W VERDI - Balletto di Milano

31-07-2014 - Milano
Recensione di Michele Olivieri

A chiusura della “Rassegna ai chiari di luna” presso l’Idroscalo, è andato nuovamente in scena il prestigioso Balletto di Milano con i giovani e frizzanti danzatori della Compagnia diretta da Carlo Pesta, i quali hanno reso omaggio a uno dei mostri sacri dell’Ottocento operistico: il compositore Giuseppe Verdi.
Non se ne parla mai come si dovrebbe, ma la musica di Giuseppe Verdi ha fornito un contributo essenziale al balletto: le sue note hanno influito sull'evoluzione delle coreografie.

Balletto "W Verdi" con le coroegrafie originali di Agnese Omodei Salè e Federico Veratti.
Nelle vesti del grande maestro, l’attore Enrico Beruschi, fine dicitore e arguto commentatore.

Questo "W Verdi" è stato creato sul finire delle celebrazioni verdiane, un’occasione davvero unica per scoprire la poesia e l’originalità dei balletti presenti nelle opere del maestro.
Da sempre affascinano questi ballabili, scritti quasi tutti per il raffinato ed esigente pubblico parigino.

L’interesse di Verdi per il balletto risale al 1847, quando l’Opéra di Parigi gli chiese di includere un balletto in ogni opera.
Il maestro, durante la sua lunga carriera professionale, dedicò intere e indimenticabili pagine di grande prestigio, alle parti danzate della maggior parte delle sue opere, dando un notevole apporto al mondo del balletto.
Il prezioso contributo, all’arte coreutica, di Verdi ha trovato in questa produzione del Balletto di Milano una giusta espressione di cortesia verso le sue opere.

In apertura di spettacolo troviamo Aida le cui danze scenografiche raggiungono la maestosità nel famoso Trionfo; a seguire la celebre Danza delle Streghe tratta dal Macbeth, un pezzo da sempre amato nel repertorio del Cigno di Busseto e per chiudere il primo tempo la Traviata che pur non racchiudendo ballabili, si presta per la qualità della musica alle danze grazie a pezzi come “Libiamo”, i cori di Zingarelle, Toreri ed estratti dai due preludi.

Nella seconda parte un suggestivo ballabile come “Le quattro stagioni”, tratto dai Vespri Siciliani, il quale racchiude in sé un gioiello per la danza nel rincorrersi tra grazia ed emozione e dove tutto contribuisce alla bellezza pura.
È proprio in questi melodrammi, infatti, che si possono apprezzare dei balletti di pregevole fattura, ancora oggi molto graditi dai ballerini di tutto il mondo.

La compagnia del Balletto di Milano si è mostrata perfettamente preparata e ispirata con una buona guida, le musiche sono state assemblate con chiarezza; i costumi, dai toni raffinati hanno mostrato grande eleganza.

La coreografia di Agnese Omodei Salè e Federico Veratti va per linee essenziali, ponendo in risalto le capacità dei singoli sul piano tecnico, scavando anche nel loro cuore, aiutati da una forte carica emotiva.
Molto preparato, al solito, ed esteticamente appagante l’intero corpo di ballo, nelle diverse figurazioni di danza, maschili, femminili, di coppia e d’insieme.

"W Verdi" è risultata una produzione sottolineata da una vivace varietà espressiva, la quale ha proposto capolavori di musica nel suadente intreccio tra sogno e realtà in un intreccio di virtuosismi, confermando altresì che la danza è una delle maggiori espressioni dell’arte e della cultura, insostituibile strumento di elevazione e di liberazione oltre ogni confine sociale e nazionale, e la magia nasce dalla capacità dei bravissimi danzatori del Balletto di Milano di vestire le note immortali del celebre compositore.

W VERDI - Balletto di Milano







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