VALERIO LONGO






INTERVISTA

19 gennaio 2015 - di Michele Olivieri
Ciao Valerio,
prima di iniziare la nostra intervista, voglio darti atto di un gesto importante. Ci siamo conosciuti durante l'evento "Anima & Corpo" in cui io ero Giudice e tu Ospite d’Onore. Durante l’intervista sul palco mi aveva colpito molto una tua affermazione in cui raccontavi che la danza non è solo dei ballerini, dei coreografi o dei maestri ma anche di chi la “scrive e la racconta”.
Forse sei uno dei pochi danzatori che ha riconosciuto e ha parlato anche di questo ruolo (che mi tocca da vicino) e per questo ti ringrazio pubblicamente.

- Come è nata la passione per la danza e il tuo percorso artistico?
" Mia madre danzatrice (quindi figlio d’Arte) mi disse “danzavi in me, con me”. Il movimento è nel mio DNA ... con i pro e i contro della cosa ovviamente!
Papà e mamma (ex insegnanti di educazione fisica) per tenere canalizzate le mie energie, mi hanno fatto studiare Musica, Arti marziali e Danza. Quest’ultima l'ho iniziata con mamma a soli 4 anni a Torino dove ho studiato flamenco, jazz, afro e classico con il mio primissimo insegnante, dopo mia madre. Tutto questo dai 5 agli 8 anni. A 10 anni venni scelto da Vladimir Vasiliev per il ruolo di uno dei due fratelli di “Aniuta”.
Successivamente, esperienza incredibile con Ekaterina Sergeevna Maksimova che mi fece scegliere cosa volessi fare da grande: Teatro! All’età di 13 anni venni indirizzato dalla mia insegnante Marilena Goria alla scuola del teatro Nuovo di Torino, il liceo coreutico, dove continuai i miei studi fino ai 19 anni. Per tutto questo periodo di vita, tra danza e studio, mi diplomai in lingue senza allontanarmi dalle arti marziali e dalla musica. "

- Come descriveresti l’esperienza
al Liceo Coreutico di Torino (dove ti sei diplomato)?

" Ho avuto la fortuna di non essere solo studente ma spesso ho potuto anche danzare con la compagnia del Teatro Nuovo dove respiravo l’aria della professione che aspiravo a fare. E' stato molto incentivante per me trovarmi in sala con professionisti come Pompea Santoro, Robert North e Carlos Acosta. Grandi artisti che frequentavano per motivi differenti quel teatro. "

- Chi ricordi maggiormente tra i tuoi maestri di quell’epoca?
" Tra i miei Maestri ricordo con piacere Ramona de Saa, Daniela Chianini e Carla Perotti. "

- Quali ricordi e quali esperienze conservi del periodo con la Compagnia del Teatro Nuovo?
" Conservo il ricordo del profumo della sala dove si provava con i grandi specchi e il pavimento in legno, le risate prima di fare spettacolo e ... la magia!
Ricordo, con gli occhi di ragazzino, tutti quei ballerini professionisti che ancora oggi porto con me. Da tutti ho imparato qualcosa e ho appreso che osservare gli altri insegna ciò che un maestro non riesce a farti comprendere! "

- Raccontaci un tuo ricordo personale del coreografo Vittorio Biagi, con il quale hai condiviso il ruolo da solista nella sua compagnia "Danza Prospettiva"
" Dunque, arrivavo nella sede dove si sarebbero tenute le prove del balletto “Shahrazād” (su musiche di Korsakov) con ospite Mia Molinari; lui non si accorse di me e io non mi feci notare mentre lui ascoltava la musica facendo i suoi esercizi alla sbarra. M'incantò la sua delicatezza nel dare valore alle braccia, alle mani, al valore che dava a quei Port de Bras semplici ma così ricchi di storia. Magia anche questa del teatro! "

- Cosa ti emoziona maggiormente nella Danza?
Qual è il suo aspetto che l'ha resa fondamentale della tua vita?

" E' la sua intrinseca energia legata al divino, la sua possibilità di divenire linguaggio universale ... anche in un solo gesto! "

- Tra i tanti spettacoli che hai visto da spettatore e quelli interpretati, quali ti hanno maggiormente colpito?
" Danzare è un'Arte fatta di curiosità e voglia di mettersi in gioco, rischiare per conoscere se stessi e la vita. Tutto può colpire un cuore aperto ed una mente curiosa. Ogni spettacolo visto o interpretato mi ha arricchito! "

- Hai fatto parte anche del Balletto di Toscana, com’è avvenuto e in che modo ti ha arricchito artisticamente?
" L’arricchimento è stato dettato sicuramente dalla grande Artisticità dei danzatori e dal repertorio scelto dalla direttrice Bozzolini. Il mio arrivo è stato diretto e schietto; volevo fondermi con la realtà toscana per la sua eccellenza.
Ho sempre avuto maestri che mi hanno saputo indirizzare nelle scelte (la grande responsabilità di un Maestro è non solo insegnare ma anche indirizzare). Di quel periodo, devo molto al meraviglioso Maestro Robert Strajner che mi spinse a fare l’audizione. "

- Puoi darmi una definizione per Cristina Bozzolini (direttore artistico Aterballetto) e di Giovanni Ottolini (direttore generale di Aterballetto)?
" Cristina Bozzolini: unica nella sua tenace perseveranza. Un faro per molti. Giovanni Ottolini: più che definizione direi riflessione, il teatro si può amare a modo proprio anche non andando sul palcoscenico. "

- Sei un’Artista apprezzato come ballerino e come coreografo.
Quale di queste attività ti dà maggior soddisfazione e quali sono le sostanziali differenze?

" Entrambe hanno la stessa radice in me, creare una classifica non mi riesce; l’emozione di un particolare momento in una mia coreografia incide il mio animo in modo profondo e radicale. "

- Quando un ballerino decide di passare anche “dall’altra parte della sbarra” e diventare coreografo?
Necessitano caratteristiche particolari per fare questa scelta?

" Non credo che debbano esserci caratteristiche particolari ma sicuramente caratteristiche vere e sincere per se stesso. "

- Cosa pensi dei Talent Show che in TV lanciano in brevissimo tempo promesse della danza?
Credi che sia giusto incoraggiare tutti a danzare?

" Dalla mia esperienza ho capito che non siamo noi a scegliere cosa fare con la Danza ma è lei che ti chiama e ti incoraggia nel profondo facendoti oltrepassare barriere sociali e culturali.
La televisione fa bene a stimolare ma chi ha le vere redini sono i maestri nelle scuole, i giornali online, le riviste che parlano di Danza e teatro. Questi mezzi hanno il dovere di lanciare il “giusto messaggio” di cosa sia realmente la Danza.
La televisione c’è sempre stata; ricordo “Maratona d’Estate” di Vittoria Ottolenghi o i balletti Rai della Parisi e della Carrà. "

- Delle tue coreografie, a quale sei più affezionato?
" Non ho una coreografia in particolare, perché per ogni balletto c’è un affetto. Sicuramente ricordo quella per il grande danzatore Roberto Zamorano “Saminas”.
Ricordo il passo a due “Briza” con i ballerini Hektor Budla e Stefania Figliossi; senza dimenticare i ballerini dello SCAPINO DANCE COMPANY dove hanno interpretato “HASMU” con grande intensità e professionalità; fino ad arrivare al Musical “L’Atteso” dove facendo anche la regia per lo spettacolo ho seguito tutti i ballerini di “Padova Danza” e i cantanti.
Per giungere al 2014 con “Nude Anime” per Aterballetto con delle splendide danzatrici in punta hanno saputo toccare il mio animo! "

- Da dove nasce la tua ispirazione coreografica?
" Non so; cerco solo di viverla lasciando che mi sorprenda nel segno della libertà sincera. "

- Che ruolo ha la musica nel tuo essere coreografo e danzatore?
" Cerco sempre di rinnovare la mia conoscenza musicale per essere pronto a nuove esperienze.
Dal rock alla classica, passando dal jazz, fino a compositori contemporanei che scrivono musica per le mie coreografie (come Matteo Stocchino e Mauro De Pietri). "

- È difficile conciliare la carriera con la vita privata?
" Se per difficile si intende stancante, direi di sì. Rende la mia vita sicuramente piena di emozioni che si fondono tra famiglia e passione-lavoro! "

- Quale forma artistica nella quale vorresti cimentarti?
" Vista la mia passione per il cinema e i nostri grandi attori, proverei volentieri il cinema ... magari danzando! "

- Quale desiderio vorresti realizzare nel mondo della Danza?
" Desidero trasformare il Movimento in Gesto. Riuscirci grazie a chi incontrerò sul mio cammino danzante. "
VALERIO LONGO - ballerino e coreografo



































VALERIO LONGO - ballerino e coreografo




VALERIO LONGO - ANIMA & CORPO

Ogni dettaglio su www.DanzaDance.com/Animaecorpo


Ballerino e coreografo
della compagnia ATERBALLETTO


Nato a Roma nel 1976, si diploma al Liceo Coreutico di Torino.
Durante i cinque anni di studio partecipa ad alcune produzioni della Compagnia del Teatro Nuovo di Torino debuttando ne “Il tango delle ore piccole” di Robert North.
Studia in seguito con Robert Strayner, Luc Buy, Irina Rosca, George Bodnarciuk.
Nel 1992 partecipa, vincendolo, al concorso “Giovani talenti” di Chiavari e al Concorso “Città di Rieti” (3° posto).
Nel 1996 vince il concorso “Vignale Danza”.
Nel ’98 lavora come solista nella compagnia Danza Prospettiva di Vittorio Biagi e successivamente entra a far parte del Balletto di Toscana e dall’autunno 2001 in Aterballetto.
Nel 2004 crea assieme a Adrien Boissonnet e Beatrice Mille “Il corpo che narra. Trasformazioni”.
Nel 2005 è autore di “Pororoca” e nel 2006 di “Saminas”, entrambe per Aterballetto.
Nel 2008 ha creato “Hasmu” per lo Scapino Ballet. Torna a creare per l’Aterballetto nel 2010 “Minima sospensione”, nel 2011 “Indomato effetto”, nel 2012 “Short Rock”, nel 2013 “White Night” e nel 2014 “Nude Anime”.


VALERIO LONGO - ballerino e coreografo
VALERIO LONGO - ballerino e coreografo



DANZA TV - intervista a Valerio Longo





Video: Estratto da "NUDE ANIME" di Valerio Longo

Attendi il caricamento




VALERIO LONGO - ballerino e coreografo