmente en Bocatango.
Da solo o in compagnia di ballerine come Monica, da classi individuali e di gruppo, sopratutto a turisti.

Potete contattarlo al suo indirizzo mail: herbrusa@yahoo.com.ar