Vincenzo Capezzuto
 

Rubrica "Le Stelle di ANTONIO DESIDERIO"
Aprile 2009
E'uno dei ballerini italiani che vive la realtà della grande compagnia Aterballetto e che viaggia in tutt il mondo, in fantastiche tourneè.
Ex Primo Ballerino della Compagnia di Julio Bocca, Vincenzo Capezzuto è oggi un ballerino doc in Italia e all'estero, apprezzato non solo per la sua danza...

Vincenzo Capezzuto



INTERVISTA:

> Come ti sei avvicinato al mondo della danza?
Mi sono avvicinato grazie alla televisione, che a contrario di quello che ci presenta oggi, offriva in passato evidentemente dei veri modelli artistici da seguire e da cui trarre ispirazione. La musica e la danza riempivano le mie intere giornate incollato al grande schermo e hanno in qualche modo stimolato inconsciamente la mia passione irrefrenabile per danza e per musica. Mi vengono in mente racconti dei miei genitori,nei quali ,all'età di 3 anni, ero in continuo movimeno, cercando di creare dei passi con una spiccata musicalità .

> Come sono stati i tuoi inizi nel mondo della danza?
Il vero inizio è stato quando mio padre ebbe l'intelligenza di capire che la scuola di danza era una cosa seria e bisognava affrontarla in maniera seria e professionale, dunque mi accompagno' alle selezioni per entrare nella scuola di ballo del Teatro San Carlo di Napoli. Venni preso e ho conseguito il diploma e la prima borsa di studio che non veniva ormai assegnata da più di vent'anni.

> Chi ti spinto verso la danza? Tua vocazione?
Credo che crescendo io abbia capito sempre più che era una cosa di cui non potevo fare a meno. Soprattutto il poter crescere in un Teatro cosi importante mi dava la possibilità di vedere e conoscere grandi artisti (tra cui Rudolf Nureyev) che alimentavano sempre di piu la mia passione e la voglia di calcare le scene.

> Raccontaci il tuo percorso fino al tuo arrivo all'AterBalletto
Dopo il diploma conseguito al San Carlo, sono partito per la mia prima esperienza lavorativa presso l'ENGLISH NATIONAL BALLET di Londra; conclusasi, ho lavorato per un po' presso il Teatro alla Scala di Milano. Sono poi ritornato a Londra e dopo essere arrivato primo al concorso per stabili al Teatro San Carlo ci sono rimasto per tre anni interpretando ruoli da solista e primo ballerino.
La mia sete di esperienze mi ha fatto "fuggire" ancora e approdare presso il BALLET ARGENTINO diretto da JULIO BOCCA nella quale compagnia ho affrontato il più vasto repertorio: da Geroge Balanchine ad Alvin Ailey in giro per il mondo.
Dopo la mia bellisima esperienza argentina, sono ritornato al San Carlo (mia casa e rifugio) diretto in quel momento da Elisabetta Terabust e, grazie a lei, ho avuto modo di essere protagonista di MEDITERRANEA di Mauro Bigonzetti.
Fu un successo e Mauro mi propose di incorporare l'ATERBALLETTO nel quale attualmente danzo come solista.
Sono stato molto felice di averlo fatto!

> Quale stile è a te più vicino?
Non so se ci sia uno stile che più mi identifica, certo la base classica è quella che mi ha permesso di affrontare qualsiasi stile con molta facilità. Credo che lo stile con cui più ci si identifica si scopra con il tempo, con la maturazione stessa del danzatore; 8 anni fa avrei detto il repertorio classico, adesso poter lavorare con coreografi che si ispirano al tuo talento e creano coreografie sulle tue potenzialità , è quello che voglio e che più mi gratifica.

> Oltre alla danza, il canto è un'altra tua grande passione.
Quali differenti emozioni ti danno?

Sono emozioni molto forti con entrambe le passioni. Con la danza l'emozione è piu prevedibile e direi quasi collaudata considerando che danzo da tutta la vita. Il canto mi riserva sempre delle soprese inaspettate; è per me ancora un territorio nuovo nel quale comunque mi cimento ad alti livelli, con seri e bravissimi professionisti che mi circondano; è un emozione che completa il mio bisogno di esprimermi come artista, e mi da la possibilità di vivere e sognare altre dimensioni che forse con la danza non vivrei.

> Sei anche direttore artistico del Gala Internazionale della Città di Salerno, tuo paese Natale. Perchè creare questo evento?
E' un evento nato un po' per caso, quando a qualcuno di importante gli venne in mente un giorno di tributare i miei successi all'estero nel Teatro della mia città e ... Fu un trionfo!
Grazie all'Associazione FUTURO DANZA il cui presidente è mio padre, il Gala è cresciuto in ugual misura alla mia carriera, percorrendo i mie passi, le mie evoluzioni e come danzatore e come cantante. Il pubblico Salernitano è stato numeroso e soddisfatto, tributando con calorosi e dirompenti applausi. Ne è l'esempio concreto che quest'anno sarà il nono anno di vita del Gala.
L'idea di poter offrire alla Città di Salerno una serata di danza con danzatori di altissimo livello mi sembrava una cosa molto rara e preziosa per una realtà come Salerno. Poi con l'avvento di Michele Merola come co-direttore artistico, è stata la svolta! Poter rappresentare in una serata di un'ora e mezza il repertorio classico, quello contemporaneo, musicale con bravissimi musicisti che suonano dal vivo, anteprime assolute, momenti teatrali, era veramente un motivo per andare avanti e continuare.

> E tanti gli ospiti avuti.
Molti sono stati i bravissimi danzatori intervenuti: i primi ballerini del NEW YORK CITY BALLET, TEATRO COLON DI BUENOS AIRES, TEATRO ALLA SCALA, OPERA DI VIENNA, OPERA DI TOULOUSE, OPERA DI LIPSIA,ATERBALLETTO, STUTTGART BALLET, HOUSTON BALLET, BALLET ARGENTINO ed altri e come non dimenticare la presenza per i primi anni della sig.ra Vittoria Ottolenghi che ho conosciuto da ragazzino, che ha seguito la mia carriera e che ha voluto accompagnarmi per un po' e che ha dato quel tocco di classe e di sapienza all'evento.

> Come vedono la nostra danza "made in Italy" all'estero?
La nostra danza all'estero ha un grande potere. Siamo molto più apprezzati, stimati e richiesti all'estero che in Italia. La danza all'estero è seguita, amata e si ha sempre voglia di metterla a confronto, di poter capire tutti gli stili che puo' offrire.
Il pubblico estero è colto e ama andare a teatro, che sia danza, prosa o lirica. I teatri ci contendono, e abbiamo sempre il tutto esaurito. La Germania è un esempio eclatante di quello che ho appena detto.

> Cosa rappresenta la danza nella tua vita?
La danza rappresenta un capitolo molto importante della mia vita e del quale non potrei fare a meno. Se la si vive con passione e dedizione contribuisce a fare che la vita sia più dolce e inebriante; diventa per me un rifugio quando si hanno problemi, diventa una compagna di vita ed una certezza per la quale vivere.




Vincenzo Capezzuto

 

 

 

 

 

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