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Il coreografo, parlandone, ha
definito “Psycotango” quasi un divertisment,
un modo per non prendersi sul serio; per giocare un po’ con se stessi e
con il ballo.
Della Monica torna indietro nel tempo, cogliendo gli aspetti ironici e simpatici
del tango, il cui significato drammatico serioso di solito prevale maggiormente.
Lo spettacolo si apre con l’apparizione tra il pubblico di una donna, che
si finge una barbona e che sale poi sul palco, barcollando ubriaca ma che poi
al suono di un tango, toglie i panni sporchi e indossa un magnifico abito e scarpe
da ballo rosse e si lancia nel ballo,dimentica dei suoi problemi. Sul palcoscenico
danzano 4 coppie di ballerini, che quasi come un gioco si scambiano più volte
i ruoli, si prendono e si lasciano,si odiano ma si amano comunque, inscenando
passi a due divertenti e vivaci,tra uomini e donne che sanno essere prima sensuali
e poi quasi brutali.
Un lavoro molto più sentito e profondo è “Pelle”, i
cui significati complessi sono però facilmente comprensibili anche al
pubblico, che resta profondamente affascinato dall’eleganza dei movimenti,
dalla forza che viene espressa dagli sforzi e dai gesti.
I ballerini sono solo corpi di uomini, che provano continuamente l’un l’altro
a trafiggersi e rubare la propria pelle, simboleggiata da un impermeabile nero,che
i ballerini si scambiano forzatamente; donne con donne,uomini con uomini e viceversa,
senza regole né limiti.
La danza diventa quasi folle in alcuni momenti per ritornare serena e impostata
in altri e le coreografie, a mio parere,splendide rendono perfettamente il significato
profondo dello spettacolo.
L’uomo,in sé contiene il desiderio, di
rubare l’esistenza dell’altro, che si esprime appunto con la pelle
dell’altro,che viene assimilata per ricreare se stessi: è il nostro “io” che
desidera ricrearsi rubando dagli altri gli elementi per farlo. Il tutto vorrebbe
avvenire quasi in anarchia, anche materialmente tra i ballerini, ma così non
avviene, perché due figure, una quasi celestiale e una infernale, simboleggianti
l’acqua e il sangue, come in un circolo vizioso continuano, regolano, incoraggiano,
si vendicano, dibattono, per la sorte di questi uomini, di questi corpi; e quando
sembra che il sangue abbia preso il sopravvento, sopraggiunge di nuovo l’acqua
che rinasce senza bisogno di rubare.
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