Eataly a Milano... ex Teatro Smeraldo

Un palco "Smeraldo" per il nuovo Eataly a Milano.

Nei primi mesi del 2014 (forse marzo-aprile), aprirà il Milano Eataly Smeraldo, nella sede, ora completamente rinnovata, che ha ospitato lo storico teatro (piazza XXV aprile).
Nato nel 1942, il Teatro Smeraldo era all’epoca la sala più capiente di Milano. Luogo simbolo degli anni d’oro del Varietà con la gestione di Gianmario Longoni.
Un passato glorioso che pareva destinato all'oblio.
E invece il sipario dello Smeraldo è destinato a riaprirsi, seppure con modalità diverse.

In omaggio a quella storia, Eataly ospiterà un vero e proprio palcoscenico, che proporrà una programmazione, completamente gratuita per i clienti, che spazierà tra i generi musicali, dal pop al rock alla lirica, ospitando anche recital, reading, cabaret, teatro, danza, incontri e spettacoli di arte varia.

Il palco di Eataly Smeraldo (di forma semicircolare ed affacciato sull’interno del negozio in una posizione strategica di particolare visibilità) sarà attrezzato per assicurare a pubblico e artisti un’esperienza acustica emozionante e senza compromessi.
Sul palco Smeraldo si esibiranno grandi artisti, ma non solo: verrà proposto gratuitamente anche ai giovani e agli artisti emergenti, dando loro un’opportunità di esibirsi di fronte al pubblico e farsi apprezzare e conoscere in un contesto di grande suggestione.

VORRESTI ESIBIRTI?
Se sei un musicista, un attore o un artista, e ti piacerebbe suonare, recitare o proporti per il palco Smeraldo, scrivi una mail di presentazione a palcosmeraldo@eataly.it
Le proposte più valide e interessanti verranno selezionate e potrebbero diventare parte della futura programmazione artistica di Eataly Smeraldo.
Eataly a Milano... ex Smeraldo


Eataly a Milano... ex Smeraldo




Chiusura del Teatro Smeraldo

13 febbraio 2012 - Video intervista di IRENE ROMANO a GIANMARIO LONGONI per DANZA TV.

Chiusura del Teatro Smeraldo

Il teatro Smeraldo chiude «Rovinati dai cantieri dei box»
Longoni: «Abbiamo perso 100 mila spettatori, oltre tre milioni di Euro. Questa è l'ultima stagione». Il patron Gianmario Longoni annuncia la chiusura del secondo teatro italiano (per dimensioni), ultima vittima di un cantiere infinito, quattro anni di lavori a rilento. La data di fine lavori, in piazza XXV Aprile a Milano, è stata fissata, rinviata, ogni volta sbagliata.
Ad oggi i lavori da completare sono ancora lontani dalla fine.

Chiusura del Teatro Smeraldo
Chiusura del Teatro Smeraldo







L'ultima lettera di Gianmario Longoni
pubblicata dal Teatro Smeraldo il giorno 8 giugno 2012


Come avrete saputo, alla fine di questo mese, il teatro Smeraldo chiuderà.
È questa l’ultima lettera che avrei voluto scrivere, l’ultima che scriverò da orgoglioso patron del “vecchio” teatro Smeraldo.

In breve le ragioni della chiusura che spero contribuiscano a farvi capire le vere motivazioni di questa storia. Il teatro Smeraldo è l’unico in Italia non finanziato né dallo Stato né dagli Enti locali. Negli anni Settanta, quando ancora la sala era destinata a cinema a “luci rosse” e striptease, sul suo vecchio palcoscenico, al loro debutto, si sono esibiti grandi e storici artisti, da Billie Holiday, a Baby Gate (la giovane Mina), ad Adriano Celentano.
All’inizio degli anni Ottanta il teatro ha iniziato a proporre generi di spettacolo snobbati dai teatri di allora. Concerti pop e rock, musical internazionali e cabaret hanno dato vita a quello “stile libero” che ha contribuito a formare nella nostra generazione una percezione del teatro diversa, un meccanismo più semplice e popolare per divertirsi migliorandosi.
Lo Smeraldo è riuscito così a prosperare senza alcun intervento di denaro pubblico, premiato da un a grande affluenza di spettatori che, oltre a riempire il teatro per circa duecentocinquanta giornate all’anno, frequentava la zona contribuendo a inventare un’area che, prima della riapertura del teatro nell’ottobre dell’83, non lasciava intravedere nessuna particolare prospettiva di sviluppo.
Lo sviluppo invece arrivò e con esso il rilancio del teatro Smeraldo come una delle sale più innovative e importanti della città.

Mentre grandi artisti passavano sul nostro palco, all’esterno sparivano spacciatori e malavita “dell’isola”, si ristrutturavano vecchie case di ringhiera, aprivano quei ristoranti e quei negozi e atelier di moda che oggi costituiscono il “sistema Corso Como”. Un sistema virtuoso che, creando qualità, ha però attirato la speculazione edilizia, sino ad arrivare al punto di bloccare per sei anni l’economia del teatro attraverso un incivile e paradossale cantiere.
Le conseguenze dannose sull’affluenza degli spettatori sono state violente ma brevi, i milanesi hanno dimostrato tolleranza e comprensione.
Di contro, nella percezione degli addetti ai lavori, lo Smeraldo è precipitato in un luogo pericoloso e squalificante, da evitarsi, se possibile.
Così, in pochi anni, la media delle nostre giornate di attività è crollata poco più della metà rispetto al passato.
I partner e gli sponsor, oscurati dal cantiere, si sono a poco a poco ridotti, fino a scomparire del tutto.

Oggi queste riflessioni appartengono al passato.
Questi anni in cui ho scelto di resistere e rimanere aperto, non finanziato e indipendente, hanno creato un deficit troppo profondo per essere sanato con il lavoro, nonostante l’imminente riapertura della piazza.
Ora dovrò cedere le amate mura dello Smeraldo che saranno più laicamente destinate ad altro utilizzo, permettendomi di sanare gli insostenibili debiti contratti negli anni e di rispettare gli impegni e il mio buon nome, come la mia famiglia e la mia azienda hanno sempre fatto.

Senza nulla chiedere alle Istituzioni salverò la mia impresa dalla cancrena finanziaria, non con la buona medicina della giustizia ma con quella traumatica della chirurgia… Ancora con la giacca del vero Smeraldo vorrei invitare tutti voi alla lunga Notte bianca di addio, tra la mezzanotte e l’alba del 1° luglio.
Nei prossimi anni lavoreremo in un grande teatro tenda, per continuare a far vivere l’azienda, in attesa di una nuova sede definitiva.
Ipotesi che, seppure possibile, non sembra ancora concreta.
Strano in una città dove i cantieri edili non mancano ...

Ci congediamo, quindi.
Con profonda gratitudine verso gli artisti e i milioni di milanesi che in questi quasi trent’anni ci hanno onorato della loro appassionata compagnia.

Gianmario Longoni




















Nato come sala cinematografica nel 1942 il Teatro Smeraldo, negli anni ottanta, sotto la Direzione Artistica di Gianmario Longoni, è passato a una programmazione esclusivamente teatrale.

Inizialmente la sua popolarità era legata a stagioni di prosa tradizionale, che hanno in seguito lasciato il posto a un vero e proprio cartellone internazionale. Il Teatro Smeraldo è ora a Milano un punto di passaggio obbligato per tutte le grandi produzioni italiane e straniere ed è divenuto nel tempo luogo ideale e privilegiato per la rappresentazione di musical in lingua originale e recital di grandi interpreti.

Tra questi, negli ultimi anni, è importante ricordare musical internazionali come Evita, A Chorus Line, Jesus Christ Superstar, West Side Story, Oh Calcutta!, Sophisticated Lady, The Phantom of the Opera, Forever Tango, The Rocky Horror Show, Tommy, senza dimenticare il grandissimo successo di Cats e di Mamma Mia!.
Il Teatro Smeraldo, nella stagione 2009-2010, ha avuto inoltre l'onore di ospitare "Thriller-Live", il grande tributo ufficiale a Michael Jackson. Si sono esibiti sul palcoscenico del Teatro Smeraldo noti artisti del panorama musicale italiano e straniero: tra gli altri David Bowie, Miles Davis, Bruce Springsteen, Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Ray Charles e i Buena Vista Social Club.

Particolare riguardo è, da sempre, riservato al mondo della danza: Moses Pendleton, David Ezralow e David Parsons, sono da anni amici del Teatro Smeraldo. Da sottolineare alcuni grandi eventi internazionali degli ultimi anni, come la presenza di David Copperfield, Joaquin Cortez e compagnie innovative come Tap Dogs e Stomp (quest'ultimo tra gli spettacoli più rivoluzionari ed entusiasmanti del nostro tempo).

Salvo improvvisi miracoli urbanistici, a giugno 2012, dopo esattamente 70 anni di programmazione, il Teatro Smeraldo chiuderà i battenti.